19 Febbraio 2026
Il Ceo di The Italian Sea Group Giovanni Costantino - fonte: imagoeconomica
The Italian Sea Group S.p.A. ha attivato un finanziamento soci da 25 milioni di euro per far fronte agli extra budget emersi nella maggior parte delle commesse in corso e rafforzare la posizione di cassa del gruppo. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre previsto un audit indipendente sulle commesse per identificarne le cause.
Gli extra budget hanno determinato una riduzione della marginalità operativa e un impatto sulla disponibilità di cassa, mentre circa 500 dipendenti del gruppo risultano interessati da ritardi nei pagamenti delle retribuzioni, nelle quote di Tfr e nei fondi sanitari integrativi. Il rimborso del finanziamento soci sarà effettuato entro il 31 dicembre 2032.
Il Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group S.p.A., gruppo attivo nella cantieristica navale con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, ha deliberato un intervento di rafforzamento finanziario pari a 25 milioni di euro, mediante un contratto di finanziamento soci con GC Holding S.p.A., controllata dall’amministratore delegato Giovanni Costantino. La somma sarà erogata in un’unica tranche contestualmente alla sottoscrizione del contratto.
La società ha comunicato che il rimborso del finanziamento soci avverrà in una o più soluzioni entro il 31 dicembre 2032. I crediti derivanti dal prestito saranno postergati rispetto alle ragioni di credito del pool di banche finanziatrici fino all’estinzione integrale e definitiva delle obbligazioni di pagamento del contratto di finanziamento bancario sottoscritto a giugno 2025. Eventuali distribuzioni di utili o riserve resteranno escluse dal diritto di incasso di GC Holding fino al soddisfacimento dei creditori bancari.
Per quanto riguarda l’andamento del titolo in borsa, le azioni di The Italian Sea Group (TISG) hanno subito un forte deprezzamento negli ultimi mesi: secondo i dati più recenti del mercato Euronext STAR Milan, il titolo è in forte ribasso, con un calo che arriva circa al –37 % nella seduta del 19 febbraio 2026 rispetto ai livelli più recenti precedenti (con performance su base annua ampiamente negativa).
Il Cda ha preso atto dell’emersione di extra budget nella maggioranza delle commesse in corso, che ha inciso negativamente sulla posizione di cassa della società. La riduzione della marginalità operativa, combinata con la necessità di sostenere i costi di produzione delle commesse, ha determinato la decisione di attivare il finanziamento soci. Le commesse in corso vengono comunque portate avanti regolarmente, rispettando le tempistiche e gli standard qualitativi previsti.
Contestualmente, il gruppo ha sottolineato la recente sottoscrizione di due contratti per giga-yacht di oltre 80 metri, indicata come un segnale della prevista ripresa del mercato di riferimento.
Il Cda ha individuato le seguenti azioni correttive: la definizione delle cause degli extra costi attraverso un audit indipendente e approfondito sulla gestione operativa e sulle commesse, affidato a una primaria società di revisione, e lo sviluppo di un piano di rafforzamento patrimoniale del gruppo che preveda anche un dialogo strutturato con gli istituti finanziari.
In parallelo, i sindacati territoriali (Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil) hanno segnalato ritardi nei pagamenti delle retribuzioni correnti e delle quote di Tfr, interessando circa 500 dipendenti diretti. Al momento del comunicato, i lavoratori non avevano ricevuto la mensilità del mese corrente e risultavano privi dei buoni pasto da due mesi.
Si registrano inoltre mancati versamenti sui fondi integrativi sanitari e sul fondo Metasalute, con ritardi stimati tra 6 e 12 mesi a seconda dei casi. Le trattative per un accordo di secondo livello, che definirebbe premi di risultato e strumenti di welfare aziendale, risultano ferme da oltre un anno.
Nel corso del 2025 The Italian Sea Group S.p.A. era già stata protagonista di un’altra vicenda di forte impatto mediatico e reputazionale: nel dicembre 2025 il gruppo aveva avviato una causa legale di 400 milioni di sterline (circa 456 milioni di euro) presso il tribunale di Termini Imerese contro la società armatrice Revtom, a seguito del naufragio dello yacht Bayesian avvenuto il 19 agosto 2024 al largo di Porticello. TISG aveva contestato la gestione operativa dell’unità, sostenendo che errori dell’equipaggio e anomalie nei protocolli di sicurezza avessero determinato l’affondamento, con conseguenti “danni reputazionali ed economici” e un sensibile calo delle vendite e delle opportunità commerciali. L’azione giudiziaria, motivata anche dalla perdita di collaborazioni commerciali successive all’incidente, era stata incentrata esclusivamente sulla responsabilità operativa dell’armatore, escludendo profili di responsabilità progettuale o costruttiva.
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