22 Dicembre 2025
Carlo Rosa, CEO di DiaSorin
Il Consiglio di amministrazione di Diasorin ha deliberato di sottoporre all’assemblea degli azionisti un piano di acquisto di azioni proprie fino a un massimo di 250 milioni di euro, per un quantitativo non superiore a 4,5 milioni di titoli, pari a circa l’8% del capitale. Contestualmente, il cda proporrà all’assemblea anche l’annullamento, senza riduzione del capitale sociale, della totalità delle azioni acquistate nell’ambito del buyback, oltre a un ulteriore quantitativo di titoli già detenuti in portafoglio dalla società, fino a un massimo di 2 milioni di azioni. L’obiettivo è ottimizzare la struttura del capitale e migliorare alcune metriche finanziarie chiave.
Secondo quanto indicato dalla società, il programma di acquisto di azioni proprie è finalizzato a remunerare gli azionisti attraverso modalità alternative rispetto alla distribuzione di dividendi. In particolare, il buyback punta a restituire valore ai soci e a migliorare l’utile per azione, intervenendo sulla struttura del capitale in modo coerente con la strategia finanziaria del gruppo.
Nel comunicato, DiaSorin sottolinea come l’operazione rappresenti anche un segnale di fiducia del management, che ritiene che le attuali quotazioni di mercato non riflettano pienamente le prospettive future della società. Allo stesso tempo, il piano di buyback è stato strutturato in modo da mantenere sostanzialmente inalterata la capacità di investimento del gruppo, sia per la crescita organica sia per eventuali operazioni di crescita inorganica.
A Piazza Affari, il titolo DiaSorin ha reagito positivamente all’annuncio. Nella seduta del 22 dicembre 2025, le azioni hanno chiuso in rialzo del 4,7%, attestandosi a 67,32 euro. La performance su base annua resta tuttavia negativa, con una flessione del 32,8%, riflettendo un contesto di mercato complesso per il settore della diagnostica.
Sul fronte industriale, DiaSorin ha chiuso il primo semestre 2025 con una crescita di ricavi e utile, sostenuta in particolare dall’aumento a doppia cifra delle vendite in Nord America. Tra i segmenti di business, la performance è stata trainata dall’immunodiagnostica non Covid, che ha continuato a rappresentare uno dei principali motori di sviluppo del gruppo.
In questo quadro, il piano di buyback si inserisce come strumento di politica finanziaria volto a rafforzare il legame con gli azionisti, senza compromettere le prospettive di crescita futura e la capacità del gruppo di cogliere nuove opportunità di sviluppo nel mercato globale della diagnostica.
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