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Striscia di Gaza: lanciati 250 razzi verso Israele che risponde con un raid aereo

Tensione alle stelle, morti e feriti: proseguono gli scontri tra ebrei e palestinesi iniziati ieri sulla spianata delle moschee

11 Maggio 2021

Striscia di Gaza: lanciati 250 razzi verso Israele che risponde con un rai aereo

Proseguono i combattimenti sulla Striscia di Gaza tra Israele ed Hamas. Nelle notte sono stati lanciati ben 250 razzi verso Israele, lanci che sono proseguiti anche in mattinata. Gli ebrei hanno risposto con raid aerei, nell’ambito dell’operazione “Spada di Gerusalemme: sarebbero stati colpiti ben 140 obiettivi militari proprio a Gaza. Da fonti palestinesi i morti sarebbero almeno 20, decine i feriti.

Striscia di Gaza, missili e raid aerei nella notte, Hamas: "Uccise 20 persone, 9 minorenni"

La situazione è sempre più tesa ed è facile che gli scontri continueranno per qualche giorno: da una parte i militari israeliani che hanno già ribattezzato l’attuale missione come “Operazione guarda le mura”, dall’altra le milizie palestinesi che hanno già allestito una sala comune per le operazioni.

La battaglia per la spianata della moschea, oramai, si è trasformato in un vero scontro con morti e feriti. La risposta aerea di Israele ha provocato almeno la morte di 20 persone, di cui 9 minorenni, almeno secondo le stime del ministro della sanità palestinese. Diversi i dati diffusi da Israele che parlano di solo tre miliziani morti. Proprio a causa della situazione Tel Aviv, ed altre città limitrofe come Rishon Lezion e Ramat Gan hanno aperto i rifugi pubblici antiaereo.

Striscia di Gaza, scontri: i commenti

Tanta la preoccupazione della comunità internazionale che osserva l’evolversi degli eventi. "Il significativo aumento della violenza nella Cisgiordania occupata, a Gerusalemme Est e a Gaza e dintorni, deve cessare immediatamente. Il lancio di razzi da Gaza contro le popolazioni civili in Israele è del tutto inaccettabile e alimenta dinamiche di escalation. Tutti i leader hanno la responsabilità di agire contro gli estremisti. Lo status quo dei luoghi sacri deve essere pienamente rispettato. Ribadiamo il nostro appello alle parti a impegnarsi per ridurre l'escalation. Occorre prevenire in via prioritaria ulteriori vittime civili" ha affermato il portavoce dell’azione esterna della Ue.

“Hamas ha varcato almeno una linea rossa. Israele colpirà con grande potenza, non tolleriamo attacchi al nostro territorio, alla nostra capitale, ai nostri cittadini e ai nostri soldati. Chi ci attacca pagherà un duro prezzo. La battaglia in corso per lo spirito di Gerusalemme è la lotta secolare tra tolleranza e intolleranza, fra violenza selvaggia e mantenimento di ordine e legge" è stato il commento del premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Elementi che ci vogliono espropriare dei nostri diritti, ci spingono periodicamente ad erigerci con una posizione forte come sta facendo adesso la polizia che appoggiamo. Solo la sovranità israeliana consente la libertà di culto per tutti. Le immagini dei mass me dia mondiali sono distorte e falsificano la situazione: la verità alla fine prevarrà" ha proseguito.

"Quanto avviene nella Moschea al-Aqsa è una vera strage e un crimine di guerra. Facciamo appello al nostro popolo affinché scenda nelle strade ed affronti l'occupante" ha affermato in mattinata sul sito di Hamas il suo portavoce Sami Abu Zuhri. "Questi crimini avranno conseguenze. Una aggressione criminale" ha scritto su Twitter l'esponente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Hussein al-Sheikh. "L'Anp sta valutando tutte le possibilità per rispondere a questa aggressione criminale contro i luoghi santi e i residenti".

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha "espresso la sua profonda preoccupazione per le continue violenze nella Gerusalemme est occupata, nonché per i possibili sgomberi di famiglie palestinesi dalle loro case nei quartieri di Sheikh Jarrah e Silwan". "Le autorità israeliane devono esercitare la massima moderazione e rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica". 

Re Abdallah di Giordania in una telefonata con il presidente Abu Mazen ha condannato "le violazioni e le misure israeliane" sulla Spianata delle Moschee. Il monarca ha sottolineato che "devono cessare immediatamente le pericolose provocazioni contro gli abitanti di Gerusalemme".

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