Mercoledì, 18 Marzo 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

De Andreis (SRM): "Porti, armatori e cantieristica puntidi forza della capacità dell'Italia di resistere agli shock attuali"

Il GdI ha intervistato Massimo De Andeis Direttore SRM/Centro studi e ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo a margine del Feuromed, il Festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli.

18 Marzo 2026

Il Giornale d'Italia ha intervistato Massimo De Andeis Direttore SRM/Centro studi e ricerche del Gruppo Intesa Sanpaolo a margine del Feuromed, il Festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli.

Hormuz

"Hormuz è sicuramente un passaggio strategico importantissimo per oil and gas, questo è noto, però sono più indirizzate le esportazioni che passano da Hormuz verso l'Asia, rispetto all'importanza che ha verso l'Europa seppur - ripeto - rilevante e per l'Italia in particolare per il gas, perché noi importiamo molto gas dal Qatar e naturalmente per arrivare in Italia dovrebbe passare dallo stretto di Hormuz. Quindi gli impatti sono significativi".

Mix energetico

"Bisogna però anche ricordare che l'Italia in questi anni, in particolare dalla guerra russa verso l'Ucraina, ha cambiato un po' il suo mix energetico: è riuscita a diversificare. 

Abbiamo aperto questo canale molto importante dall'Algeria, che è fuori dal teatro di guerra; abbiamo fatto degli investimenti importanti sui rigassificatori, questo significa la possibilità di approvvigionarsi anche da mercati differenti, perché il gas dal Qatar arriva via nave e naturalmente questo significa quindi la possibilità di avere differenti fornitori in questo momento in cui il Hormuz è bloccato".

Questione prezzi

"Credo che il problema principale sia dal lato dei prezzi, perché ovviamente - lo vediamo - ci sono tensioni internazionali forse anche un po' di speculazione, però non credo che il problema reale energetico sia dal punto di vista degli approvvigionamenti che invece ritengo siano relativamente sicuri per il nostro Paese, anche perché abbiamo comunque un livello di scorte ancora abbastanza importante".

L'importanza strategica dell'economia marittima

"In ogni caso, quello che sta accadendo a Hormuz dimostra l'importanza strategica dell'economia marittima, perché appunto è uno stretto di mare che però condiziona, abbiamo parlato prevalentemente di energia, ma non solo l'energia, anche i traffici commerciali, i containers. È un passaggio, uno di quelli che vengono considerati strategici, cioè stretti come lo è anche Suez, da dove passa gran parte del commercio mondiale dei containers, delle materie prime e dell'energia".

La resilienza dell'Italia

"E' anche importante ricordare che uno dei motivi per i quali, comunque, l'Italia ha una resilienza e quindi una capacità di resistenza e di forza anche agli shock complessivi è che ha una portualità importante, diversificata, multi pourpose, che è cresciuta costantemente in questi anni. E ha inoltre altre due caratteristiche che non tanti altri Paesi hanno: armatori di grande importanza con una capacità e una flotta rilevante. Ricordiamo per esempio che l'Italia è il Paese che ha la flotta di RoRo più grande dell'Unione Europea, è anche la prima all'interno del Mediterraneo.

Quindi porti, armatori e terzo elemento abbiamo un'industria cantieristica importante, sia per le grandi navi che per le navi da diporto.

Quindi la filiera mare nel suo insieme per un Paese che ha queste differenti forza e capacità credo che ci metta nelle condizioni di resistere agli shock. Ovviamente sperando che la guerra passi il prima possibile perché gli impatti saranno proporzionati alla durata".

Seguici su

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti