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Enel, piano strategico 2026-2028: €53 mld di investimenti, 15 GW di nuova capacità rinnovabile, 26 mln di clienti nel mercato libero

Leva finanziaria a 3,0x, EBITDA cumulato 2026-2028 a €74 miliardi con oltre il 90% da attività regolate o contrattualizzate, RAB a 58 miliardi nel 2028 rispetto a 47 miliardi nel 2025; approvato buy-back €1 miliardo

23 Febbraio 2026

Enel, piano strategico 2026-2028: €53 mld di investimenti, 15 GW di nuova capacità rinnovabile, 26 mln di clienti nel mercato libero

Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato di Enel

Enel presenta il Piano 2026-2028 con 53 miliardi di euro di investimenti, in aumento di 10 miliardi rispetto al precedente Piano, e prevede un utile netto ordinario per azione fino a 0,82 euro nel 2028. La leva finanziaria è indicata a 3,0x, l’EBITDA cumulato 2026-2028 è stimato a 74 miliardi di euro con oltre il 90% da attività regolate o contrattualizzate e la RAB è attesa a 58 miliardi nel 2028 rispetto a 47 miliardi nel 2025.

Enel presenta oggi ai mercati finanziari e ai media il Piano Strategico 2026-2028, un programma ambizioso e credibile che prevede investimenti complessivi per circa 53 miliardi di euro, in aumento di circa 10 miliardi rispetto al piano precedente, con l’obiettivo di accelerare la crescita del Gruppo focalizzandosi sulle geografie più dinamiche e caratterizzate da contesti stabili. Il rafforzamento della remunerazione degli azionisti sarà sostenuto anche dall’esecuzione di una nuova tranche del programma di share buy-back.

Enel, risultati 2025 con ricavi a €80,4 mld (+1,9%), EBITDA ordinario a €22,9 mld (+2,2%) e indebitamento a €57,2 mld (+2,5%)

Nel periodo 2023-2025 il Gruppo ha raggiunto gli obiettivi annunciati al mercato, completando il piano di dismissioni, riducendo l’indebitamento finanziario netto e riequilibrando la struttura del capitale. La disciplina finanziaria e una più efficiente allocazione delle risorse hanno consentito di rafforzare il profilo rischio/rendimento e di aumentare la creazione di valore. Nel triennio sono stati distribuiti agli azionisti circa 15 miliardi di euro tra dividendi e riacquisto di azioni proprie.

“Enel presenta oggi un Piano Strategico ambizioso e credibile, con una forte accelerazione della crescita grazie all’aumento degli investimenti, Brownfield e Greenfield, che porteranno all’ulteriore miglioramento del profilo rischio/rendimento del Gruppo”, ha affermato Flavio Cattaneo, Amministratore Delegato del Gruppo Enel. “Le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica. Grazie alla chiara visibilità sui risultati del Gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un Utile netto ordinario per azione che aumenterà fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028 e che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale.”

Grazie ai risultati conseguiti, nel 2025 il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed EBITDA si attesta a 2,5x, mentre il tasso di conversione dell’EBITDA ordinario in utile netto ordinario raggiunge circa il 30%, in aumento di circa 6 punti percentuali rispetto alla media 2020-2022. L’utile netto ordinario per azione cresce in media del 9% annuo dal 2022, fino a circa 0,69 euro per azione attesi nel 2025.

La solidità finanziaria raggiunta consente ora al Gruppo una flessibilità aggiuntiva stimata in circa 15 miliardi di euro. Nel nuovo Piano Strategico Enel prevede di aumentare la leva finanziaria fino a circa 3,0x, livello comunque inferiore alla media di settore, per sostenere maggiori investimenti nei mercati a più elevato potenziale di crescita e migliorare ulteriormente la remunerazione degli azionisti.

Il Piano 2026-2028 si fonda su tre direttrici strategiche: accelerare la crescita nei Paesi caratterizzati da contesti stabili, con focus su reti, rinnovabili e clienti finali attraverso investimenti Greenfield e Brownfield; massimizzare la produttività del capitale mediante un’allocazione ottimale e una gestione efficiente delle risorse; garantire un profilo rischio/rendimento bilanciato, perseguendo un miglioramento dell’utile netto ordinario per azione nel rispetto di una rigorosa disciplina finanziaria.

Nel triennio 2026-2028 sono previsti investimenti totali lordi per circa 53 miliardi di euro. Oltre 26 miliardi saranno destinati al Business Integrato, con una forte accelerazione nelle rinnovabili che raggiungeranno circa 20 miliardi di euro, in aumento di circa 8 miliardi rispetto al piano precedente. Tali investimenti consentiranno di aggiungere circa 15 GW di nuova capacità rinnovabile, portando la capacità installata complessiva a oltre 80 GW nel 2028 rispetto ai circa 68 GW di fine 2025. La nuova capacità sarà costituita per oltre il 75% da eolico e tecnologie programmabili, inclusi sistemi di accumulo a batteria.

Ulteriori oltre 26 miliardi di euro saranno investiti nelle reti elettriche, con circa il 55% delle risorse destinate all’Italia e la restante parte distribuita tra Iberia e America Latina. L’incremento degli investimenti consentirà di portare la Regulated Asset Base a circa 58 miliardi di euro nel 2028, rispetto ai circa 47 miliardi stimati a fine 2025.

Il Gruppo proseguirà inoltre nel percorso di miglioramento della produttività, dopo aver già raggiunto con un anno di anticipo le efficienze previste dal piano precedente per circa 1 miliardo di euro. Il nuovo Piano prevede ulteriori efficienze per circa 700 milioni di euro entro il 2028, anche grazie all’adozione diffusa di strumenti di Intelligenza Artificiale, alla digitalizzazione dei processi core e alla migrazione completa delle applicazioni in cloud. Un ulteriore driver di crescita sarà rappresentato dal business dei data center, in cui Enel potrà valorizzare il proprio posizionamento integrato offrendo siti industriali, connessioni alla rete e fornitura di energia a lungo termine tramite PPA.

Il Decreto bollette dovrebbe avere per Enel un impatto cumulato al 2028 di circa 1,8 miliardi. "Il mercato già prima del decreto ha preso in considerazione i cambiamenti prevedibili. Adesso c'è stato un cambiamento a livello europeo e c'è chiara intenzione di rivedere il meccanismo Ets e si sta parlando di un livello più basso" dichiara il CFO di Enel, Stefano De Angelis. "L'impatto è di 150 milioni l'anno sull'utile netto e 300 milioni nel 2028, l'anno peggiore, in cui però non avremo l'Irap. È difficile fare i calcoli ma dovrebbe esserci un impatto cumulato a circa 2 miliardi, attorno a 1,8 miliardi, e sono state introdotte una serie di misure per compensare questo impatto".

La strategia delineata rafforzerà ulteriormente la qualità e la prevedibilità dei risultati. Nel periodo 2026-2028 oltre il 90% dei circa 74 miliardi di euro di EBITDA ordinario cumulato deriverà da attività regolate o contrattualizzate, contribuendo a stabilizzare i flussi di cassa e a sostenere la crescita dell’utile per azione.

Entro il 2028 l’utile netto ordinario per azione è atteso in un intervallo compreso tra 0,80 e 0,82 euro, rispetto ai circa 0,69 euro previsti per il 2025, con un tasso medio annuo di crescita di circa il 6%. Alla luce dei risultati attesi per il 2025, il Consiglio di Amministrazione proporrà alla prossima Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo complessivo pari a 0,49 euro per azione. In linea con la crescita dell’EPS, il dividendo per azione è previsto in aumento con un CAGR di circa il 6% tra il 2025 e il 2028.

Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre approvato l’esecuzione di una nuova tranche del programma di share buy-back per un esborso massimo fino a 1 miliardo di euro, in attuazione della delibera assembleare del 22 maggio 2025 che autorizza acquisti e successivo annullamento di azioni proprie per un ammontare complessivo fino a 3,5 miliardi di euro.

Guardando oltre il 2028, il Gruppo prevede un’ulteriore crescita della capacità rinnovabile installata con un CAGR di circa il 5% rispetto ai 68 GW del 2025, un aumento della RAB delle reti con un CAGR di circa il 6% rispetto ai 47 miliardi di euro stimati per il 2025 e una conferma della crescita dell’EPS con un CAGR di circa il 6%. Sul fronte ambientale, Enel proseguirà nel percorso di riduzione delle emissioni in linea con lo scenario a 1,5°C e con l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, continuando al contempo a promuovere una transizione giusta e inclusiva nei territori in cui opera.

Con il Piano Strategico 2026-2028, Enel consolida il proprio posizionamento come operatore integrato focalizzato su reti, rinnovabili e clienti ad alto valore, rafforzando la propria leadership nella transizione energetica e garantendo al contempo crescita sostenibile e rendimenti prevedibili per gli azionisti.

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