19 Marzo 2026
Luigi Lovaglio, Ceo Monte dei Paschi di Siena
L'amministratore delegato della Banca Monte Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, durante il suo intervento alla conference di Morgan Stanley, ha ribadito agli investitori istituzionali "la solidità del piano industriale", sottolineando come “i numeri siano sostenuti da un forte e dettagliato piano di azione” e confermando la fiducia nel raggiungimento degli obiettivi. “Il piano funziona, i numeri sono forti e l’istituzione è nella miglior forma di sempre”, ha affermato il CEO.
Durante l’intervento, Lovaglio ha fatto un breve accenno alla governance, confermando indirettamente le anticipazioni de Il Giornale d’Italia sull’eventuale presentazione di una lista alternativa al CdA. Pur senza entrare nei dettagli, il CEO ha sottolineato che "il piano industriale rimane pienamente operativo" e che eventuali sviluppi relativi alla governance non ne modificheranno la solidità e gli obiettivi strategici. Il termine ultimo per la presentazione delle liste è sabato, in vista dell’assemblea degli azionisti prevista a Siena il 15 aprile.
Il Comitato nomine di Banca Monte dei Paschi di Siena ha deciso di escludere Luigi Lovaglio dalla lista ufficiale per il rinnovo del consiglio d’amministrazione previsto ad aprile, aprendo scenari complessi sui ruoli di CEO e Presidente. Fabrizio Palermo punta alla carica di AD, con un possibile bis di Maione alla presidenza, mentre Corrado Passera ambisce a posizioni di vertice, rifiutando un semplice ruolo di consigliere. Lo statuto consente ai soci con almeno l’1% del capitale, tra cui BlackRock, MEF e Banco BPM, di presentare liste alternative e proporre Lovaglio come CEO, confermando l’interesse del Tesoro per il suo rinnovo in virtù dei risultati ottenuti e della rilevanza strategica di Mediobanca. Le divergenze tra Lovaglio e l’azionista Caltagirone, contrario a un’integrazione rapida con Piazzetta Cuccia, hanno contribuito a creare incertezza, riflessa anche nei mercati: alla notizia, i titoli di MPS e Mediobanca hanno subito pesanti ribassi, evidenziando la preoccupazione degli investitori per la continuità gestionale.
Al centro della strategia di sviluppo si colloca il progetto di integrazione con Mediobanca, che rappresenta un tassello chiave nella costruzione di un gruppo bancario più competitivo e diversificato. Lovaglio ha chiarito che il primo obiettivo sarà “stabilizzare” il franchise di Piazzetta Cuccia, ma ha precisato che “l’idea del progetto non è la stabilizzazione ma la crescita”. Le sinergie attese, pari ad almeno 700 milioni di euro, potrebbero inoltre risultare superiori alle stime iniziali, rafforzando ulteriormente la creazione di valore nel medio periodo.
Un altro elemento centrale riguarda la gestione del capitale. La banca dispone infatti di un surplus significativo, che apre a diverse opzioni strategiche. “Monitoriamo tutte le opportunità sul mercato per la creazione di valore”, ha spiegato Lovaglio, indicando tuttavia un orizzonte temporale definito: “I prossimi 12 mesi sono molto importanti per noi”. In assenza di operazioni di M&A, l’istituto potrebbe optare per una maggiore remunerazione degli azionisti, in linea con un piano che prevede fino a 16 miliardi di euro di distribuzioni complessive.
Sul fronte della governance, attualmente oggetto di attenzione da parte del mercato, il management mantiene una posizione prudente. “C’è un processo in corso che non posso commentare”, ha dichiarato Lovaglio, ribadendo però che il piano industriale “è completamente operativo” e “molto difficile da cambiare”. Pur riconoscendo possibili aggiustamenti nel tempo, anche alla luce delle trasformazioni tecnologiche, il CEO ha sottolineato come la capacità di generare profitti e la solidità strategica rappresentino elementi ormai consolidati.
L’implementazione del piano è destinata ad accelerare con il completamento della struttura manageriale nelle diverse aree di business. Secondo Lovaglio, “una volta che avremo i team manageriali al loro posto, accelereremo il processo”, con una revisione prospettica già nei prossimi trimestri. In questo contesto, tecnologie emergenti come intelligenza artificiale e robotica avranno un impatto rilevante: “cambieranno completamente il modo di fare business”, imponendo una capacità di adattamento rapido e continuo.
Particolare attenzione è rivolta al segmento del private banking, considerato strategico nell’ambito dell’integrazione con Mediobanca. Lovaglio ha evidenziato come la rete sia “chiave per questo progetto” e ha respinto i timori legati all’uscita di alcuni banker, definendo tali dinamiche fisiologiche. L’obiettivo dichiarato è costruire una piattaforma altamente attrattiva, con “un sistema di remunerazione gratificante” e un posizionamento tra “i migliori posti in cui lavorare”, puntando a una crescita significativa della base professionale.
In uno scenario globale caratterizzato da tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica, Mps punta sulla propria solidità per affrontare le sfide future. “Non avremo scuse e dovremo realizzare per i nostri stakeholder quello che abbiamo promesso”, ha affermato Lovaglio, sottolineando come la banca parta “da una delle posizioni di capitale più forti in Europa”.
"Un modello di business diversificato, un elevato livello di liquidità e flussi di ricavi multipli" rappresentano, secondo il management, i pilastri per garantire "resilienza e continuità di performance".
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2026 - Il Giornale d'Italia