Mercoledì, 07 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Top 3 petrolifere USA per guadagni azionari a causa della situazione politica instabile in Venezuela: Valero +9,2%, Chevron +5,1%, ConocoPhillips +5,6%

Secondo i dati di mercato del 5 gennaio 2026 rispetto al 2 gennaio, anche SLB ha guadagnato circa +8,9% e Halliburton +7,8%, mentre Exxon Mobil è salita oltre +2% nei giorni successivi all’intervento USA in Venezuela

06 Gennaio 2026

Top 3 petrolifere USA per guadagni azionari a causa della situazione politica instabile in Venezuela: Valero +9,2%, Chevron +5,1%, ConocoPhillips +5,6%

La cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro nei primi giorni di gennaio 2026 ha scosso non solo la diplomazia internazionale, ma anche i mercati finanziari. Gli investitori hanno reagito rapidamente, premiando i titoli legati al petrolio e alle infrastrutture energetiche, in particolare negli Stati Uniti, dove l’aspettativa di un maggiore accesso alle vaste riserve del Venezuela ha trasformato il sentimento di mercato.

Il pilastro della reazione è stato il segmento energie e petrolio. Il Venezuela detiene le più grandi riserve petrolifere provate al mondo, circa 304 miliardi di barili, ma la produzione reale è rimasta molto bassa negli ultimi decenni a causa di infrastrutture degradate e instabilità politica. L’azione militare statunitense e l’arresto di Maduro hanno fatto sperare gli investitori in un riavvio delle attività e in una possibile apertura all’investimento straniero, specie da parte delle major americane. 

Riserve di petrolio mondiali, il Venezuela primo con 304 mld di barili, seguono Arabia Saudita (267mld), Iran (209mld) e Canada (163mld)

I listini azionari hanno reagito di conseguenza: molte imprese del comparto petrolifero e dei servizi energetici hanno registrato ribalzi significativi nei prezzi delle azioni rispetto a venerdì 2 gennaio 2026, quando il mercato era ancora incerto sugli sviluppi. Secondo i dati aggregati dalle principali piattaforme di finanza, i movimenti più marcati includono:

  • Chevron Corp. (CVX): +11% — favorito dal fatto di essere l’unica grande compagnia petrolifera statunitense con presenza diretta in Venezuela e da prospettive di investimenti nell’Orinoco.

  • Valero Energy (VLO): +11% — come raffinatore, beneficia delle prospettive di aumento del flusso di greggio pesante venezuelano verso i mercati nordamericani.

  • ConocoPhillips (COP): +10% — in crescita per la possibilità di recuperare crediti arbitrali e future operazioni.

  • Marathon Petroleum (MPC): +10% — rifinitore con esposizione alle rotte del petrolio latino‑americano.

  • Exxon Mobil (XOM): +7% — guadagno significativo, anche se parte da una posizione meno diretta in Venezuela.

  • Phillips 66 (PSX): +6%, Occidental Petroleum (OXY): +4%, EOG Resources (EOG) e Devon Energy (DVN): +4% circa. 

VIDEO – Petrolio, la Top 5 delle riserve mondiali: Venezuela (304 mld), Arabia Saudita (267), Iran (209), Canada (168) e Iraq (145)

L’impennata delle azioni è legata a motivi chiari e interconnessi. In primo luogo, la prospettiva di accesso alle enormi riserve venezuelane ha spinto gli investitori a riposizionarsi nel settore energetico, scommettendo su un aumento delle potenziali opportunità di esplorazione ed estrazione a lungo termine. Inoltre, molte di queste società vedono nell’evento l’occasione per espandere o riavviare attività che erano state interrotte da anni di sanzioni, oltre a beneficiare di eventuali contratti di ricostruzione delle infrastrutture petrolifere. 

Un secondo fattore rilevante è stato l’ottimismo legato alla politica statunitense: l’amministrazione ha infatti parlato di un ruolo centrale per le compagnie americane nella fase post‑crisi, sottolineando che esse potrebbero essere coinvolte nella ripresa del settore energetico venezuelano, senza però un impegno diretto di spesa pubblica. 

Infine, l’effetto contagio sui mercati globali ha amplificato i guadagni del comparto petrolifero, contribuendo all’avanzata dei principali indici azionari come il Dow Jones, che ha raggiunto livelli record nei giorni immediatamente successivi alla notizia. 

Nel complesso, la reazione delle borse riflette una combinazione di sentiment geopolitico positivo, aspettative di riapertura dei mercati energetici venezuelani e un clima di rischio‑rendimento che premia il settore petrolifero nel breve periodo, con possibili sviluppi significativi nei mesi a venire se le prospettive operative si concretizzeranno.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x