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Iran, Cia pubblica VIDEO sui social per reclutare cittadini come spie: "Possiamo ascoltarvi e aiutarvi in regime-change"

La Cia diffonde online una guida in farsi per reclutare fonti in Iran, con istruzioni su sicurezza digitale e contatti riservati, tra reazioni e critiche internazionali

26 Febbraio 2026

La Cia, ossia l'agenzia di intelligence statunitense, ha pubblicato sui suoi social, nelle ultime ore, un video-tutorial su come i cittadini iraniani possono essere reclutati come fonti di informazioni su Teheran, come spie. Nel filmato, una voce in farsi afferma: "Possiamo ascoltarvi e vogliamo aiutarvi con il regime-change nel vostro Paese, ma dovete fornire informazioni".

Iran, Cia pubblica VIDEO sui social per reclutare cittadini come spie: "Possiamo ascoltarvi e aiutarvi in regime-change"

La Central Intelligence Agency (Cia) ha diffuso sui social media una nuova guida in lingua farsi rivolta ai cittadini iraniani interessati a stabilire un contatto diretto con l’agenzia di intelligence statunitense. Il materiale informativo è stato pubblicato su diverse piattaforme digitali, tra cui X, Instagram, Facebook, Telegram e YouTube, ed è accompagnato da un video di presentazione.

Nel messaggio introduttivo, la Cua afferma: "Possiamo ascoltare la vostra voce e vogliamo aiutarvi", invitando potenziali interlocutori a prendere precauzioni per garantire la propria sicurezza personale e digitale. Le istruzioni includono l’utilizzo di dispositivi nuovi o temporanei, l’evitare computer aziendali o telefoni personali e il controllo dell’ambiente circostante per ridurre il rischio di sorveglianza.

La guida suggerisce inoltre di utilizzare versioni aggiornate dei browser internet, attivare la modalità di navigazione privata e cancellare cronologia e dati di ricerca dopo ogni accesso. Gli utenti con maggiori competenze tecniche vengono incoraggiati a ricorrere a strumenti di anonimizzazione online come VPN o rete Tor.

Ai potenziali informatori viene richiesto di fornire dati personali, tra cui nome completo, professione, posizione geografica e livello di accesso a informazioni o competenze considerate di interesse per l’agenzia.

L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia degli Stati Uniti volta al reclutamento di fonti nei Paesi ritenuti prioritari dal punto di vista dell’intelligence, tra cui Iran, Cina, Russia e Corea del Nord. La diffusione del materiale ha generato reazioni contrastanti online, tra scetticismo, critiche politiche e dibattito sulla sicurezza degli informatori.

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