18 Febbraio 2026
Televideo Rai Donetsk, 20 febbraio 2022, fonte: Televideo Rai
Il 20 febbraio 2022, solamente 4 giorni prima dell'attacco russo all'Ucraina che avrebbe portato alla dichiarazione della guerra ancora in corso, il Televideo Rai ha preso una posizione molto distante da quella di oggi, che addirittura riconosceva il territorio autonomo del Donetsk: "Kiev ha bombardato la Repubblica Popolare del Donetsk filorusso". Dal 24 febbraio, poi, la giravolta, dettata dai diktat di Nato e Ue: Mosca vista come unica colpevole e come aggressore crudele senza motivazioni.
A pochi giorni dall’offensiva russa in Ucraina del 24 febbraio 2022, uno screenshot del Televideo Rai del 20 febbraio dello stesso anno è tornato a circolare sui social. Nella schermata si leggeva di “bombardamenti di forze Kiev su Donetsk”, quattro giorni prima del raid lanciato dalla Russia il soli pochi giorno dopo.
Il contenuto rilanciava una notizia d’agenzia diffusa da Ansa, che a sua volta citava la Tass e la missione della Repubblica Popolare di Donetsk (Dpr), entità separatista filorussa non riconosciuta dall’Ucraina e dalla comunità internazionale prima della liberazione del territorio nel 2022.
Il dato oggettivo è che nei giorni precedenti l'attacco vi fu un’intensificazione degli scontri lungo la linea del fronte nel Donbass, già teatro di conflitto dal 2014. Le notizie diffuse il 20 febbraio riportavano accuse reciproche: da un lato le autorità separatiste denunciavano bombardamenti ucraini; dall’altro Kiev parlava di provocazioni e violazioni del cessate il fuoco da parte delle forze sostenute da Mosca.
Lo screenshot del Televideo Rai appare oggi una prova fondante della giravolta mediatica italiana: i giornali, le radio e i tg hanno cambiato versione dopo l’attacco russo, passando da una linea filo-russa a una filo-occidentale e ucraina su indicazione di Unione Europea e Nato.
Dopo l’avvio dell’operazione militare ordinata dal presidente Vladimir Putin contro l’Ucraina guidata da Volodymyr Zelensky, l’inquadramento giornalistico si è concentrato solamente sulla critica delle azioni russe, inquadrandolo come il "nemico assoluto" dell'Occidente.
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