23 Gennaio 2026
Post Truth di Donald Trump sulla Nato e l'art. 5, fonte: Truth, @realDonaldTrump
Il presidente americano Donald Trump ha pubblicato un post sul suo social Truth alquanto provocatorio nei confronti dei Paesi membri dell'Alleanza Atlantica: "Dovrei testare l'articolo 5 della Nato, chiedendo che venga a proteggere il nostro confine meridionale con il Messico dagli immigrati illegali".
Donald Trump torna da Davos e riaccende lo scontro con la Nato, rilanciando una visione della sicurezza collettiva che rompe apertamente con l’impianto tradizionale dell’Alleanza. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha suggerito di “mettere alla prova” la Nato invocando l’articolo 5 per affrontare quella che definisce un’“invasione di immigrati illegali” al confine meridionale degli Usa. Un’ipotesi senza precedenti, che equipara l’immigrazione a una minaccia militare e chiede agli alleati di intervenire sul territorio statunitense.
Secondo Trump, una simile mossa costringerebbe la Nato a schierarsi lungo il confine con il Messico, liberando risorse della Border Patrol per altri compiti interni. Le parole del presidente arrivano dopo giorni di critiche all’Alleanza, accusata di non garantire agli Stati Uniti lo stesso livello di sostegno che Washington offrirebbe agli altri membri. “Saremo sempre lì per la Nato, anche se loro non saranno lì per noi”, aveva scritto Trump all’inizio del mese.
La provocazione si inserisce in una strategia più ampia che molti osservatori leggono come una progressiva ridefinizione unilaterale dei confini della sicurezza americana. A Davos, Trump ha legato il tema Nato anche alla Groenlandia, sostenendo che un maggiore controllo statunitense sull’isola sarebbe necessario per difenderla da Russia e Cina. Dopo l’incontro con il segretario generale Mark Rutte, il presidente ha parlato di un “quadro di accordo” che includerebbe l’accesso degli Stati Uniti alle risorse minerarie del territorio autonomo danese, con il sostegno dell’Alleanza.
Sul fronte diplomatico, le tensioni si riflettono anche nel rapporto con gli alleati più vicini. Dopo il rifiuto di Ottawa, Trump ha ritirato l’invito al premier canadese Mark Carney a partecipare al Board of Peace, l’organismo promosso dagli Stati Uniti come piattaforma alternativa di gestione delle crisi globali.
Analisti e diplomatici europei avvertono che l’uso disinvolto dell’Articolo 5 come strumento politico rischia di svuotare di significato la clausola di difesa collettiva. Altri leggono nelle dichiarazioni sul confine meridionale un segnale più inquietante: la tendenza di Trump a trattare aree di interesse strategico – dalla Groenlandia al Messico – come spazi su cui estendere direttamente l’influenza americana, sulla scia delle pressioni già esercitate in passato su Paesi come il Venezuela.
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