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Board of Peace Gaza, Trump rilancia: "Italia e Polonia vogliono entrare anche se hanno detto di no, Meloni vuole aderire disperatamente"

Il presidente Usa rivendica il sostegno di Roma e Varsavia al Board of Peace per Gaza, ma l’Ue esprime dubbi e l’Italia frena per ragioni costituzionali

23 Gennaio 2026

Donald Trump, Giorgia Meloni e Karol Nawrocki

Donald Trump, Giorgia Meloni e Karol Nawrocki, fonte: Wikipedia

Tornando da Davos, occasione in cui è nato ufficialmente il Board of Peace per la gestione della ricostruzione di Gaza con membri inaspettati (non occidentali), il presidente statunitense Donald Trump ha rilanciato nuovamente l'ente: "Anche se hanno detto di non voler entrare, sia l'Italia che la Polonia in realtà vogliono farlo, Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno chiamato. Lei vuole aderire disperatamente".

Board of Peace Gaza, Trump rilancia: "Italia e Polonia vogliono entrare anche se hanno detto di no, Meloni vuole aderire disperatamente"

Donald Trump torna a sparigliare le carte nei rapporti transatlantici e lo fa, ancora una volta, parlando a nome degli altri. Di ritorno da Davos, a bordo dell’Air Force One, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che Italia e Polonia sarebbero pronte ad aderire al Board of Peace per Gaza, l’organismo da lui promosso come strumento alternativo di gestione del conflitto mediorientale. “Giorgia Meloni e Karol Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi, ma devono prima espletare le formalità necessarie”, ha dichiarato Trump ai giornalisti.

Parole destinate a far rumore, soprattutto a Roma. Palazzo Chigi non ha smentito l’esistenza di contatti con Washington, ma ha scelto la linea del silenzio, ribadendo indirettamente una posizione di prudenza. L’Italia, infatti, non ha firmato la carta fondatrice del Board durante la cerimonia di lancio a Davos, a differenza di Ungheria e Bulgaria, gli unici due Paesi Ue ad aver aderito formalmente. Secondo fonti governative, la cautela italiana non sarebbe politica ma giuridica: l’adesione richiederebbe passaggi parlamentari e una verifica di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione, oltre che con i trattati internazionali e la Carta delle Nazioni Unite.

Il tema è finito anche sul tavolo del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles, dedicato alle relazioni con la nuova amministrazione americana. In assenza di conclusioni scritte, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha espresso “seri dubbicondivisi da diversi leader sul Board of Peace, in particolare riguardo alla governance, al perimetro delle competenze e al rapporto con l’Onu. Dubbi che non escludono una disponibilità europea a collaborare con Washington su un piano di pace per Gaza, ma solo a precise condizioni.

La Spagna ha già escluso una propria partecipazione, mentre altri Stati membri, come l’Italia, prendono tempo. Trump, però, insiste e rilancia, dipingendo un’Europa più vicina alle sue posizioni di quanto emerga ufficialmente. Una narrazione che rischia di accentuare le frizioni interne all’Ue e di mettere sotto pressione governi già impegnati a mantenere un difficile equilibrio tra dialogo con Washington e difesa del multilateralismo.

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