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TIM, Fastweb +Vodafone, siglato accordo su gestione torri; intesa non vincolante per 6.000 nuovi siti e reti 5G in Italia

L'iniziativa punta ad accelerare il roll-out della nuova tecnologia mobile e ottimizzare i costi operativi, garantendo l'accesso alle reti per ulteriori aziende

19 Marzo 2026

Accordo TIM, Fastweb e Vodafone sulle torri; intesa non vincolante per 6.000 nuovi siti e accelerazione della rete 5G in Italia

TIM, Fastweb e Vodafone accordo

TIM e Fastweb + Vodafone hanno firmato un accordo non vincolante per la costruzione e gestione di nuove torri (infrastrutture passive) per la telefonia mobile in Italia, con la prospettiva di realizzare fino a 6.000 nuovi siti. L’iniziativa congiunta è finalizzata anche ad accelerare il roll-out nazionale del 5G.

Il progetto consentirà a TIM e Fastweb + Vodafone di migliorare l’efficienza operativa e di allineare i costi alla media europea, mantenendo al tempo stesso standard di qualità elevati delle infrastrutture e la flessibilità tecnologica necessaria per lo sviluppo di reti di nuova generazione.

L’iniziativa sarà inizialmente realizzata attraverso una joint-venture partecipata pariteticamente da TIM e Fastweb + Vodafone, con l’obiettivo di valutare in una fase successiva l’ingresso di investitori terzi nella compagine societaria al fine di ottimizzarne la struttura finanziaria. L’infrastruttura sarà inoltre resa disponibile anche ad operatori terzi di telecomunicazioni sulla base di un modello di accesso aperto.

Le attività di costruzione saranno avviate secondo un piano di sviluppo articolato su più anni. TIM e Fastweb + Vodafone opereranno come anchor tenant della nuova infrastruttura, sottoscrivendo accordi di lungo periodo per l’utilizzo delle torri a condizioni di mercato. Le parti valuteranno inoltre la possibilità di fornire ulteriori servizi.

L’iniziativa contribuisce a rafforzare la sostenibilità del settore delle telecomunicazioni in Italia e consentirà di destinare maggiori risorse allo sviluppo di reti di nuova generazione. Il progetto è subordinato alle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

L'operazione si inserisce in un quadro di profonda trasformazione del mercato delle telecomunicazioni, dove la condivisione delle infrastrutture (il cosiddetto tower sharing) è diventata una necessità strategica. Razionalizzare la presenza dei tralicci sul territorio non risponde solo a logiche di risparmio economico, ma anche a obiettivi di riduzione dell'impatto ambientale e visivo, limitando la proliferazione di nuove strutture pesanti in aree già sature.

La gestione coordinata dei nuovi 6.000 siti permetterà una copertura più capillare delle zone cosiddette a "fallimento di mercato" o a bassa densità abitativa, dove i costi di installazione per un singolo operatore risulterebbero proibitivi. Questo approccio sistemico è considerato vitale per colmare il digital divide residuo e garantire a imprese e cittadini l'accesso alle altissime velocità di connessione promesse dalla tecnologia 5G, abilitando servizi avanzati come l'Internet of Things e la telemedicina.

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