13 Gennaio 2026
Andrea Orcel Francesco Milleri, Francesco Gaetano Caltagirone, Luigi Lovaglio, Philippe Donnet, Giancarlo Giorgetti
Unicredit entra in trattativa con Delfin per l'acquisto di una quotazione al 17,5%, dal valore di 4,8 miliardi di euro, di MPS e del 10,5% di Generali, per un controvalore di 5,6 miliardi di euro.
Secondo i rumors raccolta da Il Giornale d'Italia, gli 8 eredi Del Vecchio (Nicoletta Zampillo Del Vecchio, Claudio Del Vecchio, Marisa Del Vecchio, Paola Del Vecchio, Leonardo Maria Del Vecchio, Luca Del Vecchio, Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico) che detengono ciascuno il 12,5% della Holding, starebbero valutando la proposta così consentire a loro e Francesco Milleri, CEO di Delfin di uscire da una situazione di impasse cedendo una partecipazione finanziaria e non strategica con una lauta plusvalenza. Situazione differente per Francesco Gaetano Caltagirone che ritiene l'investimento in Rocca Salimbeni e nel Leone di Trieste di natura strategica. In questo modo Unicredit torna al centro del risiko bancario.
Va inoltre ricordato che nonostante le quote rilevanti di Delfin e Caltagirone nel gruppo bancario, queste non consentono agli stessi di esercitare alcuna attività di gestione "diretta" essendo i due operatori non bancari e quindi non autorizzati dalla BCE. L'operazione dovrebbe trovare l'ok del ministro Giancarlo Giorgetti e del governo italiano.
La struttura azionaria di Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) vede Delfin come principale azionista privato, con una quota pari al 17,53% del capitale. Segue il Gruppo Francesco Gaetano Caltagirone, che detiene circa il 10,26%, mentre BlackRock, Inc., uno dei principali fondi internazionali, possiede il 5,02% delle azioni. Lo Stato italiano, attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), detiene una partecipazione del 4,86%, e Banco BPM risulta azionista con il 3,74%. Il restante capitale, pari al 58,58%, è distribuito tra altri investitori istituzionali e azionisti retail.
La compagine azionaria Generali è caratterizzata dalla presenza di diversi gruppi italiani di rilievo. La quota più significativa, pari al 13,19%, è detenuta dal Gruppo Monte dei Paschi di Siena tramite Mediobanca S.p.A.. Segue il Gruppo Del Vecchio, con una partecipazione del 10,05%, mentre il Gruppo UniCredit detiene il 6,68% del capitale. Il Gruppo Caltagirone possiede invece circa il 6,28%, e il Gruppo Benetton detiene il 4,86%. Il restante capitale è distribuito tra altri investitori istituzionali e azionisti privati.
Seguendo i numeri quindi, Unicredit arriverebbe al 16,73% di Generali unendo la sua quota a quella di Delfin.
Unicredit, con questa mossa, diventerebbe primo azionista, con il 17,53%, di un gruppo da quasi 30 miliardi di capitalizzazione composto da MPS, il cui salvataggio fu a suo tempo rifiutato da Andrea Orcel creando dei dissidi con il governo Meloni, l'investment banking e il wealth managment di Mediobanca, (che a sua volta detiene il 13,19% di Generali). Inoltre, diventerebbe il primo azionista di Generali, con il 16,73%, il 29,92% considerando il 13,19% detenuto da MPS tramite Mediobanca, con opportunità di diventare leader nella bancassurance e realizzare il polo dei risparmio gestito in sostituzione di Natixis.
Rocco Basilico ha lasciato i suoi incarichi in EssilorLuxottica, dove ricopriva il ruolo di chief wearables officer e la presidenza del marchio Oliver Peoples. Basilico, 35 anni, è uno degli eredi della famiglia Del Vecchio tramite la partecipazione del 12,5% in Delfin. La decisione di lasciare l’azienda è legata alla volontà di avviare nuovi progetti imprenditoriali, ma si inserisce anche in un contesto di tensioni interne alla famiglia. Negli scorsi mesi, Basilico aveva tentato di trasferire lo 0,4% di Delfin alla sua nuova holding Rbh, con l’obiettivo di rendere la quota bancabile o cedibile, anche per esigenze fiscali. L’operazione—che avrebbe valorizzato la partecipazione in circa 200 milioni—è stata contestata dagli altri soci, secondo cui Basilico non sarebbe pieno proprietario del suo 12,5% dopo la rinuncia all’usufrutto da parte della madre nel 2022.
Luca e Paola Del Vecchio, che hanno avanzato un’istanza più ampia: spostarla totalità delle loro azioni, pari al 12,5% ciascuno, verso un’altra società. L’esito della votazione è stato anche questa volta negativa. L'operazione è stata bloccata dai giudici a causa dell'opposizione di altri fratelli
Leonardo Maria Del Vecchio e Francesca Milleri invece vorrebbero trovare una soluzione comune interna, e credono ancora in una possibile risoluzione a distanza di più di 3 anni dalla visione del testamento Del Vecchio, che ha creato l'impasse.
UniCredit dispone ancora di ampi margini patrimoniali, anche dopo l’acquisizione del 26% di Commerzbank e della quota del 29,8% nella greca Alpha Bank. Tuttavia, le strategie di crescita per linee esterne del gruppo hanno incontrato resistenze politiche sia in Italia sia in Germania.
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