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Banco BPM, nuovo statuto approvato con il 95,38% dei voti: modifiche consentono a Crédit Agricole di ottenere più seggi nel CdA

Le modifiche statutarie ampliano le candidature nella lista del CdA da 15 a 20, anticipano al 40° giorno il termine per il deposito, introducono la votazione individuale e assegnano da 3 a 6 seggi alle minoranze

23 Febbraio 2026

Banco BPM, nuovo statuto approvato con il 95,38% dei voti: modifiche consentono a Crédit Agricole di ottenere più seggi nel CdA

Giuseppe Castagna, AD Banco BPM

Banco BPM ha approvato con il 95,38% dei voti le modifiche del nuovo statuto sociale, che introducono cambiamenti significativi nel meccanismo di elezione del Consiglio di Amministrazione. Le revisioni, in linea con la Legge Capitali, prevedono l’aumento dei candidati presentabili dal Consiglio uscente da 15 a 20, l’introduzione della votazione individuale dei consiglieri della lista di maggioranza, e la ridefinizione dei seggi spettanti alle minoranze da 3 a 6, in base alla percentuale di voti delle prime due liste di minoranza. Inoltre, il nuovo statuto stabilisce che il Presidente del Comitato Controllo Interno e Rischi debba essere nominato tra gli amministratori indipendenti non espressi dalla lista di maggioranza, se questa ottiene il maggior numero di voti.

Queste modifiche consentono a Crédit Agricole, primo azionista con il 20,01% del capitale, di aumentare la propria influenza nel CdA, rafforzando la presenza nel board senza violare i vincoli di indipendenza stabiliti dalla BCE. Il nuovo assetto offre maggiore flessibilità nella composizione del Consiglio e definisce i criteri per il rinnovo previsto per la prossima assemblea ordinaria di aprile, quando saranno depositate le liste e sarà confermato il mandato dell’amministratore delegato Giuseppe Castagna.

L’Assemblea straordinaria dei Soci di Banco BPM S.p.A. ha approvato con il 95,38% dei voti favorevoli le modifiche allo Statuto sociale, con la partecipazione di oltre 2.000 soci rappresentanti più del 65% del capitale sociale, tramite Computershare S.p.A. in qualità di Rappresentante Designato.

Le modifiche approvate interessano gli articoli 20.4., 20.5., 20.6., 20.7., 20.8. e 24.4. dello Statuto e mirano ad adeguare la governance alle disposizioni della Legge Capitali (art. 147‑ter.1 TUF) e al nuovo art. 144‑quater.1 del Regolamento Emittenti. Tra le principali novità, la lista del Consiglio di Amministrazione uscente potrà includere fino a 20 candidati (in precedenza 15) con deposito anticipato al 40° giorno prima dell’Assemblea, sarà introdotta la votazione individuale dei candidati della lista maggioritaria, e il numero dei seggi spettanti alle minoranze sarà compreso tra 3 e 6, secondo criteri proporzionali. Inoltre, è previsto che il Presidente del Comitato Controllo Interno e Rischi sia nominato tra gli amministratori indipendenti non espressi dalla lista del Consiglio se questa ottiene il maggior numero di voti.

"Desideriamo ringraziare ancora una volta i nostri azionisti per la fiducia che ci hanno dimostrato approvando a larga maggioranza le modifiche statutarie", ha dichiarato Massimo Tononi, Presidente di Banco BPM, mentre Giuseppe Castagna, Amministratore Delegato, ha aggiunto: "Con l’esito dell’assemblea sono stati definiti i criteri per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione, un presupposto essenziale in vista della prossima assemblea di aprile".

Le modifiche statutarie, approvate a seguito delle autorizzazioni delle Autorità di Vigilanza del 17 febbraio 2026, consentono alla Banca di allinearsi al nuovo quadro normativo sulla governance, garantendo maggiore trasparenza e strumenti aggiornati per la nomina e il funzionamento del Consiglio di Amministrazione. La documentazione completa è disponibile sul sito di Banco BPM e sui portali autorizzati di Borsa Italiana S.p.A. e eMarketStorage.

Banco BPM: riforma dello statuto, Legge Capitali e ruolo di Crédit Agricole

Il percorso di riforma dello Statuto di Banco BPM ha preso avvio con una prima valutazione delle modifiche da parte del Consiglio di Amministrazione, che ha deciso di rinviare le decisioni definitive a inizio 2026 per approfondire le implicazioni normative e operative. Al centro del dibattito vi è stato l’allineamento dello statuto alla Legge Capitali, entrata in vigore a febbraio 2025, che riforma il meccanismo della lista del CdA uscente, ridefinisce i criteri di assegnazione dei seggi tra liste di maggioranza e minoranza e introduce la doppia votazione dei soci sui singoli consiglieri. In questo contesto, Crédit Agricole, primo socio con il 20,1% del capitale, ha valutato di incrementare la propria partecipazione fino al 29,9%, ottenendo un controllo di fatto senza raggiungere la maggioranza assoluta.

Banco BPM convoca l’assemblea straordinaria del 23 febbraio 2026 per modifiche statutarie e rinnovo del CdA secondo la Legge Capitali

Il gruppo francese potrebbe presentare una lista autonoma per il Consiglio di Amministrazione, con la possibilità di ottenere fino a tre seggi e un ruolo rilevante nel collegio sindacale, inclusa la presidenza. Attualmente, Crédit Agricole esprime già due consiglieri, Chiara Mio e Paolo Bordogna, entrati nel board nel 2023, mentre la Banca Centrale Europea segue da vicino l’evoluzione della governance per garantire l’indipendenza del board e la tutela delle minoranze. Parallelamente, il rinnovo del CdA è previsto per la primavera 2026, con il deposito delle liste 40 giorni prima dell’assemblea ordinaria di aprile, e l’Amministratore Delegato Giuseppe Castagna è candidato per un quarto mandato, con il confronto con i principali soci, tra cui Crédit Agricole, destinato a determinare i nuovi equilibri del board.

L’equilibrio interno di Banco BPM è stato quindi definito con l'assemblea di oggi, 23 febbraio 2026, convocata per approvare le modifiche statutarie e il rinnovo del Consiglio di Amministrazione secondo le disposizioni della Legge Capitali. Al centro del dibattito resta quindi Crédit Agricole. Nel 2023, con una quota dimezzata, il gruppo francese aveva ottenuto solo due consiglieri; ora le nuove condizioni, comprese le modifiche statutarie che assegnano fino a sei seggi su quindici alle liste di minoranza, potrebbero consentire un peso maggiore senza compromettere l’autonomia della governance, come previsto dalla Banca Centrale Europea, che ha autorizzato l’incremento della partecipazione fino al 29,9% ma ha imposto limiti al controllo assoluto.

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L’assemblea è stata anche per verificare le posizioni degli altri grandi soci istituzionali e dei fondi, tra cui il secondo azionista Davide Leone, con una quota attorno all’8%, e per confermare la rappresentanza di enti come Enpam, Cassa Forense, Inarcassa e le fondazioni Carpi, Alessandria, Manodori e Lucca. Una volta definito il nuovo CdA, l’istituto potrebbe tornare a valutare l’eventuale integrazione delle attività italiane di Crédit Agricole con quelle di Banco BPM, progetto finora accantonato per divergenze sulla governance, ma oggi reso possibile dal rafforzamento della quota francese e da un’attenuazione dei vincoli regolatori legati al golden power.

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