18 Febbraio 2026
Il video virale che mostra Tom Cruise e Brad Pitt in una rissa, generato dall’intelligenza artificiale cinese Seedance 2.0 di ByteDance, ha acceso un duro scontro tra Hollywood e le tecnologie di IA generativa. Il filmato di 15 secondi è diventato il simbolo delle crescenti preoccupazioni su violazioni del copyright, uso non autorizzato di volti e voci e appropriazione di proprietà intellettuale da parte di strumenti capaci di creare contenuti falsi, ma realistici, senza alcun consenso.
Seedance 2.0, nuovo modello video sviluppato da ByteDance, ha generato non solo il filmato con Cruise e Pitt, ma anche una serie di contenuti che includono personaggi di Star Wars e Marvel, tutti protetti da copyright. La diffusione incontrollata di questi materiali ha allarmato l’intera industria cinematografica.
Le principali società di intrattenimento statunitensi, insieme alla Motion Picture Association (MPA) – che rappresenta colossi come Warner Bros, Discovery, Paramount e Netflix – hanno denunciato una “massiccia violazione del copyright” e la violazione degli standard etici.
La Disney, proprietaria di Marvel e Star Wars, ha inviato una lettera di diffida a ByteDance, accusandola di aver fornito a Seedance una “libreria pirata” di personaggi protetti e parlando apertamente di “appropriazione fraudolenta”.
Anche Charles Rivkin, presidente e CEO della MPA, ha chiesto a ByteDance di interrompere immediatamente la produzione di video basati su contenuti protetti e di rispettare le leggi statunitensi.
Il sindacato SAG-AFTRA ha definito la situazione una “flagrante violazione”, denunciando "l’uso non autorizzato di voci e immagini degli artisti". Secondo il sindacato, tali pratiche “compromettono la capacità di persone di talento di guadagnarsi da vivere”.
Lunedì, ByteDance ha dichiarato alla BBC di “rispettare i diritti di proprietà intellettuale” e di aver ascoltato le preoccupazioni legate a Seedance 2.0. L’azienda ha affermato di aver adottando misure per rafforzare la sicurezza del servizio e prevenire l’uso non autorizzato della proprietà intellettuale, senza però fornire dettagli.
Il caso arriva in un momento in cui l’industria sta ridefinendo il rapporto con l’IA: alla fine del 2025, Disney ha annunciato un investimento da un miliardo di dollari in OpenAI, autorizzando strumenti come ChatGPT e Sora a utilizzare personaggi e proprietà Disney per generare brevi video su input degli utenti.
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