09 Febbraio 2026
Fonte: imagoeconomica
Nella serata di ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno annunciato che poche ore prima del meeting a 27 tra i Paesi Ue sulla competitività si terrà un altro incontro informale, tra una dozzina di Paesi con linee “affini”.
L’incontro è significativo soprattutto perché segnala la volontà comune di Germania e Italia di procedere rapidamente sull’integrazione per quanto riguarda la politica economica. Si tratta di un approccio già visto in passato, quando l’Ue non è stata in grado di aggiornarsi in blocco e alcuni Paesi hanno accelerato, puntando su processi in cui il resto del blocco si è integrato solo in seguito.
In gergo viene chiamata “Ue a due velocità”, ed è lo stesso principio che è stato attuato per portare a compimento la moneta unica e la libera circolazione delle persone. L’euro, pur essendo parte integrante del sistema dell’Ue, non è immediatamente obbligatorio per tutti i membri e tutt’ora anche Paesi che fanno parte del blocco da decenni, come Danimarca e Svezia, non lo hanno adottato.
Per quanto riguarda la libera circolazione delle persone, invece, il trattato di Schengen era addirittura esterno all’Ue, ma è poi stato integrato all’interno dei trattati. Merz e Meloni sembrano voler fare lo stesso per quanto riguarda alcuni temi centrali per la crescita economica, come la deregolamentazione del mercato unico per favorire lo sviluppo industriale.
L’iniziativa italo-tedesca mette in una posizione scomoda la Francia, che non ha ancora confermato la sua presenza. In particolare, Merz e Meloni criticano la politica “Buy European” che Macron vorrebbe far adottare all’Ue. Seguendo questo principio, il blocco dovrebbe incentivare le aziende e i consumatori ad acquistare principalmente prodotti europei, in modo da spingere la domanda interna e al contempo far diminuire la dipendenza dall’estero degli Stati membri.
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