07 Gennaio 2026
Trump-Netanyahu Fonte: X @EliAfriatISR
Secondo rumors di osservatori internazionali e provenienti dal deepstate, Israele starebbe preparando un "grande attacco" contro il movimento Hezbollah con base in Libano, con il beneplacito degli Stati Uniti. Gli Usa sarebbero infatti pronti a sostenere militarmente Tel Aviv nel caso in cui Hezbollah non accetti il disarmo.
Si rafforza l’asse tra Stati Uniti e Israele sul dossier libanese, mentre cresce l’ipotesi di un grande attacco israeliano contro Hezbollah con il pieno avallo di Washington. Durante l’incontro avvenuto a fine dicembre a Mar-a-Lago tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump, il tema del Libano è stato affrontato solo brevemente, ma con una convergenza totale di vedute.
Secondo fonti vicine al colloquio, Trump avrebbe dato a Netanyahu un via libera esplicito ad agire contro Hezbollah, ribadendo una linea già nota: il movimento sciita libanese “deve essere completamente disarmato”. Il presidente americano avrebbe inoltre chiarito che, qualora l’esercito libanese non fosse in grado di portare a termine il disarmo e Israele ritenesse necessario un intervento militare, gli Stati Uniti sosterrebbero Tel Aviv.
Parole che non sono passate inosservate a Beirut. I media vicini a Hezbollah hanno espresso forte preoccupazione, interpretando il messaggio come un “semaforo verde” a un’operazione militare su larga scala. Il quotidiano Al-Akhbar ha parlato apertamente di “nuovi sviluppi imminenti”, mentre Al-Joumhouria ha scritto che Trump avrebbe autorizzato Netanyahu ad agire senza ulteriori vincoli.
Nel frattempo, proseguono i colloqui di sicurezza legati al cessate il fuoco, che coinvolgono Israele, Libano, Stati Uniti, Nazioni Unite e Francia. Per la prima volta, nelle ultime settimane hanno partecipato anche rappresentanti civili dei due Paesi. Oltre al monitoraggio militare, sul tavolo ci sono anche progetti economici congiunti, sostenuti dall’inviata americana per il Libano, Morgan Ortagus, come incentivo alla stabilizzazione della frontiera.
Secondo l’ufficio del primo ministro israeliano, l’obiettivo resta chiaro: garantire la sicurezza lungo il confine settentrionale e neutralizzare definitivamente la minaccia di Hezbollah, favorendo al contempo condizioni per una pace duratura. Tuttavia, sul terreno militare la tensione resta altissima.
Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato di essere in stato di massima allerta e di attendere una decisione politica finale. Fonti israeliane sostengono che Trump non solo abbia approvato un’eventuale offensiva, ma stia anche spingendo Israele ad agire rapidamente.
La scelta ora è nelle mani di Netanyahu. Un’operazione su vasta scala in Libano, con l’appoggio americano, rischierebbe però di aprire un nuovo e pericoloso fronte regionale, con conseguenze imprevedibili per l’intero Medio Oriente.
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