09 Febbraio 2026
Francesco Minotti, AD MCC
Mediocredito Centrale ha approvato i risultati di fine 2025 con utile netto a €82,7 mln (+16%), finanziamenti erogati a oltre €2,4 mld e raccolta diretta da clientela +10%.
Il Gruppo registra un significativo miglioramento degli indicatori economici e patrimoniali, con il cost income in calo al 64,6% dal 68,2% di fine 2024 e una riduzione dell’NPE ratio lordo al 4%, in diminuzione di 130 punti base rispetto al 5,3% del 31 dicembre scorso, in linea con le migliori practice di mercato anche grazie alla cessione di crediti deteriorati per 122 milioni nell’ambito dell’operazione di derisking Phoenix.
È inoltre in fase di finalizzazione l’operazione Sirio, che prevede la cessione di ulteriori 34 milioni di crediti non performing. Rafforzata la solidità patrimoniale, con un Tier 1 ratio al 15,96%, in crescita di 93 punti base e con un buffer superiore a 300 punti base rispetto ai requisiti SREP comprensivi del SyRB. Solida anche la posizione di liquidità, con un LCR al 162% e un NSFR atteso intorno al 125%. Sul fronte commerciale, nel periodo sono stati erogati oltre 2,4 miliardi di euro di finanziamenti a famiglie e imprese; dalla nascita del Gruppo nel 2021, le erogazioni complessive hanno superato i 12 miliardi, di cui oltre il 65% destinati al Mezzogiorno. Prosegue infine il miglioramento delle performance di BdM Banca e Cassa di Risparmio di Orvieto in termini di efficienza e patrimonializzazione, mentre nasce la nuova Artigiancassa, dedicata al supporto creditizio delle imprese artigiane.
Il Consiglio di Amministrazione di Mediocredito Centrale ha approvato i risultati consolidati e individuali al 31 dicembre 2025.
Prosegue il percorso di incremento dell’utile consolidato che nel 2025 registra un’ulteriore crescita delle performance pari a 82,7 milioni (nel dettaglio MCC 40,85, BdM Banca 31,83, CRO 10,83) rispetto ai 71,3 milioni del 31 dicembre 2024. Continua il supporto all’economia e al Mezzogiorno con oltre 2,4 miliardi di erogazioni a imprese e famiglie. Dalla nascita del Gruppo superati i 12 miliardi di erogazioni di cui oltre il 65% destinato al Sud. Cresce la solidit? patrimoniale e migliora la qualit? del credito con l’NPL ratio lordo che raggiunge il 4% grazie anche alla conclusione dell’operazione di derisking Phoenix con 122 milioni di crediti non performing ceduti. Inoltre, ? in corso di finalizzazione l’operazione di deriking Sirio con ulteriori 34 milioni di crediti non performing in corso di cessione. A dicembre nasce Artigiancassa ed entra nel Gruppo Mediocredito Centrale con l’obiettivo di dare risposte immediate e puntuali con l’offerta di soluzioni di finanziamento a medio lungo termine agli artigiani e alle micro e piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura della economia nazionale.
Nel dettaglio con riferimento ai risultati consolidati:
L’esercizio 2025 si è chiuso con un utile consolidato di 82,7 milioni (di cui 79,7 milioni di pertinenza della Capogruppo e 3 milioni di pertinenza di terzi), in crescita del 16% rispetto all’esercizio precedente (71,3 milioni al 31 dicembre 2024). Il risultato consolidato rileva la positiva performance di tutte le banche del Gruppo, con:
Al risultato aggregato delle tre banche, pari a 83,51 milioni (+40% vs 59,48 milioni al 31 dicembre 2024), va stornata la rivalutazione della partecipazione BdM (-11 milioni) e vanno aggiunti gli effetti positivi di consolidamento per 10,15 milioni, relativi ai reversal della PPA e degli altri effetti di consolidamento.
In particolare:
Il margine di intermediazione è pari a 502,7 milioni, (467,6 milioni al 31 dicembre 2024) con una crescita del 7,5%.
Le rettifiche di valore nette per rischio di credito ammontano a 84,8 milioni rispetto a 70,7 milioni al 31 dicembre 2024 (+19,9%), Il costo del credito è pari a 88 punti base (82 al 31 dicembre 2024).
I costi operativi ammontano a 344 milioni (334,9 milioni al 31 dicembre 2024, +2,7%); ma in contrazione il cost income ratio consolidato pari a 64,6% (68,2% al 31 dicembre 2024).
L’incremento per 9,1 milioni dei costi operativi è principalmente imputabile a:
Il contributo al risultato consolidato di Cassa di Risparmio di Orvieto è pari a 20,3 milioni (vs 22,1 milioni al 31 dicembre 2024), e corrisponde all’utile netto civilistico della partecipata, incrementato dei reversal di PPA e delle altre scritture di consolidamento ad essa riferibili.
Da un punto di vista patrimoniale si evidenziano i seguenti principali aggregati.
Le attività finanziarie al fair value con impatto a conto economico sono pari a 92,3 milioni (94,3 milioni al 31 dicembre 2024); all’interno della voce, diminuiscono le attività finanziarie detenute per la negoziazione (5,1 milioni vs 15,3 milioni al 31 dicembre 2024) per effetto dell’unwinding del portafoglio derivati di BdM preesistente all’entrata nel Gruppo, mentre si incrementano le quote di OICR (87,2 milioni vs 79 milioni al 31 dicembre 2024) per effetto di nuove sottoscrizioni e richiami di impegni.
Il portafoglio titoli HTCS, costituito per la quasi totalità da Titoli di Stato della Repubblica Italiana, ? pari a 2.785 milioni, in crescita rispetto a 2.074 milioni al 31 dicembre 2024. In particolare, il portafoglio titoli di debito (Stato e altri primari emittenti) ammonta a 2.745 milioni (2.049 milioni al 31 dicembre 2024), i titoli azionari sono pari a 40,5 milioni (25 milioni al 31 dicembre 2024).
I crediti netti verso clientela raggiungono 9.598,6 milioni (+11% rispetto al dato al 31 dicembre 2024, pari a 8.671 milioni).
A livello aggregato, prima dell’applicazione degli effetti di PPA, i crediti deteriorati verso clientela, esclusi quelli di Cassa di Risparmio di Orvieto, presentano un saldo contabile netto pari a 214,5 milioni (253,5 milioni a fine 2024), con un grado di copertura pari al 42,5% (45,9% al 31 dicembre 2024).
L’NPL lordo e netto di Gruppo - escludendo i titoli classificati nella voce Crediti verso la clientela – risultano in netto miglioramento e rispettivamente pari a 4% (vs 5,3% al 31 dicembre 2024) e a 2,4% (vs 3% al 31 dicembre 2024).
Includendo i suddetti titoli, i coefficienti risultano in leggero aumento pari, in termini lordi a 6,6% (6,4% al 31 dicembre 2024) ed in termini netti a 5,0% (vs 4,1% al 31 dicembre 2024).
La raccolta diretta cresce e si attesta a 12.801 milioni (11.354 milioni al 31 dicembre 2024, per effetto:
I fondi per rischi e oneri ammontano a 161 milioni, in riduzione rispetto al dato al 31 dicembre 2024, pari a 196 milioni. In particolare, i fondi rischi e oneri di BdM Banca, che ne costituiscono la quasi totalit?, essendo pari a 147 milioni (vs 184 milioni al 31 dicembre 2024) hanno registrato utilizzi a fronte di esborsi pari a 59,77 milioni di euro, riprese di valore per 15,45 milioni di euro e accantonamenti per 38,70 milioni di euro.
Prosegue il consolidamento patrimoniale con il patrimonio netto consolidato pari a 1.124,5 milioni, rispetto a 1.044 milioni al 31 dicembre 2024, per effetto della redditività incrementale del Gruppo.
In termini di adeguatezza patrimoniale a livello consolidato, considerato il computo nel CET1 dell’utile di esercizio al 31 dicembre 2024, i ratio patrimoniali si attestano al 15,96% (CET1/Tier1 ratio) e al 17,04% (Total capital ratio), rispettivamente 15,03% e 16,19% al 31 dicembre 2024.
Infine, lo scorso 6 febbraio Mediocredito Centrale e BdM Banca hanno completato con successo il collocamento della tranche Class A1 della cartolarizzazione “MCC Group RMBS 2025”. L’operazione ? stata coordinata dalla Capogruppo MCC su un portafoglio di mutui residenziali originati da BdM Banca che con l’operazione amplia e diversifica la raccolta liberando capacit? per nuovi impieghi nel Mezzogiorno.
I dati presentati, ove non diversamente specificato, non comprendono il contributo della Cassa di Risparmio di Orvieto, che ? riclassificata tra le attivit? in via di dismissione. Il principio contabile di riferimento IFRS 5 prevede che il contributo di CRO al conto economico consolidato non sia pi? rappresentato “linea per linea”, bens? in un’unica linea denominata “Utile (perdita) dei gruppi di attivit? in via di dismissione al netto delle imposte”. I dati di stato patrimoniale, sempre in applicazione dell’IFRS 5, riportano il contributo di CRO nelle voci 120 dell’attivo e 70 del passivo.
Di cui 1,1 miliardi MCC e 1,4 miliardi BdM. Ad essi si aggiunge il contributo di CRO per 0,3 miliardi.
NPE ratio calcolato a livello aggregato (somma di MCC e BdM Banca) prima degli effetti di consolidamento.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia