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Terremoto Haiti 2021, la Fondazione Rava in prima linea: "Una storia di persone che soffrono e di persone che aiutano"

L'intervista esclusiva a Mariavittoria Rava per Il Giornale d'Italia sulla situazione ad Haiti dopo il terribile terremoto di magnitudo 7.2

19 Agosto 2021

Terremoto Haiti 2021, la Fondazione Rava in prima linea: "Un futuro migliore per i giovani di Haiti"

La Fondazione Rava in prima linea per aiutare le vittime

Mentre il bilancio delle vittime del terremoto di Haiti avvenuto il 14 agosto continua a salire, la Fondazione Francesca Rava, organizzazione umanitaria da sempre impegnata nella salvaguardia dei bisognosi, con particolare attenzione a giovani e  bambini, in Italia e nel mondo, porta sostegno e solidarietà dopo il tragico evento sismico nell'isola caraibica. L'intervista esclusiva per Il Giornale d'Italia con la presidente della fondazione, Mariavittoria Rava, che racconta di come la Onlus si sta mobilitando sul campo per portare un aiuto "mirato, razionale e locale".

Terremoto Haiti 2021, la Fondazione Rava in prima linea "Terremoto molto diverso dal 2010"

Haiti non è sola. E non lo è mai stata. Ma ha bisogno di supporto. Tra le associazioni umanitarie degne di nota, spicca su tutte per l'impegno in prima linea la Fondazione Francesca Rava, presente sul territorio con diversi progetti e collaborazioni con realtà locali dell'isola caraibica, dove da anni contribuisce alla sensibilizzazione sui diritti dei bambini e la loro salvaguardia e benessere generale. Ecco dunque che alla luce della crisi portata dal terremoto del 14 agosto non poteva mancare il supporto dei volontari e dei medici della fondazione, che con interventi mirati nelle periferie del Paese sta facendo il possibile per alleviare la condizione dei terremotati.

Tra i progetti in corso, il focus principale dell'intervento a seguito del terremoto di magnitudo 7.2 che ha colpito la Repubblica di Haiti è quello degli aiuti medici, implementati tramite le cliniche mobili dell'associazione. La Fondazione Rava era già attiva sul territorio con la squadra medica St. Luke, che stava svolgendo campi sanitari estivi in zona a Port Salut e Cam Perrin, quando il terremoto si è verificato. Questo ha facilitato il pronto intervento dei volontari, che hanno trasformato la missione in un team di traumatologia per dare sostegno all'ospedale generale di Les Cayes, uno dei più affollati e vicino all'esaurimento posti letto in questi giorni. Come racconta la presidente della Fondazione, Mariavittoria Rava a Il Giornale d'Italia: "La nostra fondazione è presente con cliniche mobili e camion che si recano nelle zone più impervie per raggiungere persone ferite da giorni che necessitano di cura. Senza il nostro intervento aumenta il rischio di amputazione. A causa dell'uragano Grace risulta complesso tirare fuori le persone dal fango e trovare i corpi".

A complicare la situazione post sismica infatti è arrivato anche l'uragano Grace, che pur non avendo colpito direttamente l'isola ha causato disagi e ostacolato le operazioni di soccorso. Non solo fango e una situazione climatica impervia, il terremoto che ha colpito Haiti in questo agosto 2021 si presenta in modo molto diverso da quello del 2010, che gli haitiani ancora hanno impresso nella mente, per quanto diradata è stata la scossa. "Diversamente da quanto accaduto nel 2010 - racconta l'avvocato Rava - questo terremoto ha colpito una zona rurale molto dispersa. Nella capitale le vittime erano tutte concentrate, mentre qui ci troviamo di fronte a persone che vivono nelle campagne, in zone difficili da raggiungere, poco servite, con poche strade sterrate".

Terremoto Haiti 2021, la Fondazione Rava: "Fondamentale la partecipazione dei giovani haitiani"

Al 19 agosto, Haiti conta 2189 vittime e oltre 12mila feriti. Ancora meno rassicuranti i numeri dei dispersi, che secondo le stime ufficiali sarebbero 332, ma che potrebbero essere ancora di più. La Fondazione Rava, a stretto contratto con le istituzioni locali, sta facendo il possibile per aiutare le circa 600mila persone direttamente colpite dal terremoto e che necessitano di assistenza umanitaria immediata. Oltre ai decessi, di per sé tragici e degni di attenzione, non è da sottovalutare il disagio fisico e ambientale che il terremoto di magnitudo 7.2 ha causato alle varie città dello stato caraibico. Sono migliaia gli haitiani sfollati che necessitano di aiuti primari come acqua e un posto per dormire. I medici e i volontari della Fondazione Rava presenti sul campo riportano però notizie positive, come ricorda Mariavittoria Rava: "Il nostro team di medici e infermieri, tutti rigorosamente haitiani, sta intervenendo sul posto. Si tratta di ragazzi e ragazze giovani cresciuti nelle aree più povere e accolti nel nostro centro, che adesso si stanno impegnando per aiutare il paese che amano, anche se non ha molto da offrirgli".

Come confermato dalle dichiarazioni della presidente, il fulcro principale dell'dell'attenzione umanitaria della Fondazione Rava è la formazione e l'educazione dei bambini e dei giovani accolti nei loro centri. Giovani che, secondo Rava "amano il loro Paese, ma si meritano un futuro migliore di quello che Haiti, al momento, ha da offrire". Si tratta di ragazzi e ragazze di Haiti "a cui Padre Rick, grazie al sostegno di tantissimi italiani, ha dato la possibilità di studiare" e che ora, spiega Rava, "vogliono impegnarsi sul campo per il loro Paese".

Organizzazione da sempre impegnata nell'education dei bambini e nella formazione professionale dei più giovani, la Fondazione Francesca Rava conta anche progetti di distribuzione alimentare e accoglienza di bambini orfani. Programmi dei quali in questo momento di emergenza c'è bisogno più che mai e che anche oggi possono essere sostenuti anche a distanza. La Fondazione  è presente infatti con programmi di adozione a distanza o con il classico contributo del "mattone", un modo per rimanere coinvolti nel processo di realizzazione dei sogni di bambini e adulti in difficoltà in un Paese povero come Haiti, pur essendo dall'altra parte del mondo. È grazie ad associazioni come la Fondazione Rava, che lavorano costantemente per migliorare le condizioni di base dei Paesi in cui operano, che in occasione di eventi traumatici come quello del terremoto 2021 si può intervenire prontamente e riabilitare dove possibile.

Terremoto ad Haiti, Rava: "Una storia di persone che soffrono e di persone che aiutano"

Per il popolo di Haiti, oltretutto, non è un momento facile. Il ricordo del terremoto del 2010 è ancora vivo nella mente dei cittadini che lo hanno vissuto, e la situazione a livello politico degli ultimi anni non ha fatto che aumentare la pressione sociale, l'inflazione economica e il disordine civile. Risale a soli pochi mesi fa, per esempio, l'assassinio del presidente Jovenel Moise, tra i motivi di disordine civile nell'isola caraibica. Ma non solo. Ci si è messo anche il Covid a complicare il tutto, in un Paese dove il vaccino manca e le condizioni di salute della maggioranza dei cittadini è costantemente sottoposta a grandi rischi. Anche per le organizzazioni di aiuti umanitari come la Fondazione Rava questo aspetto si è fatto sentire, come spiega la presidente: "Solitamente possiamo contare sull'aiuto di moltissimi volontari, ma con la variante Delta la logistica degli aiuti si è dovuta interrompere momentaneamente. In questo momento abbiamo deciso di concentrare le forze utilizzando gli aiuti interni", ha raccontato.

Dal punto di vista politico poi, gli scompigli degli ultimi mesi hanno reso complessa la comunicazione con le autorità locali, nonostante la realtà haitiana portata avanti dalla Fondazione. "Oltre all'assenza del governo - dice Rava - c'è ancora tanta criminalità e si vive in una situazione di incertezza, dove il dialogo è difficile. Per fortuna il nostro ospedale è riconosciuto dal governo, la nostra fondazione è una fondazione haitiana e possiamo comunque lavorare sul territorio con coordinamento delle forze locali.

Nella situazione di emergenza che Haiti sta vivendo infine, è importante ricordare che il centro dell'attenzione devono rimanere le persone, non i numeri, un aspetto che nell'epoca dei social media e delle fake news sta andando a perdersi. Un principio, quella dell'attenzione per le storie di umanità verace, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi organizzazione umanitaria, e che si ritrova sicuramente nella Fondazione Francesca Rava. "Bisogna toccare con mano quello che si fa - dice a proposito Mariavittoria Rava - Quella di Haiti e della nostra fondazione è una storia di persone che soffrono e di persone che aiutano. Il modo reale di essere vicini a queste tragedie è di raccontare con fonti in presa diretta, evitando le fake news, toccando le persone che poi saranno coinvolte e riposteranno sui social con spirito critico".

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