18 Marzo 2026
Il Mossad avrebbe minacciato alcuni comandanti iraniani affinché si uniscano alle proteste interne contro il governo di Teheran. Gli 007 israeliani sarebbero entrati in contatto diretto con esponenti delle forze di sicurezza di Teheran. A un alto comandante sarebbe stato intimato di schierarsi con il popolo, pena conseguenze gravi. “Fallo o farai fine dei tuoi leader”, sarebbe stato il senso dell’avvertimento rivolto dall’agente. La risposta del comandante sarebbe stata: "Fratello, lo giuro sul Corano, non sono tuo nemico. Sono già un uomo morto. Per favore, venite ad aiutarci"
I servizi segreti israeliani avrebbero contattato alcuni comandanti iraniani, avvertendo loro e le loro famiglie di tenersi alla larga in caso di qualsiasi rivolta. Lo riferisce il Wall Street Journal dopo aver avuto accesso alla registrazione di una telefonata di un agente del Mossad. Gli 007 di Tel Aviv sarebbero in contatto con i singoli comandanti, in quello che appare come un tentativo diretto di incidere sugli equilibri interni del Paese.
Il contenuto della conversazione è particolarmente esplicito e rivela un livello di pressione elevato. In una telefonata a un alto comandante della polizia iraniana, l'agente dice: "Sappiamo tutto di te, sei nella nostra lista nera e abbiamo tutte le informazioni che ti riguardano. Ti ho chiamato per avvertirti in anticipo che dovresti stare dalla parte del tuo popolo. E se non lo farai, il tuo destino sarà lo stesso del tuo leader. Mi senti?".
La risposta dell’ufficiale iraniano, sempre secondo quanto riportato, appare carica di tensione e rassegnazione: "Fratello, lo giuro sul Corano, non sono tuo nemico. Sono già un uomo morto. Per favore, venite ad aiutarci".
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