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Valdarno di Sopra DOC 2026 ha presentato la produzione dei suoi vini nel suggestivo Borgo de Il Borro

Venerdì 20 febbraio all’Anfiteatro del Borro si è tenuta la giornata per la stampa internazionale dedicata alla denominazione. Il giorno successivo, il Borgo ha ospitato anche operatori di settore (enoteche e ristoratori) e appassionati di vino

23 Febbraio 2026

Valdarno di Sopra DOC 2026 ha presentato a stampa e operatori la produzione dei suoi vini nel suggestivo Borgo de Il Borro della famiglia Ferragamo

Valdarno di Sopra è una delle DOC più recenti nel panorama delle Denominazioni di Origine Controllata regolamentate con le normative moderne nate negli anni ’60. La DOC Valdarno di Sopra comprende le tipologie: Bianco, Bianco spumante, Rosato, Rosato spumante, Rosso. Con indicazione di vitigno prevede: Chardonnay, Sauvignon, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Sangiovese, Syrah. La produzione di vini di alta qualità era così consolidata in questi territori da essere inclusa nel bando di Cosimo III de’ Medici che nel 1716 avvertì la necessità di proteggere i prodotti vinicoli toscani provenienti dal Chianti, Pomino, Carmignano e appunto Valdarno di Sopra, dalle contraffazioni. Nel corso del XIX e XX secolo i vini prodotti nel Valdarno di Sopra erano stati progressivamente accomunati al nome Chianti, inizialmente in maniera generica, in ultimo con la specificazione della sottozona Colli Aretini. La stessa cosa era avvenuta per il Carmignano, risorto col proprio nome solo negli anni ’60 e per il Pomino dove si preferiva contraddistinguere i prodotti sotto la dizione Chianti Rufina. Per i vini prodotti nel Valdarno di Sopra questa assimilazione con il Chianti non rendeva giustizia alla complessità delle produzioni locali. Da questo territorio provenivano le uve che davano origine a numerosi “Supertuscan” che avevano acquisito una fama ben nota tra gli addetti ai lavori. Si tratta di vini che provengono da vitigni autoctoni, soprattutto Sangiovese in purezza, ma anche Pugnitello, Foglia tonda o Malvasia bianca, o da vitigni alloctoni come Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon e poco o niente avevano da condividere con i disciplinari del Chianti. La caratterizzazione territoriale e lo stile personale dei vini ha richiesto il ritorno ad una normativa che rendesse ragione a quanto già nel XVII e XVIII secolo si era compreso sulle differenze e sulla personalità delle singole zone di produzione e sulla loro valenza altamente qualitativa. In occasione del Valdarno di Sopra DOC day, dedicato a stampa ed operatori di settore, erano presenti oltre 90 giornalisti italiani e internazionali delle testate e guide di settore. Tra le novità di questa edizione, un “walk around tasting”. Sabato 21 febbraio, infatti, l’Anfiteatro ha aperto le sue porte al pubblico di wine lovers, operatori e sommelier per un’intera giornata di degustazioni con le aziende del territorio. Un’occasione unica per vivere da vicino con i produttori l’eccellenza e l’identità dei vini del Valdarno di Sopra. Il Valdarno di Sopra Day 2026 è organizzato nell’ambito della Settimana delle Anteprime Toscane, atteso momento in cui stampa di settore e addetti ai lavori degustano le nuove annate dei principali Consorzi toscani. La Denominazione d’origine Valdarno di Sopra DOC e il Consorzio di Tutela Valdarno di Sopra DOC nascono per volontà di un piccolo gruppo di soci fondatori, decisi a supportare e valorizzare i propri vini attraverso azioni condivise di promozione e tutela. La Denominazione d’origine Valdarno di Sopra DOC è stata riconosciuta dal Ministero nel 2011. La Valdarno di Sopra DOC si caratterizza per due elementi: la consapevolezza dell’importanza del territorio per le caratteristiche del vino, con la conseguente scelta di valorizzarlo, tutelarlo e interpretarlo sempre nella maniera migliore possibile, e il convincimento che solo una grande qualità può permettere ai vini di distinguersi in un mercato globale e dall’offerta estremamente ampia. Ci troviamo nei versanti orientali e occidentali della Val d’Arno tra la piana di Arezzo e i colli fiorentini. Il clima è sicuramente favorevole alla coltivazione della vite e la zona è classificata come intermedia secondo la scala Rocchi. Ciò significa che qui i complessi climatici negativi hanno intensità debole rispetto ai caratteri positivi del clima. La zona appenninica della Toscana centrale si trova nell’area di influenza del clima temperato e freddo, ma risente, soprattutto in estate, del clima mediterraneo che ne condiziona in maniera determinante e positiva la fase finale del ciclo vegetativo, permettendo di raggiungere una maturazione completa e progressiva, senza picchi nocivi. Le precipitazioni medie variano tra i 550 e i 700 mm, con concentrazione del 70% nel periodo autunno-invernale. L’area della DOC Valdarno di Sopra ha omogeneità pedoclimatica, ma racchiude al suo interno diverse tipologie di terreno contribuendo a caratterizzare qualitativamente i prodotti enologici che qui nascono. Le litologie presenti sono quelle caratteristiche riscontrate nelle aree a maggior vocazione vitivinicola in Toscana. In particolare abbiamo formazioni appartenenti alla serie toscana del miocene inferiore, come la formazione del macigno, caratterizzata da arenarie con piccola percentuale di calcite, scisti ed in subordine marne ed arenarie fini quarzoso-feldspatiche e calcaree. L’editto di Cosimo III del 1716 prendeva atto di una situazione di produzione vitivinicola di alta qualità già a quel tempo ampiamente consolidata e riconosciuta e che derivava da una storia molto antica. Già gli Etruschi erano in grado di vinificare nel IV secolo a.C. Nel I secolo d.C. Plinio il Vecchio parla delle aree circostanti Arezzo come le migliori per la produzione viticola e fa riferimento a numerose varietà di uve coltivate. Nel Medioevo sono i monaci a curare e proteggere le coltivazioni di vite dal rischio di furti e devastazioni. Nel Catasto Fiorentino del 1427 oltre alle citazioni tecniche catastali si fa riferimento anche al valore dei prodotti ottenuti nelle diverse zone, stilando di fatto una graduatoria di merito e prezzo dei vini dell’epoca. Nelle trasformazioni agricole avvenute tra il XVI e il XVIII secolo si verifica un primo passaggio a vigneti specializzati e si sviluppa una viticoltura più scientifica ed imprenditoriale. Con il bando di Cosimo III questa zona riceve storicamente l’attribuzione di area destinata alla produzione di vini di qualità. Con DM 13 giugno 2011 questa sorta di delimitazione di origine ante-litteram viene ufficializzata con l’attribuzione della Denominazione di Origine Controllata ai vini “Val d’Arno di Sopra”. La DOC Valdarno di Sopra prevede le tipologie: Bianco, Bianco spumante, Rosato, Rosato spumante, Rosso. Con indicazione di vitigno prevede: Chardonnay, Sauvignon, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Sangiovese, Syrah. C’è poi una tipologia di vino passito, ottenuto da uve a bacca bianca. La zona di produzione comprende i comuni di Cavriglia, Montevarchi, Bucine, Pergine Valdarno, Civitella in Val di Chiana, Castelfranco-Pian di Scò, Castiglion Fibocchi, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna, San Giovanni. Di Andrea Cianferoni 

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