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Mps, utile 2025 sale a € 2,75 mld (+17,7%), € 3,05 mld con Mediobanca, € 2,5 mld di dividendi (rendimento 10%)

Risultati record per la banca senese: profitti in forte aumento, ritorno generoso per gli azionisti e accelerazione sull’integrazione con Mediobanca; Atteso a fine febbraio il piano industriale, con focus su sinergie e creazione di valore

10 Febbraio 2026

Mps, utile 2025 sale a € 2,75 mld (+17,7%), € 3,05 mld con Mediobanca, € 2,5 mld di dividendi (rendimento 10%)

Luigi Lovaglio, Ceo Monte dei Paschi di Siena

Banca Monte dei Paschi di Siena chiude il 2025 con un utile netto di gruppo di 3,036 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 1,95 miliardi del 2024, anche grazie anche al contributo del consolidamento di Mediobanca nel terzo trimestre 2025 e dopo gli effetti negativi della 'ppa' (allocazione del prezzo di acquisto).

Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., conclusosi ieri sera sotto la presidenza dell’Avv. Nicola Maione, ha esaminato ed approvato i risultati al 31 dicembre 2025.

I risultati 2025 tengono conto dell’acquisizione di Mediobanca, consolidata per la prima volta dal 30 settembre 2025. Il contributo al conto economico riguarda quindi solo il quarto trimestre. Per la natura dell’operazione, i dati storici non sono stati ricalcolati retroattivamente.

Nel 2025 il Gruppo ha registrato ricavi complessivi per 4,96 miliardi di euro. Al netto di Mediobanca (883 milioni), i ricavi si attestano a 4,07 miliardi, in crescita dell’1% su base annua. L’aumento delle commissioni nette (+8,2%) e degli altri ricavi finanziari ha compensato il calo del margine di interesse, penalizzato dalla riduzione dei tassi BCE.

Nel quarto trimestre 2025 i ricavi sono stati pari a 1,9 miliardi; a perimetro omogeneo, 1,02 miliardi, in crescita del 2% rispetto al trimestre precedente, trainati soprattutto dalle commissioni.

Il margine di interesse annuo si è attestato a 2,65 miliardi; al netto di Mediobanca scende a 2,18 miliardi, in calo rispetto al 2024 per effetto dei tassi più bassi, solo in parte compensati dal minor costo della raccolta. Nel quarto trimestre il margine è rimasto sostanzialmente stabile.

Le commissioni nette hanno raggiunto 1,79 miliardi; escluse quelle di Mediobanca, 1,59 miliardi, con una crescita significativa sia nella gestione e consulenza sia nell’attività bancaria commerciale. In aumento soprattutto risparmio gestito, collocamento titoli, prodotti assicurativi e commissioni su finanziamenti e carte; in calo invece le commissioni sui conti correnti.

Nel complesso, il quarto trimestre 2025 mostra un miglioramento dei ricavi rispetto al trimestre precedente, confermando una dinamica operativa positiva a perimetro omogeneo.

Nel 2025 dividendi, proventi simili e utili da partecipazioni ammontano a 241 milioni di euro. Al netto del contributo di Mediobanca (141 milioni), il dato si attesta a 100 milioni, in crescita dell’8,1% su base annua grazie soprattutto al maggiore apporto delle società assicurative. Anche il quarto trimestre mostra un miglioramento, con 39 milioni di euro, in aumento rispetto al trimestre precedente.

Il risultato netto da negoziazione e valutazioni è pari a 238 milioni di euro, di cui 40 milioni riconducibili a Mediobanca. A perimetro omogeneo, il dato cresce rispetto al 2024, mentre nel quarto trimestre si registra una flessione rispetto al trimestre precedente.

Gli oneri operativi raggiungono 2,3 miliardi di euro; al netto di Mediobanca si attestano a 1,89 miliardi, in lieve aumento (+0,8%) per effetto del rinnovo del contratto dei bancari, parzialmente compensato dal controllo delle spese.
Le spese per il personale crescono per gli aumenti retributivi e per maggiori accantonamenti sulla parte variabile, mentre le altre spese amministrative risultano in calo grazie alle azioni di efficientamento dei costi. In diminuzione anche le rettifiche su attività materiali e immateriali.

Il risultato operativo lordo del Gruppo è pari a 2,65 miliardi di euro; al netto di Mediobanca si attesta a 2,19 miliardi, in miglioramento rispetto all’anno precedente. Anche il quarto trimestre evidenzia una crescita.

Il costo del credito scende a 399 milioni di euro; escluso il contributo di Mediobanca, il dato cala a 329 milioni, grazie al miglioramento della qualità del credito e a minori flussi verso i crediti deteriorati. Il tasso di copertura migliora ulteriormente, scendendo a 40 punti base.

Il risultato operativo netto raggiunge 2,25 miliardi di euro; al netto di Mediobanca è pari a 1,86 miliardi, in crescita del 6,4% su base annua.

Sul risultato finale incidono anche minori accantonamenti a fondi rischi, oneri di ristrutturazione in calo, costi legati all’integrazione con Mediobanca, contributi a fondi di garanzia e il canone DTA, pari a 57 milioni di euro, in linea con l’anno precedente.

Nel 2025 il risultato da valutazioni al fair value di attività materiali e immateriali è negativo per 24 milioni di euro, principalmente per l’aggiornamento delle valutazioni immobiliari, ma in miglioramento rispetto all’anno precedente. Gli utili da cessione di investimenti ammontano a 5 milioni di euro, registrati nel quarto trimestre.

L’utile ante imposte del Gruppo raggiunge 2,08 miliardi di euro; al netto di Mediobanca si attesta a 1,7 miliardi, in crescita del 17,7% rispetto al 2024. Il quarto trimestre, a perimetro omogeneo, registra un lieve calo rispetto al trimestre precedente.

Le imposte sul reddito apportano un contributo positivo di 961 milioni di euro, grazie soprattutto alla rivalutazione delle DTA, favorita dalle migliori prospettive reddituali dopo l’acquisizione di Mediobanca.

L’utile di esercizio di pertinenza della Capogruppo, prima degli effetti della PPA, sale a 3,04 miliardi di euro; al netto di Mediobanca è pari a 2,75 miliardi, in forte crescita rispetto al 2024. Considerando gli effetti della Purchase Price Allocation, l’utile netto si attesta a 2,72 miliardi di euro. Il quarto trimestre mostra un risultato particolarmente elevato.

Sul fronte commerciale, la raccolta complessiva del Gruppo raggiunge 361 miliardi di euro, in aumento sia rispetto a settembre 2025 sia su base annua. Al netto di Mediobanca, la raccolta si attesta a 207 miliardi, sostenuta dalla crescita sia della raccolta diretta sia di quella indiretta.

La raccolta diretta cresce soprattutto grazie a conti correnti e obbligazioni, mentre la raccolta indiretta beneficia di flussi positivi nel risparmio gestito e amministrato. Nel complesso, i dati confermano un rafforzamento della base commerciale e della fiducia della clientela.

Al netto di Mediobanca, la raccolta indiretta si attesta a 109,6 miliardi di euro, in aumento di 6,4 miliardi rispetto a fine 2024, grazie alla crescita sia del risparmio gestito sia di quello amministrato, sostenuti da flussi netti e andamento favorevole dei mercati. La raccolta indiretta commerciale raggiunge 100,3 miliardi, in crescita dell’8% su base annua.

I finanziamenti alla clientela del Gruppo ammontano a 142,8 miliardi di euro, in aumento nel trimestre, trainati soprattutto dai mutui e dagli altri finanziamenti. Al netto di Mediobanca, gli impieghi salgono a 81,5 miliardi, con una crescita annua di 4,2 miliardi, quasi interamente riconducibile allo sviluppo dei mutui.

Gli impieghi performing continuano a crescere, mentre prosegue la riduzione dei crediti deteriorati, che scendono a 4,2 miliardi di euro a livello di Gruppo. Considerando le recenti cessioni, l’esposizione netta sui crediti deteriorati si riduce a circa 1,5 miliardi, confermando il miglioramento della qualità del credito.

Migliora anche il livello di copertura dei crediti deteriorati, che sale al 53,8% a livello di Gruppo. Al netto di Mediobanca, la copertura si attesta intorno al 50%, con progressi soprattutto sulle inadempienze probabili e sui crediti scaduti.

Le attività in titoli raggiungono 46,5 miliardi di euro, in aumento rispetto a settembre 2025, grazie alla crescita dei titoli detenuti per la negoziazione e delle attività valutate al fair value. Escludendo Mediobanca, le attività in titoli salgono a 18,5 miliardi, confermando una gestione attiva e bilanciata del portafoglio finanziario.

Al 31 dicembre 2025 le passività finanziarie di negoziazione ammontano a 6,2 miliardi di euro, in calo rispetto a settembre. Al netto di Mediobanca, il dato scende a 1,4 miliardi, in riduzione su base annua.

La posizione interbancaria netta del Gruppo è pari a 3,4 miliardi di euro in raccolta, in aumento rispetto al trimestre precedente, per effetto soprattutto della crescita dei finanziamenti verso banche. Escludendo Mediobanca, la posizione resta in impiego per 4,3 miliardi, ma in miglioramento rispetto a fine 2024.

La liquidità operativa rimane solida: la counterbalancing capacity non impegnata si attesta a 53,8 miliardi di euro; al netto di Mediobanca è pari a 33,5 miliardi, in lieve aumento rispetto all’anno precedente.

Il patrimonio netto complessivo sale a 30,2 miliardi di euro, grazie all’utile del quarto trimestre e agli effetti dell’acquisizione di Mediobanca. L’operazione ha comportato un aumento di capitale e la rilevazione delle quote di minoranza, rafforzando la struttura patrimoniale del Gruppo.

I coefficienti patrimoniali restano su livelli elevati: il CET1 ratio si attesta al 16,2% e il Total Capital ratio al 18,4%, pur in calo rispetto al 2024 per effetto dell’integrazione di Mediobanca. Il CET1 non include l’utile dell’esercizio.

Prosegue infine l’accelerazione delle attività di integrazione tra MPS e Mediobanca. Il nuovo assetto del Gruppo sarà orientato alla massimizzazione delle sinergie industriali, con Mediobanca focalizzata su corporate & investment banking e private banking di alta gamma. Il Piano di Integrazione è atteso per l’approvazione entro fine febbraio, in linea con le prescrizioni regolamentari.

Per una migliore comprensione dei risultati al 31 dicembre 2025, il Consiglio di Amministrazione ha approvato i prospetti gestionali riclassificati di stato patrimoniale e conto economico consolidati. La revisione legale del bilancio è in corso.
Il bilancio 2025 sarà approvato dal CdA il 10 marzo 2026 e sottoposto all’Assemblea degli azionisti il 15 aprile 2026.

I prospetti includono gli effetti dell’acquisizione di Mediobanca, consolidata a partire dal 30 settembre 2025; nel conto economico il contributo riguarda quindi solo il quarto trimestre. Per la specificità dell’operazione, i dati storici non sono stati rielaborati retroattivamente.

I commenti sull’andamento economico e patrimoniale sono effettuati, di norma, a perimetro omogeneo, cioè escludendo Mediobanca per il confronto con i periodi precedenti, mentre il confronto patrimoniale con settembre 2025 include il nuovo perimetro. Nelle tabelle sono comunque evidenziati sia i dati consolidati sia il contributo di Mediobanca.

La controllata MP Banque è classificata come attività in dismissione ai sensi dell’IFRS 5; tuttavia, per garantire continuità informativa, i suoi dati sono ancora inclusi nelle principali voci economiche e patrimoniali.

Per alcune società assicurative del Gruppo, i dati trimestrali 2024-2025 sono stimati tramite modelli semplificati, a causa della maggiore complessità introdotta dai nuovi principi contabili IFRS 9 e IFRS 17.

Le principali voci di conto economico sono state riclassificate per una rappresentazione più gestionale:

  • il margine di interesse esclude alcune componenti straordinarie e include rettifiche legate alla PPA e ad attività di trading;

  • le commissioni nette sono depurate da partite non ricorrenti e integrate con alcune componenti assicurative e operative;

  • la voce dividendi e utili da partecipazioni include gli utili delle società collegate ed esclude i dividendi su titoli non strategici, riclassificati nella negoziazione.

Nel complesso, i prospetti riclassificati mirano a offrire una lettura più chiara e confrontabile delle performance del Gruppo nel nuovo perimetro post acquisizione.

La voce “risultato netto della negoziazione, delle valutazioni al fair value e degli utili da cessioni/riacquisti” include i risultati delle attività di trading e delle valutazioni finanziarie, depurati dalle componenti riconducibili a interessi, costo del credito ed effetti della Purchase Price Allocation (PPA), che vengono riclassificati in voci dedicate.
Nel risultato confluiscono anche i dividendi su titoli non strategici, i proventi e oneri da prestito titoli, il contributo dell’operatività in commodities e una quota residuale della controllata MP Banque.

Il risultato netto dell’attività di copertura riflette esclusivamente l’andamento delle operazioni di hedging.

La voce “altri proventi/oneri di gestione” comprende componenti operative ricorrenti, al netto di recuperi di imposte e spese che vengono riallocati alle spese amministrative o alle spese per il personale, nonché di costi e proventi straordinari riclassificati in voci specifiche. In questa voce resta solo la componente gestionale ordinaria.

Le spese per il personale includono i costi ricorrenti del personale, mentre gli oneri legati a esodi, incentivi, riorganizzazioni e integrazione con Mediobanca sono riclassificati tra gli oneri straordinari. La voce beneficia inoltre dei recuperi di costi di formazione e di altre rettifiche.

Le altre spese amministrative riflettono i costi operativi ordinari, al netto di oneri fiscali, contributi a fondi di garanzia, costi di integrazione, spese straordinarie e canone DTA, che vengono esposti separatamente. La voce include anche il recupero di imposte e tasse addebitate alla clientela.

Nel complesso, le riclassificazioni hanno l’obiettivo di separare la gestione ordinaria dalle componenti straordinarie e dall’impatto dell’acquisizione di Mediobanca, offrendo una lettura più chiara e comparabile dei risultati operativi del Gruppo.

Le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali comprendono ammortamenti e svalutazioni ordinarie; sono escluse le rettifiche legate alla chiusura di sportelli, riclassificate tra gli oneri di ristrutturazione. La voce include anche il contributo della controllata MP Banque.

Il costo del credito clientela riflette l’andamento complessivo dei finanziamenti alla clientela, includendo rettifiche per rischio di credito, utili e perdite da cessioni, modifiche contrattuali e accantonamenti su impegni e garanzie. La voce include anche l’impatto sui titoli legati a crediti deteriorati.
Sono esclusi gli effetti una tantum legati all’adeguamento al fair value dei crediti di Mediobanca, ricondotti agli effetti della Purchase Price Allocation (PPA).

Le rettifiche su titoli e finanziamenti verso banche includono svalutazioni e riprese di valore su esposizioni interbancarie e titoli, separate dal costo del credito clientela.

Gli altri accantonamenti ai fondi per rischi e oneri comprendono accantonamenti operativi non direttamente collegati al credito, inclusi rimborsi alla clientela relativi ad esercizi precedenti.

La voce altri utili (perdite) da partecipazioni include il risultato delle partecipazioni, al netto della quota di utili delle collegate già riclassificata tra dividendi e proventi similari.

Gli oneri di ristrutturazione comprendono i costi per esodi del personale, chiusure di sportelli e iniziative connesse al Piano Industriale, inclusi gli effetti legati alla dismissione di MP Banque.

Gli oneri straordinari e costi di integrazione includono i costi sostenuti per l’OPAS su Mediobanca e per il processo di integrazione, ripartiti tra personale, consulenze e altri costi operativi.

I rischi e oneri connessi ai fondi di sistema includono i contributi al Fondo di Garanzia dei Depositi e al fondo di garanzia assicurativo, mentre il canone DTA rappresenta l’onere annuale sulle imposte anticipate trasformabili in credito d’imposta.

Infine, le voci valutazioni al fair value di attività materiali e immateriali e utili/perdite da cessione di investimenti riflettono rispettivamente le rivalutazioni e i risultati delle dismissioni di asset.

La voce dell’attivo “attività fiscali” comprende la corrispondente voce di bilancio 110 e include 1,1 milioni di euro relativi alla controllata MP Banque. La voce “altre attività” comprende l’adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica e tutti gli altri importi delle voci 130 e 120 non riclassificati altrove.

Tra le passività, i “debiti verso clientela” comprendono i debiti verso clientela, la componente titoli clientela e 906,2 milioni di euro riferibili a MP Banque. La voce “titoli emessi” include i titoli in circolazione al netto della componente clientela e le passività finanziarie valutate al fair value. I “debiti verso banche centrali” comprendono la quota di debiti verso banche relativa alle banche centrali, mentre i “debiti verso banche” comprendono la restante parte dei debiti verso banche ordinarie e 0,4 milioni di euro riferibili a MP Banque.

Le “passività finanziarie di negoziazione per cassa” includono le passività di negoziazione escluse quelle relative ai derivati, che invece sono ricomprese nella voce “derivati”, insieme ai derivati di copertura. La voce “fondi a destinazione specifica” raccoglie TFR, fondi per rischi e oneri e 3,0 milioni di euro riferibili a MP Banque. Le “passività fiscali” comprendono la corrispondente voce di bilancio e 1,1 milioni di euro di MP Banque. La voce “altre passività” include adeguamenti di copertura, altre passività, passività assicurative e le componenti residuali di MP Banque.

Infine, il “patrimonio netto di gruppo” comprende riserve da valutazione, riserve ordinarie, capitale e l’utile o perdita di esercizio.

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