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Dollaro ai minimi dal 2022, euro a 1,1282 (+0,8%), sterlina a 1,3015, franco svizzero a 1,2202 ai massimi storici

A pesare sul biglietto verde sono le recenti decisioni della Casa Bianca in materia di dazi commerciali e l’incertezza crescente sull’andamento dell’economia americana

11 Aprile 2025

Dollaro ai minimi dal 2022, euro a 1,1282 (+0,8%), sterlina a 1,3015, franco svizzero a 1,2202 ai massimi storici

Il dollaro statunitense continua a perdere terreno, scivolando ai minimi dal 2022 rispetto alle principali valute globali. A pesare sul biglietto verde sono le recenti decisioni della Casa Bianca in materia di dazi commerciali e l’incertezza crescente sull’andamento dell’economia americana.

L’euro si rafforza, salendo dello 0,8% a quota 1,1282, e raggiunge i massimi da inizio 2022, dopo aver toccato anche 1,1376 nel corso della notte. In crescita anche la sterlina britannica, che si attesta a 1,3015 (+0,3%), e il franco svizzero, che guadagna lo 0,6% salendo a 1,2202, massimo storico nei confronti del dollaro.

I motivi del crollo

Sulla valuta americana pesano due fattori chiave: l’inasprimento della politica commerciale della Casa Bianca e le crescenti incertezze sull’andamento dell’economia statunitense.

Nei giorni scorsi, l’amministrazione USA ha annunciato un pacchetto di dazi fino al 145% su alcuni beni importati dalla Cina, colpendo settori chiave come l’automotive e la tecnologia. La risposta di Pechino è stata immediata, con l’imposizione di controdazi fino al 125%. L’effetto domino ha destabilizzato i mercati valutari, spingendo gli investitori a disimpegnarsi dal dollaro e rifugiarsi in valute considerate più stabili.

Export ed import 

Per le imprese italiane ed europee, un dollaro debole rappresenta un ostacolo alle esportazioni verso il mercato americano. Il cambio sfavorevole rende infatti i prodotti europei più costosi e meno competitivi. Sul fronte delle importazioni, un euro forte può rendere più accessibili beni e materie prime statunitensi. Tuttavia, l’instabilità valutaria può scoraggiare accordi a lungo termine, con effetti negativi sulla pianificazione aziendale.

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