18 Marzo 2026
Il GdI ha intervistato Valerio Mele, direttore tecnico Società Stretto di Messina, a margine dall'edizione 2026 di Feuromed, il Festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli.
"La tempistica è stata ridefinita adesso con l'emanazione da parte del Governo del decreto legge 32, dopo che la Corte dei conti ha ricusato la delibera del CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) che aveva approvato il progetto lo scorso mese di agosto.
Stretto di Messina è da subito al lavoro, insieme al Ministero Infrastrutture e alle altre istituzioni, per ridefinire quegli atti necessari per arrivare il prima possibile, auspicabilmente entro il mese di maggio/giugno, a una nuova delibera CIPESS di approvazione del progetto che possa avere una piena e completa registrazione senza alcuna riserva da parte della Corte dei conti.
Stiamo lavorando sul dialogo con la Commissione europea per avere conferma del rispetto della normativa comunitaria sia in termini di appalti, sia in termini di habitat. Stiamo lavorando con l'ART (Autorità regolazione trasporti) e con il Consiglio superiore dei lavori pubblici per acquisire i relativi pareri. L'obiettivo è quello di andare al CIPESS entro il mese di giugno".
"Sui costi non cambia nulla. Nel senso che il Governo ha confermato nell'ultimo decreto l'integrale copertura del finanziamento per 13 miliardi e mezzo. C'è stata naturalmente una riprogrammazione nel tempo. Alcune somme inizialmente previste per il 2026 sono state spostate in coda al progetto. L'ultimo anno in cui è prevista cassa per il finanziamento è il 2034. Naturalmente il 2034 è un anno un po' di chiusura contabile, il completamento dei lavori è previsto l'anno precedente".
"È un'opera che purtroppo, come spesso accade per le opere pubbliche, è divisiva perché c'è troppa ideologia nella narrazione attorno a quest'opera. In realtà noi sappiamo che questa è un'opera del territorio per il territorio, che porterà enormi benefici soprattutto alle comunità direttamente interessate. Quindi saranno benefici di carattere sociale, benefici di carattere economico, non soltanto durante la fase di costruzione durante la quale sarà ci sarà un incremento di PIL addirittura di 23 miliardi secondo studi indipendenti.Ci sarà un livello occupazionale con 120.000 unità lavorative annue, fra diretto e indiretto e indotto durante l'esecuzione dei lavori, ma soprattutto porterà benefici in termini di competitività delle imprese. Oggi sappiamo che la Calabria e la Sicilia risentono del gap infrastrutturale anche a causa della mancanza di un collegamento stabile.
La realizzazione del ponte non soltanto permetterà all'Alta velocità di svilupparsi anche in Sicilia, ma di fatto sarà un volano per lo sviluppo infrastrutturale anche per la rete di alta velocità Salerno-Reggio Calabria".
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