18 Marzo 2026
La portaerei Uss Gerald R. Ford ha subito un vasto incendio a bordo, iniziato nel locale lavanderia, che ha distrutto circa 600 posti letto, costringendo i marinai a dormire per terra. Per questo, la nave è stata costretta alla ritirata, spostandosi dalle acque mediorientali fino a Creta. Molti ipotizzano che questo episodio non sia stato solamente un incidente, ma un atto di sabotaggio dello staff della portaerei, esasperato dalla lunga permanenza in una zona di guerra.
Un grave incendio a bordo della Uss Gerald R. Ford sta sollevando interrogativi sulla tenuta operativa della marina statunitense nel pieno delle tensioni con Iran. La portaerei, una delle più avanzate e costose al mondo, è ora diretta verso la base navale di Baia di Souda a Creta per riparazioni dopo un rogo che ha richiesto oltre 30 ore per essere completamente domato.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero divampate nella lavanderia di bordo il 12 marzo. Tuttavia, l’entità dei danni è significativa: oltre 600 posti letto dell’equipaggio sono stati distrutti, costringendo centinaia di marinai a dormire temporaneamente su pavimenti e tavoli. Inoltre, la perdita della lavanderia ha aggravato le già difficili condizioni di vita a bordo.
Il bilancio umano, pur non drammatico, evidenzia la gravità dell’incidente: due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti durante le operazioni di spegnimento e decine hanno riportato sintomi di intossicazione da fumo e monossido di carbonio. Nonostante ciò, le autorità militari statunitensi sostengono che i sistemi critici, inclusa la propulsione, non siano stati compromessi.
L’episodio arriva in un momento delicato. La portaerei è impegnata da mesi in una lunga missione, ormai prossima a stabilire un record di durata per la Us Navy dopo il precedente della Uss Abraham Lincoln. Lo stress operativo, unito alle condizioni logistiche difficili, sembra aver messo a dura prova sia la nave che il suo equipaggio.
In questo contesto emergono anche ipotesi. Alcuni media, tra cui fonti greche, riportano che è in corso un’indagine interna per verificare se l’incendio possa essere stato appiccato deliberatamente da membri dell’equipaggio, nel tentativo di porre fine a una missione prolungata e particolarmente impegnativa. Se confermata, si tratterebbe di un caso di particolarmente grave di sabotaggio o ammutinamento nella marina moderna. Molti hanno ipotizzato anche un possibile attacco esterno come causa dell'incendio, probabilmente da parte iraniana, che però non è stato confermato.
Il temporaneo ritiro della portaerei per riparazioni potrebbe inoltre ridurre la presenza militare statunitense nell’area, sollevando dubbi sulla sostenibilità a lungo termine delle operazioni navali nella regione.
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