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Board of Peace Gaza, Trump: "Putin ha accettato invito", Meloni: "Interessata ma c'è problema costituzionale"; UK si sfila e ufficializza il no

Nonostante il Cremlino faccia sapere di essere ancora in fase di valutazione, il tycoon ha già comunicato l'ok di Mosca ad unirsi al Consiglio di Pace. Putin: "Pronti a stanziare 1 miliardo di dollari di asset congelati negli Usa". Il Regno Unito rifiuta l'invito mentre alla lista del sì si aggiungono Arabia Saudita, Giordania, Indonesia, Pakistan e Qatar

22 Gennaio 2026

Board of Peace Gaza, Trump: "Putin ha accettato invito", Meloni: "Interessata ma c'è problema costituzionale"; UK si sfila e ufficializza il no

"Putin ha accettato il mio invito di entrare nel Board of Peace per Gaza": a comunicarlo direttamente ai microfoni della Cnbc è il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, confermando la posizione di apertura dello zar nei confronti del progetto internazionale pensato dagli Usa per il "dopoguerra" israelo-palestinese. Intanto però, tra i tentennamenti della Meloni, il Regno Unito rifiuta di prendere parte alla cerimonia di firma del Board of Peace con Trump.

Board of Peace Gaza, Trump: "Putin ha accettato invito", ma il Cremlino comunica di stare ancora valutando la proposta

La notizia è arrivata dal tycoon poco dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha confermato di aver ricevuto un invito personale ad aderire al futuro Board of Peace, ringraziandolo. "La Russia è pronta a stanziare 1 miliardo di dollari per il Consiglio di Pace, prelevandoli dai fondi congelati negli Stati Uniti" ha informato lo zar sebbene finora nessuna conferma ufficiale sia giunta dal Cremlino circa l'adesione russa al nuovo organismo internazionale. Mosca infatti ha dichiarato di essere ancora in fase di valutazione. Intanto Trump, interrogato dai cronisti della Cnn sul perché anche Putin sia stato invitato al Consiglio di Pace, ha risposto "Vogliamo tutti. Ci sono alcune persone controverse ma sono persone che portano a termine il lavoro. Sono persone che hanno un'enorme influenza. (...) se invitassi solo persone irreprensibili, non ci sarebbe molta gente".

Board of Peace Gaza, la posizione ambigua dell'Italia: Meloni apre alla partecipazione, ma resta il "nodo" costituzionale

Sul fronte italiano la premier Giorgia Meloni tentenna: "Noi siamo aperti, disponibili e interessati, ma c'è un problema di compatibilità costituzionale che non ci consente di firmare domani". Non è né un sì né un no, ma un'attesa: nonostante le resistenze dell'opposizione, dalle cui fila Elly Schlein definisce la proposta del Board of Peace come "inaccettabile", Meloni non rifiuta l'idea "per due ragioni: l'Italia può giocare un ruolo unico" in Medio Oriente. E, secondo punto, "non sarebbe intelligente da parte di Italia ed Europa autoescludersi".

Il nodo "critico" sta dunque intorno all'articolo 11 della Costituzione che consente l’adesione dell’Italia a organizzazioni internazionali per la pace solo in condizioni di piena parità tra gli Stati. È proprio la "condizione di reciprocità" a mancare nel Board of Peace, struttura centralizzata a guida Usa. Tuttavia, Meloni avverte: "non possiamo firmare domani, ci serve più tempo, c'è un lavoro che va fatto". Sulla presenza di Putin nell'organismo internazionale, Meloni ha commentato con apertura diplomatica: "In qualsiasi organismo multilaterale ci si siede al tavolo con persone distanti da noi. Ricordo che la Russia siede al G20 e alle Nazioni Unite. Dunque la presenza di Putin si può valutare politicamente ma non è nulla di nuovo né di strano".

Board of Peace Gaza, il Regno Unito "non parteciperà alla firma": a preoccupare sono la presenza russa e il potenziale ruolo 'competitivo' dell'organismo con l'Onu

Il no, dopo quello tedesco, è invece arrivato ora proprio dal Regno Unito. A dare l'annuncio è stata la ministra degli Esteri Yvette Cooper che ha avvisato come il Paese non prenderà parte oggi alla cerimonia di firma per le "preoccupazioni circa la possibilità che il presidente Putin faccia parte di qualcosa che parla di pace". Le ragioni sottese al rifiuto sono essenzialmente due: la "scomoda" presenza russa che Londra continua ad accusare di non starsi impegnando "per la pace in Ucraina", e le competenze che il Board of Peace dovrebbe assumersi. Competenze che potrebbero andare al di là della sola Striscia ponendosi a rivale dell'Onu.

Board of Peace Gaza, il sì di altri Paesi del Medio Oriente

Con comunicato ufficiale altri Paesi del Medio Oriente e non hanno comunicato la loro adesione. In particolare, Arabia SauditaTurchiaEgittoGiordaniaIndonesiaPakistanQatar, che vanno così ad aggiungersi al sì (paradossale) di Israele e a quello - almeno preliminare - di Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Emirati Arabi Uniti, Kosovo, Paraguay, Argentina, Ungheria, Kazakistan, Uzbekistan, Marocco, Albania, Vietnam ed Emirati Arabi Uniti.

 

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