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Cottarelli (Cattolica): "Per Italia rischio recessione minimo se guerra Iran dura qualche settimana"

Il Giornale d'Italia ha intervistato Carlo Cottarelli, economista e Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a margine del Feuromed, il Festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli

19 Marzo 2026

Il Giornale d'Italia ha intervistato Carlo Cottarelli, economista e Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a margine del Feuromed, il Festival euromediterraneo dell'economia in corso a Napoli.

Poco lontano da casa c'è una guerra, qual è la percezione?

"Spero che non duri molto. Anche perché dal punto di vista politico è molto difficile per Trump andare avanti con una guerra che dura più di qualche settimana. Il prezzo della benzina in America è aumentato quasi del 30%.

Per noi un aumento a questo livello dei prezzi se dura qualche settimana non ha un grande impatto sull'economia. Se dura di più, ovviamente, ci sono rischi di andare in recessione anche abbastanza seri"

Riguardo alla sterilizzazione delle accise varata stanotte dal Governo?

"Il taglio è stato deciso ieri sera, quindi dovrebbe vedersi l'effetto da oggi con un taglio delle accise. Non ho capito se sono nuove le accise 0,25€ e quindi con l'IVA un po' di più 0,25€ tutto compreso, comunque ci sarà una riduzione per 20 giorni. 20 giorni e poi 4 giorni prima del referendum, viene qualche dubbio".

Rischio recessione

"Se i prezzi rimanessero a livello attuale si potrebbe andare in una piccola recessione, - 0,5 nel corso di questo di questo anno. Allora se i prezzi rimangono di questo livello per tutto il resto dell'anno è chiaro che l'impatto c'è. Il PIL quest'anno decrescerebbe rispetto a quello dell'anno prima, però non  per un importo enorme. Cioè non è il Covid in cui il PIL italiano è sceso del 9% in un anno.

Se invece lo stretto di Hormuz rimane bloccato più a lungo e si arriva a prezzi del petrolio dell'ordine di 150 o 200$ a barile, come alcuni dicono, allora si va in una recessione più pesante".

La situazione ad Hormuz non è più una scusa per la speculazione?

"Speculazione cosa vuol dire? Vuol dire qualcuno compra sperando che il prezzo continua a aumentare, però anche vuol dire che compri perché hai paura di restare senza. La speculazione, se tu vai al supermercato per comprare un chilo di zucchero e hai paura che la volta dopo non lo trovi, compri 5kg di zucchero. Questa non è speculazione, sono acquisti precauzionali. Poi ci sarà la speculazione vera e propria, però il fatto è che per Hormuz passava un quinto del petrolio a livello mondiale".

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