05 Marzo 2026
La crisi di The Italian Sea Group, società con debiti per per €70,6mln e che starebbe affondando insieme al Bayesian, torna al centro dell’attenzione del settore nautico italiano mentre emergono nuove indiscrezioni sull’interesse di possibili investitori. Secondo alcuni rumors, tra i nomi che circolano ci sarebbe quello di Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso il suo family office Lmdv Capital. Il gruppo, già cliente dei cantieri toscani, starebbe osservando da vicino l’evoluzione della situazione finanziaria e industriale della società.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere convocato un tavolo che vedrà sedersi allo stesso tavolo sindacati, prefetto, autorità portuale e anche il sindaco di Marina di Carrara, a testimonianza della crescente preoccupazione per il destino dei cantieri riconducibili al gruppo.
La società di yacht di lusso si trova oggi appesantita da un debito finanziario netto pari a 70,6 milioni di euro e da una situazione manageriale ritenuta poco chiara. Nelle scorse settimane il Ceo e primo azionista Giovanni Costantino è intervenuto direttamente con un prestito soci da 25 milioni di euro per far fronte agli extra costi emersi nella gestione.
Secondo quanto emerso, tali costi deriverebbero da irregolarità poste in essere da alcune figure apicali che avrebbero agito all’insaputa dell’amministratore delegato e del resto del consiglio di amministrazione.
Nel frattempo, la vicenda sarebbe seguita con attenzione proprio da Lmdv Capital, il family office di Del Vecchio, che lo scorso dicembre ha acquistato dai cantieri toscani l’Admiral Armani, panfilo da 72 metri dal valore superiore ai 100 milioni di euro realizzato in collaborazione con lo stilista milanese Giorgio Armani. Secondo alcuni rumors, il family office guidato da Marco Talarico starebbe monitorando con interesse le difficoltà attraversate da The Italian Sea Group.
A complicare ulteriormente il quadro pesa anche la tragedia del Bayesian, lo yacht a vela affondato di fronte a Palermo nell’estate del 2024, episodio che avrebbe inciso negativamente sulla capacità del gruppo di acquisire nuove commesse.
Al 30 settembre, la società aveva annunciato un portafoglio ordini complessivo – ovvero il valore lordo dei contratti relativi a yacht nuovi non ancora consegnati e dei contratti di refit – pari a 1,15 miliardi di euro, in contrazione rispetto a 1,24 miliardi registrati alla fine del 2024 e con una raccolta da 105 milioni nel terzo trimestre dello scorso anno.
“In particolare, dall’ottobre del 2023, data di sottoscrizione dell’ultimo contratto relativo a una nave delle dimensioni tipiche del core business della società, si è dovuto aspettare fino a novembre e dicembre del 2025, quindi oltre due anni dopo, per assistere a nuove grandi commesse”.
Proprio nel dicembre scorso Del Vecchio ha acquistato l’Admiral Giorgio Armani da 72 metri, ulteriore segnale dei rapporti già esistenti tra il gruppo e il family office.
Sul fronte contabile, resta inoltre aperta la questione legata al bilancio 2025, la cui approvazione è stata rinviata. In quell’occasione The Italian Sea Group dovrà procedere alla svalutazione del marchio Perini, come indicato da Consob.
Dopo gli ultimi investimenti nei ristoranti, nei palazzi, nell’Acqua di Fiuggi e nei giornali, Del Vecchio si vorrebbe inserire dunque nel mondo barche e yacht. Quasi 400 milioni di euro di già investiti per un portafoglio partecipazioni che, secondo Del Vecchio, potrebbe valere oltre un miliardo.
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