19 Marzo 2026
Dario Scannapieco, amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti è stato intervistato da Il Giornale d'Italia in occasione del quarto incontro annuale con la Conferenza delle Regioni e l'ANFIR. L'obiettivo dell'incontro è stato quello di individuare nuove forme di partnership per realizzare investimenti strategici per i territori e dare slancio al tessuto imprenditoriale locale.
Quali sono le priorità e le iniziative principali di Cdp per lo sviluppo delle Regioni?
Oggi le Regioni affrontano tre sfide di primaria importanza. La prima riguarda il sostegno alle infrastrutture e agli investimenti, nella consapevolezza che esiste una vita oltre il PNRR: sarà infatti necessario completare le opere già avviate e continuare a investire con lungimiranza. La seconda sfida risiede nel supporto al tessuto produttivo, in un contesto caratterizzato da mercati che si chiudono e altri che si aprono. In questo scenario, Cassa intende operare al fianco delle Regioni per sostenere le imprese, favorendone la crescita dimensionale di cui il sistema ha bisogno. Il terzo ambito, in cui Cassa sta investendo molto, riguarda la collaborazione stretta e costante con le Regioni nell'attività di consulenza. Poiché le risorse saranno inevitabilmente minori, diventa fondamentale saper scegliere accuratamente quali investimenti effettuare, definendo priorità chiare in fase di pianificazione e seguendone con attenzione l'implementazione. Per questo motivo, Cassa offre servizi di advisor e consulenza che coprono l'intero ciclo di vita dei progetti, dalla fase iniziale di ideazione fino alla realizzazione concreta. Seguire le Regioni su questi tre fronti significa adottare un approccio integrato, contribuendo in modo determinante alla loro crescita nel periodo post-PNRR.
Nel post PNRR come vede evolversi il rapporto, la CDP, le Regioni e anche le finanze regionali?
Nel periodo post-PNRR ci attende un lavoro significativo: se da un lato le sfide sono numerose, dall'altro disponiamo di risorse preziose che possono essere considerate veri e propri tesori. Il Rapporto Letta evidenzia infatti come esistano 33 trilioni di euro di risparmi degli europei, di cui il 35% giace inutilizzato su conti correnti con remunerazioni molto basse. Ciò significa che, per sostenere la crescita, è indispensabile combinare strategicamente le risorse pubbliche con quelle delle istituzioni finanziarie, come Cassa Depositi e Prestiti, insieme ai capitali bancari e privati. Per raggiungere questo obiettivo, è possibile implementare schemi finanziari in cui la parte pubblica assuma una quota maggiore di rischio, incentivando così il coinvolgimento dei privati. Si tratta di modelli già sperimentati con successo in alcuni casi e che, se applicati su larga scala, permetteranno alla combinazione di diverse fonti finanziarie di garantire la realizzazione degli investimenti necessari. Tutto questo processo dovrà necessariamente svilupparsi in un contesto capace di offrire stabilità normativa e regolatoria, elementi fondamentali per dare certezze al mercato e agli investitori.
Oggi non siamo qui a parlare di Ilva. È un dossier che seguiamo e abbiamo già finanziato ILVA in passato, ma CDP ha dei vincoli su cosa può investire. Ricordiamoci che Cassa gestisce risparmi di 27 milioni di italiani. Quindi è un dossier che seguiamo ma al momento non c'è nulla.
Cassa avrà un ruolo nel piano casa. Si parla di un fondo con gli Emirati?
Quello dell'abitare è un tema su cui stiamo lavorando intensamente, anche perché oggi l'emergenza abitativa ha assunto una rilevanza europea, testimoniata dalla nomina, per la prima volta nella Commissione Europea, di un Commissario dedicato all'Housing. In questo contesto manteniamo un dialogo costante con le altre banche promozionali del continente: abbiamo infatti ricevuto missioni da parte della BGK polacca, oltre che da esponenti sloveni e croati, venuti a studiare il modello con cui Cassa opera nell'ambito del sociale.
Cassa agisce storicamente come il principale player italiano nel settore, operando spesso in sinergia con le fondazioni bancarie attraverso un modello di "fondo di fondi" volto ad attrarre risorse private. La nostra strategia attuale è fortemente concentrata su quelle che definiamo le quattro S: il Social Housing per le fasce più deboli, lo Student Housing per sostenere il diritto allo studio, il Senior Housing per rispondere alle esigenze di un Paese che invecchia e il cui modello abitativo sta cambiando, e infine lo Staff Housing. Quest'ultimo riguarda le abitazioni per i dipendenti delle aziende, con un'attenzione particolare ai giovani e alle giovani coppie che entrano nel mondo del lavoro con stipendi d'ingresso che, molto spesso, vengono assorbiti quasi interamente dai costi degli affitti.
Quali saranno le tempistiche più o meno?
Noi già siamo operativi, diciamo da questo punto di vista i nuovi fondi si lanceranno molto a breve.
Assolutamente sì, serve la volontà.
Vi state parlando?
Stiamo aspettando.
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