18 Marzo 2026
Il Giornale d'Italia a margine dall'edizione 2026 di Feuromed, il festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli, ha intervistato Giampiero Massolo, presidente Mundys, già Atlantia SpA, holding leader mondiale nella gestione di infrastrutture autostradali (circa 9.000+ km), aeroportuali (Roma Fiumicino/Ciampino, Nizza) e nei servizi di mobilità integrata e digitale (Telepass, Yunex Traffic).
Massolo, tra i massimi esperti europei di sicurezza, è stato, tra l'altro, presidente
Lei ha definito lo scenario geopolitico internazionale molto complesso sotto l'aspetto economico, guardando all'Europa quanto è difficile la soluzione?
"La complessità deriva essenzialmente dal fatto che ci troviamo in una condizione in cui è come se il mondo si restringe e a provocare questa situazione, soprattutto con il blocco dello stretto di Hormuz, ma non solo, è soprattutto una pressione inflazionistica molto rilevante sia sul costo dei prodotti energetici, sia sul costo dei fertilizzanti e i fertilizzanti hanno una ripercussione diretta sui costi dei prodotti alimentari.
Se la guerra non finisce rapidamente, se Hormuz non si sblocca, la pressione dei costi e la pressione inflazionistica e anche una idea che la scarsità di risorse energetiche possa influire sulla crescita negativamente sono fenomeni da considerare".
"Bisogna vedere cosa si intende per vincere la guerra. Nel senso che, se per vincere la guerra Trump può voler dire che ha annichilito la capacità balistica iraniana, che ha eliminato la capacità nucleare, che ha provocato in fondo un cambio di regime eliminandone i vertici anche se consegnando il potere nelle mani dei pasdaran, questa può essere effettivamente una via d'uscita.
Certo, adesso è molto più complicato di prima e per questo dico che potrebbe non finire a breve, perché gli iraniani stanno adottando misure che bloccano lo stretto di Hormuz ed è molto difficile per gli americani sbloccare lo stretto di Hormuz.
Quindi diciamo che la leva sta sfuggendo dalle mani degli americani per andare più verso le mani iraniane".
"Non c'è il rischio di essere coinvolti nel conflitto se non si vuole, come non si vuole. I governi europei non vogliono essere coinvolti dal conflitto.
Certo, i costi crescenti e la grande pressione americana inducono i governi europei a ragionare anche cosa si possa concretamente fare per uscire dalla situazione e si esce dalla situazione sbloccando lo stretto di Hormuz.
Il tema è che non dipende più solo da Trump nel senso che adesso si trova con uno stretto bloccato che non riesce a sbloccare".
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