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Sanzioni Russia, nuovo pacchetto UE contro Mosca: torna il price cap sul petrolio

La mobilitazione parziale annunciata da Putin sembra non avere spaventato l'Unione Europea, che intende stringere ulteriormente la morsa sull'economia russa

22 Settembre 2022

Sanzioni: nuovo pacchetto UE contro Mosca, torna il price cap sul petrolio

Nonostante il rischio di escalation, aumentato dopo la mobilitazione parziale dichiarata da Vladimir Putin, sembra che l'UE non abbia intenzione di abbassare i toni, né di volere retrocedere sulla campagna di sanzioni che dovrebbe - in teoria - danneggiare l'economia russa. Il nuovo pacchetto riguarderà specificamente sanzioni sull'export di tecnologia civile e il famigerato price cap, un tetto sul prezzo del petrolio su cui inizialmente alcune membri dell'UE si erano detti indecisi.

Von der Leyen: "Imporre ulteriori costi economici alla Russia"

Stavolta, dunque, le sanzioni sono indirizzate nel settore in cui si sono rivelate più efficaci, che è quello del materiale tecnologico. Per i pezzi tecnologici più avanzati, sia in ambito militare che civile, la Russia dipende dalle importazioni dall'Occidente, come dimostra il fatto che i settori che hanno sofferto di più a causa delle sanzioni sono quelli legati agli elettrodomestici e all'industria automobilistica. Forse c'è anche l'idea di prevenire il riciclo di pezzi occidentali in ambito militare, come si è visto di recente fare per sopperire alla mancanza di pezzi di ricambio. Il price cap, invece, sembra più che altro una misura simbolica, visto che Mosca ha già in gran parte tagliato i rifornimenti energetici. Infine, controlli più stretti per evitare aggiramenti sulle sanzioni.

La misura sarà presentata da Ursula von der Leyen con Bjoern Seibert, capo di gabinetto, e gli ambasciatori europei, nel corso di un pranzo, previsto il 23 settembre. Il 28 settembre il pacchetto sarà poi discusso ufficialmente da tutti gli ambasciatori. C'è però da tenere in conto l'incognita dell'Ungheria, il paese europeo più scettico sulle sanzioni, che potrebbe fare saltare il tavolo: infatti le sanzioni devono essere approvate all'unanimità. Il rappresentante permanente ungherese si sarebbe detto contrario ad altre sanzioni in campo energetico, lasciando comunque supporre un'apertura a sanzioni di altro genere. 

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