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Ucraina, giornalista italiano bandito: "Sei nella black list". Il vero volto della democrazia di Zelensky

Salvatore Garzillo, cronista freelance, è stato respinto al confine con la Polonia. Dal 2014 segue gli sviluppi del conflitto in Donbass. Con lui altri 8 colleghi nel libro nero della Sbu, il servizio di sicurezza ucraino

17 Febbraio 2023

Ucraina, giornalista italiano bandito: "Sei nella black list". Il vero volto della democrazia di Zelensky

Salvatore Garzillo. Fonte: Twitter

Un giornalista italiano è stato bandito dall'Ucraina mentre si dirigeva a Kiev via treno. "Non sei gradito": con queste parole Salvatore Garzillo, cronista freelance, ha scoperto di essere stato registrato nella "black list" della Sbu (Służba Bezpieczeństwa Ukrainy), il servizio di sicurezza ucraino, che lo ha liquidato con un "ci hanno detto che non puoi entrare in Ucraina"

Ucraina, giornalista italiano bandito: "Sei nella black list"

Diretto alla capitale in vista dell'anniversario dello scoppio della guerra con la Russia, il 24 febbraio prossimo, il reporter è stato fermato da alcuni soldati di ronda sul convoglio: "Avanti, giù dal treno" è stato l'ordine in un inglese stentato, a cui è seguito il trasferimento immediato alla caserma e da lì alla frontiera di Medyka, nell'Ovest del Paese.

Garzillo è così venuto a conoscenza della sospensione del suo accredito giornalistico da parte del Ministero della Difesa ucraino; un paradosso, dato che dal 2014 le sue permanenze in Ucraina sono state molteplici: "Ho percorso dall’ovest all’estremo est. [...] Nel solo 2022 ho trascorso due mesi senza sosta dal giorno successivo all’invasione, documentando dalla resistenza di Leopoli alle trincee di Sjevjerodonec’k nel profondo Donbass, e ancora più avanti nelle "catacombe" di Avdiïvka, dove gli ucraini vivono sottoterra a cento metri dalle linee russe" - è stato il rammarico del giornalista premio European Award Investigative and Judicial Journalism Evolution 2021.

Ucraina, giornalista bandito: il vero volto della democrazia di Zelensky

Secondo Garzillo, poi, sarebbero 8 i colleghi che versano nella sua stessa condizione, attualmente a rischio di essere intercettati al primo posto di blocco. Sorge spontaneo il confronto tra una retorica di governo che inneggia alla libertà e alla democrazia e una realtà in cui a professionisti della stampa libera viene proibito di spendersi per un onesto servizio d'informazione. Lo stesso Garzillo lo ha sottolineato: "Cosa sta succedendo in Ucraina? Un paese che prova con coraggio e tenacia ad entrare in Europa e che poi attiva una lista di proscrizione come fossimo avversari o filorussi". 

Come se non bastasse, il silenzio delle ambasciate e dei vertici del potere europeo è ancora più eloquente in questi giorni di promesse rinnovate e aiuti "per tutto il tempo necessario". L'arma che qui viene dispiegata, e di cui sembra che Kiev disponga in abbondanza, è la persuasione, perché "costringe i giornalisti a seguire il dettato nazionale", avverte Garzillo. Che la democrazia di Zelensky tema una stampa libera e indipendente? 

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