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Gas, Eni: "Russia fornirà solo il 50% di quello richiesto". Siemens: "Manca la turbina, colpa delle sanzioni"

"Riteniamo che ci sia un uso politico del gas, come c'è un uso politico del grano". Stop anche in Francia

17 Giugno 2022

Gas russo, industrie contrarie allo stop: "Non è solo una questione di condizionatori"

Eni: "La Russia fornirà oggi solo il 50% del gas richiesto". E' il 114° giorno. Nella giornata di ieri, giovedì 16 giugno, il premier italiano Draghi, il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz hanno incontrato Zelensky nel palazzo presidenziale di Kiev. I leader si son detti favorevoli alla candidatura dell'Ucraina nell'Ue. Il presidente ucraino: "Apprezziamo la vostra solidarietà". Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha replicato: "Dialogo con l'Europa sparito dalle priorità". Gli Stati Uniti, intanto, hanno discusso con Kiev la possibilità di una "soluzione negoziale" con Mosca. L'Onu: finora uccisi quasi 4.500 civili. 

La Siemens Energy, il gruppo tedesco che ha effettuato la riparazione a Montreal, chiarisce di non poter riconsegnare la turbina "a causa delle sanzioni disposte dal Canada contro Mosca, per la guerra in Ucraina: i due governi ne sono informati e si lavora ad una soluzione sostenibile".

L'operatore del sistema di trasporto del gas francese GRTgaz ha annunciato venerdì che dal 15 giugno non riceve più il gas russo via gasdotto, con "l'interruzione del flusso fisico tra Francia e Germania". Negli ultimi giorni, il gigante russo Gazprom ha ridotto notevolmente le sue forniture ai Paesi europei, in particolare alla Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1, che avrebbe potuto causare l'interruzione delle forniture alla Francia. Tuttavia, l'operatore francese ha rassicurato che le scorte francesi sono piene al 56%, rispetto al 50% abituale nello stesso periodo.

Gazprom, Eni: "Solo 50% del gas richiesto"

A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 milioni di metri cubi, la russa Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri). Lo comunica l'Eni sul sito del gruppo.

"I motivi per i tagli di forniture che colpiscono un po' tutta l'Europa ci viene detto sono tecnici, una delle spiegazioni è che la manutenzione è difficile a causa delle sanzioni. Da parte della Germania e nostra e di altri riteniamo che queste siano bugie, che in realtà ci sia un uso politico del gas, come c'è un uso politico del grano", aveva detto ieri il premier Mario Draghi, parlando a Kiev dopo l'annuncio della riduzione della fornitura all'Italia da parte di Gazprom.

"Da ieri (mercoledì, ndr.) Gazprom ha annunciato una restrizione dei flussi di gas. Questa restrizione è stata calcolata sulle capacità totali e ieri è stata circa del 10%. Sta di fatto che stiamo ricevendo meno gas e questo impatta non tanto sulle nostre attività giornaliere quanto sugli stoccaggi", spiegava inoltre il ministro Cingolani. Le motivazioni alla base della riduzione dei flussi, sottolineava, "possono essere tecniche ma anche di pressione politica. Ora noi stiamo monitorando costantemente con gli operatori i flussi e se dovesse trattarsi di una cosa contingente, di uno o due giorni, allora l'emergenza rientra. Se invece dovesse rientrare in una dimensione stabile, per metà della settimana prossima, abbiamo tutti i nostri operatori pronti ad intervenire".

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