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BPER: approvati risultati primo semestre 2021, proventi operativi netti pari a 1.590 mln

Montani: “Abbiamo concluso un importante progetto che ci ha consentito di compiere un salto grazie all’ingresso delle 620 filiali del ramo acquistato da Intesa Sanpaolo”

04 Agosto 2021

BPER: approvati risultati primo semestre 2021, proventi operativi netti pari a 1.590 mln

Il Consiglio di Amministrazione di BPER Banca ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 giugno 2021 che includono il contributo economico apportato dal ramo acquisito da Intesa Sanpaolo costituito da 620 filiali.

BPER: approvati risultati primo semestre 2021, proventi operativi netti pari a 1.590 mln

L’Amministratore Delegato Piero Luigi Montani commenta: “Il primo semestre ha visto la conclusione dell’importante progetto strategico che ha consentito al Gruppo BPER Banca di compiere un significativo salto dimensionale grazie all’ingresso delle 620 filiali del ramo acquistato da Intesa Sanpaolo, il cui processo di integrazione si è completato con successo. Abbiamo posto grande attenzione alle esigenze della clientela e alle specificità dei territori, come dimostrato dalla fiducia che i nuovi clienti hanno continuato a riservarci dopo essere entrati a far parte del nostro Gruppo. Grazie anche al contributo del ramo acquisito, i risultati si sono chiusi molto positivamente esprimendo una redditività ordinaria in crescita, trascinata soprattutto dall’aumento dei ricavi commissionali, supportati dal recupero dell’attività bancaria transazionale con la clientela e dai collocamenti di prodotti del comparto del risparmio gestito e bancassurance. La buona performance operativa si combina, inoltre, con una qualità del credito in ulteriore miglioramento grazie al calo del NPE ratio lordo al 5,7% e netto al 2,8%. Confidiamo che l’approccio prudenziale adottato nella politica degli accantonamenti ci consentirà in prospettiva di beneficiare di un minore costo del credito. Sul fronte del capitale, i risultati hanno confermato la solidità raggiunta dalla Banca con un CET1 ratio Fully Phased che si è attestato al 13,5% ben oltre il requisito minimo SREP. Questa operazione ha portato ad un significativo rafforzamento del posizionamento competitivo del Gruppo e consente ora di focalizzarci sullo sviluppo dell’attività commerciale, per rispondere alle crescenti esigenze della clientela, e sulle azioni di efficientamento dei processi operativi e di razionalizzazione della struttura dei costi. Obiettivi che saranno alla base del nostro piano industriale 2022-2024, che traccerà la strategia per una nuova fase di crescita del Gruppo, contribuendo al contempo ad accompagnare la ripresa economica nel Paese”.

Il margine di interesse si attesta a € 728,3 milioni, beneficiando del crescente contributo dell’attività commerciale di intermediazione con la clientela che nel semestre è pari a € 632,2 milioni. Tra le altre componenti principali del semestre si rilevano, inoltre, € 55,6 milioni relativi al contributo del portafoglio titoli ed € 56,7 milioni relativi al contributo dei fondi TLTRO-III al netto degli interessi pagati sulle somme depositate presso BCE.

Le commissioni nette raggiungono € 734,0 milioni, supportate da un lato dal buon andamento del comparto della raccolta indiretta e bancassurance, il cui contributo ammonta a € 326,6 milioni e dall’altro dalla ripresa in atto dell’attività bancaria tradizionale il cui apporto si attesta a € 407,4 milioni.

La voce dividendi risulta pari a € 13,9 milioni.

Il risultato netto della finanza si attesta a € 119,7 milioni beneficiando degli utili derivanti dalle cessioni di attività finanziarie e della buona performance realizzata dai mercati.

I proventi operativi netti risultano pari a € 1.598,4 milioni.

Gli oneri operativi ammontano a € 1.111,5 milioni e includono € 97,8 milioni di oneri non ricorrenti (di cui € 79,3 milioni registrati nel primo trimestre e € 18,5 milioni nel secondo trimestre), principalmente riferibili al processo di integrazione del ramo acquisito. In dettaglio, le spese per il personale risultano pari a € 657,2 milioni di cui € 18,4 milioni di costi straordinari (€ 7,8 milioni registrati nel primo trimestre e € 10,6 milioni nel secondo trimestre), legati prevalentemente all’attività di allineamento delle nuove risorse e al rafforzamento dei presidi per l’assistenza commerciale alla nuova clientela del ramo acquisito. Le altre spese amministrative ammontano a € 347,3 milioni, di cui € 70,5 milioni di oneri non ricorrenti (€ 62,6 milioni registrati nel primo trimestre e € 7,9 milioni nel secondo trimestre), connessi all’attività di consulenza, migrazione IT e rebranding delle filiali integrate. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a € 107,0 milioni e includono € 8,9 milioni di svalutazioni di asset dovuti anche al cambio del criterio valutativo degli immobili dal costo al fair value (maggiori ammortamenti).

Il risultato della gestione operativa è pari a € 487,0 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti il dato si attesta a € 576,5 milioni.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 576,4 milioni e includono € 310 milioni di rettifiche addizionali conseguenti anche all’aggiornamento delle policy valutative di Gruppo, che hanno portato ad un rafforzamento delle coperture su crediti. Il costo del credito annualizzato del semestre risulta quindi pari a 151 p.b. (70 p.b. escludendo le rettifiche su crediti addizionali).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ammontano a € 50,5 milioni di cui € 30,5 milioni di carattere straordinario, di cui la maggior parte riferibili all’adeguamento della quota di “profit sharing” da corrispondere al Fondo di Risoluzione in esecuzione degli accordi connessi all’acquisizione di Nuova Carife S.p.A.

I contributi ai fondi sistemici si riferiscono al pagamento per l’anno 2021 al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) di € 46,2 milioni (sulla base del perimetro del Gruppo al 31 dicembre 2019) di cui € 34,9 milioni come contributo ordinario e € 11,3 milioni come contributo addizionale richiesto dal SRF. Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

Avviamento negativo (c.d. Badwill) pari a € 1.149,9 milioni di cui:

· € 833,7 milioni relativi al badwill emerso dal processo di Purchase Price Allocation (PPA) provvisoria richiesta dall’IFRS 3 “Aggregazioni aziendali”[i] rispetto all’acquisizione del ramo d’azienda (di cui € 781,5 milioni relativo alle filiali della ex-UBI Banca e UBISS e € 52,2 milioni relativi alle filiali di Intesa Sanpaolo). Il differenziale tra patrimonio netto di pertinenza del ramo acquisito e prezzo di acquisto ha generato un badwill (bargain purchase) iniziale pari a € 966,9 milioni. Il processo di PPA tra le attività e passività oggetto di acquisizione valutate al fair value ha comportato l’allocazione di € 133,2 milioni.  Tra i principali effetti, si evidenzia un fair value inferiore al valore contabile acquisito dei crediti non-performing per € 337,5 milioni ed un fair value superiore al valore contabile acquisito  dei crediti performing per € 234,1 milioni.

· € 316,2 milioni relativi al recupero della fiscalità sullo stesso badwill come da previsioni contrattuali con Intesa Sanpaolo.

L’utile (perdite) da investimenti è negativo per € 253,3 milioni e include principalmente € 230,4 milioni relativi a rettifiche degli avviamenti e € 27,3 milioni in larga parte attribuibili a svalutazioni dovute al citato passaggio del criterio di valutazione degli immobili, dal costo al fair value.

L’utile della gestione corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 710,6 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti il dato è pari a circa € 259,7 milioni.

Le imposte sul reddito ammontano a € 191,7 milioni ed includono il carico fiscale del badwill[ii] per € 316,2 milioni.

L’utile di periodo si attesta pertanto a € 518,8 milioni e comprende un utile netto di pertinenza di terzi pari a € 17,0 milioni.

L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo è pertanto pari a € 501,8 milioni.

Stato patrimoniale consolidato: dati principali

I volumi di raccolta e crediti verso la clientela risultano in significativo aumento in seguito all’integrazione del ramo acquisito supportati inoltre da una positiva performance commerciale. In particolare:

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) cresce a € 98,5 miliardi (+56,0%). All’interno dell’aggregato la componente principale (96,0%) è rappresentata dalla raccolta da clientela ordinaria che ammonta a € 94,6 miliardi (+59,0%), costituita principalmente da conti correnti e depositi per € 90,1 miliardi (+63,5%). La raccolta istituzionale (4,0% del totale della raccolta di Gruppo), costituita interamente da obbligazioni, è pari a € 3,9 miliardi (+7,2%), in aumento rispetto ai € 3,6 miliardi di fine 2020 in seguito all’emissione inaugurale di un social bond per € 500 milioni finalizzata nel primo trimestre dell’anno, parzialmente compensata dalle scadenze obbligazionarie del secondo trimestre dell’anno.

La raccolta indiretta da clientela è pari a € 165,1 miliardi, anch’essa in forte crescita (+35,2%). All’interno dell’aggregato, la raccolta gestita aumenta a € 63,2 miliardi (+47,9%), di cui € 18,2 miliardi (+6,5%) relativi a Arca Holding al netto della quota di fondi collocata dalla rete del Gruppo BPER; il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita è pari a € 18,9 miliardi (+158,8%); la raccolta amministrata si attesta a € 83,0 miliardi (+15,2%).

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 79,1 miliardi in aumento del 42,7%. All’interno dell’aggregato, i crediti “performing” lordi sono pari a € 74,6 miliardi (+46,1%), mentre quelli deteriorati lordi ammontano a € 4,5 miliardi (+2,9%) con un’incidenza del 5,7% sui crediti lordi complessivi, in significativo calo rispetto al 7,8% di fine 2020 e in ulteriore diminuzione rispetto al dato di fine marzo 2021pari al 6,1%, beneficiando sia del contributo del ramo acquisito che delle cessioni di crediti deteriorati finalizzate nel semestre.

Con riferimento alla composizione dei crediti lordi, le sofferenze sono pari a € 2,3 miliardi (-1,2% rispetto al trimestre precedente); le inadempienze probabili si attestano a € 2,0 miliardi (-12,5% rispetto al trimestre precedente); i crediti scaduti ammontano a € 134,8 milioni (+4,0% rispetto al trimestre precedente).

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 76,3 miliardi in aumento del 43,9%. All’interno dell’aggregato, i crediti “performing” netti sono pari a € 74,1 miliardi (+45,7%), mentre quelli deteriorati netti ammontano a € 2,2 miliardi (+1,1%), con un’incidenza pari al 2,8% sui crediti netti complessivi  in diminuzione rispetto al 4,0% di fine 2020 e al 3,2% di fine marzo 2021. Il coverage ratio del totale dei crediti deteriorati si attesta al 51,8% in rialzo rispetto al dato del trimestre precedente (49,5%).

Con riferimento alle singole componenti dei crediti deteriorati, le sofferenze nette sono pari a € 0,9 miliardi (-8,2% rispetto al 31/03/21) con un livello di copertura del 60,9% (57,8% al 31/03/21); le inadempienze probabili nette si attestano a € 1,1 miliardi (-13,8% rispetto al 31/03/21) con un livello di copertura del 43,1% (42,2% al 31/03/21); i crediti scaduti netti ammontano a € 101,2 milioni (+5,6% rispetto al 31/03/21) con una copertura pari al 24,9% (26,1% al 31/03/21).

La copertura dei crediti performing sale allo 0,6% dallo 0,3% di fine 2020 e dallo 0,5% del trimestre precedente.

Con riferimento alle misure di sostegno erogate dal Gruppo BPER (incluso il ramo acquisito) destinate a famiglie e imprese per fronteggiare le ripercussioni economiche derivanti dall’emergenza pandemica, si segnala che le moratorie su crediti complessivamente concesse sono pari a € 16 miliardi in termini di debito residuo, di cui € 3,2 miliardi ancora attive alla fine del secondo trimestre 2021 in calo del 60% rispetto al trimestre precedente (€ 8,1 miliardi), per effetto di richieste di rinnovo significativamente inferiori all’ammontare di moratorie in scadenza a fine giugno 2021. I finanziamenti garantiti dallo Stato si attestano a  € 6,5 miliardi in aumento del 7% rispetto ai € 6,1 miliardi del trimestre precedente.

La posizione interbancaria netta risulta positiva per € 1,7 miliardi determinata dalla differenza tra i crediti verso banche di € 24,4 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 22,7 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER, interamente composto da fondi  “TLTRO III” con scadenza triennale, risulta pari a € 18,4 miliardi, invariato rispetto al dato di fine marzo 2021. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 29,9 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,1 miliardi disponibili, ai quali si aggiungono € 22.8 miliardi di depositi presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 27,1 miliardi e risultano pari al 20,1% del totale attivo. All’interno dell’aggregato, i titoli di debito ammontano a € 26,0 miliardi (96,1% del portafoglio complessivo) e includono € 12,8 miliardi riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 8,3 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 6,9 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,1 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato di periodo, si attesta pertanto a € 6,7 miliardi.

Per quanto riguarda gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”), al 30 giugno 2021 l’indice LCR è maggiore del 200%, mentre acquisito) destinate a famiglie e imprese per fronteggiare le ripercussioni economiche derivanti dall’emergenza pandemica, si segnala che le moratorie su crediti complessivamente concesse sono pari a € 16 miliardi in termini di debito residuo, di cui € 3,2 miliardi ancora attive alla fine del secondo trimestre 2021 in calo del 60% rispetto al trimestre precedente (€ 8,1 miliardi), per effetto di richieste di rinnovo significativamente inferiori all’ammontare di moratorie in scadenza a fine giugno 2021. I finanziamenti garantiti dallo Stato si attestano a  € 6,5 miliardi in aumento del 7% rispetto ai € 6,1 miliardi del trimestre precedente.

La posizione interbancaria netta risulta positiva per € 1,7 miliardi determinata dalla differenza tra i crediti verso banche di € 24,4 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 22,7 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER, interamente composto da fondi  “TLTRO III” con scadenza triennale, risulta pari a € 18,4 miliardi, invariato rispetto al dato di fine marzo 2021. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 29,9 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,1 miliardi disponibili, ai quali si aggiungono € 22.8 miliardi di depositi presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 27,1 miliardi e risultano pari al 20,1% del totale attivo. All’interno dell’aggregato, i titoli di debito ammontano a € 26,0 miliardi (96,1% del portafoglio complessivo) e includono € 12,8 miliardi riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 8,3 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 6,9 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,1 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato di periodo, si attesta pertanto a € 6,7 miliardi.

Per quanto riguarda gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”), al 30 giugno 2021 l’indice LCR è maggiore del 200%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100%.

Capital ratios

I ratios patrimoniali al 30 giugno 2021, calcolati con la metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, risultano pari a:

· Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In proforma[iii] pari 14,5% (17,7% al 31 dicembre 2020 ovvero 15,1% al netto dell’impatto dell’aumento di capitale). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased” proforma[iv]) è pari al 13,5% (15,8% al 31 dicembre 2020 e 13,2% al netto dell’impatto dell’aumento di capitale);

· Tier 1 ratio Phased In proforma[v] pari a 14,9% (18,2 % al 31 dicembre 2020);

· Total Capital ratio Phased In proforma[vi] pari a 17,2% (21,2% al 31 dicembre 2020).

 

Principali dati di struttura al 30 giugno 2021

Il Gruppo, già presente in diciannove regioni italiane, ha incrementato ulteriormente il proprio posizionamento competitivo grazie all’acquisizione del citato ramo d’azienda.

Il numero di sportelli è pari a 1.852 (oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER Bank Luxembourg S.A) rispetto a 1.237 di fine 2020, con un’elevata concentrazione nel Nord Italia.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 18.100 rispetto ai 13.177 di fine 2020.

 

Prevedibile evoluzione della gestione

L’economia dell’area euro sta ripartendo grazie al sostegno delle politiche monetarie e fiscali e ai significativi progressi delle campagne di vaccinazione. In Italia in base agli indicatori economici più recenti[vii] il PIL, dopo il lieve rialzo registrato nel primo trimestre dell’anno, dovrebbe crescere di oltre l’1% nel secondo trimestre, grazie ad un aumento dell’attività industriale e al recupero del settore dei servizi. L’incremento della spesa per i consumi e la ripresa della domanda unitamente al mantenimento di un orientamento accomodante da parte delle Banche Centrali saranno determinanti nel sostenere la ripresa, le cui prospettive di breve termine sono ancora condizionate dall’incertezza legata all’evoluzione dell’emergenza sanitaria a causa della comparsa di varianti a maggiore contagiosità.

In tale contesto, il Gruppo BPER Banca nella seconda parte dell’anno continuerà ad evidenziare una buona marginalità dei ricavi tradizionali supportati dal contributo del ramo acquisito, da impieghi attesi in crescita e da una componente commissionale stimata in ulteriore aumento grazie in particolare allo sviluppo del comparto del risparmio gestito e bancassurance, nonché dalla ripresa dell’attività transazionale. La dinamica dei costi operativi è attesa in calo sia per progressivo venir meno degli oneri non ricorrenti legati al processo di integrazione che hanno caratterizzato il primo semestre, sia per effetto di azioni di efficientamento in via di implementazione. La qualità del credito continuerà ad essere oggetto di particolare attenzione, con un NPE ratio e un costo del credito che dovrebbero mantenersi sotto controllo pur tenendo conto di uno scenario ancora caratterizzato da elevata incertezza. La posizione di capitale è attesa rimanere su livelli elevati.

 

Comunicazioni inerenti la Direzione Generale

Si comunica inoltre che, in data odierna, è stato risolto consensualmente il rapporto di lavoro in essere con il Direttore Generale Alessandro Vandelli, con effetto dal 5 agosto 2021. Detta risoluzione consensuale è avvenuta mediante la stipula di un accordo, i cui contenuti sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione della Banca, previo motivato parere favorevole del Comitato per le Remunerazioni e del Comitato Parti Correlate.

L'accordo prevede, in conformità con quanto previsto dalla politica di remunerazione da ultimo approvata dall'Assemblea dei Soci della Banca:

a. il riconoscimento ad Alessandro Vandelli di un incentivo all’esodo di circa Euro 1.600.000, di cui una parte (corrispondente al costo dell'indennità di preavviso, e pari a circa Euro 420.000) verrà erogata entro trenta giorni dalla cessazione del rapporto, mentre la parte rimanente verrà erogata con le modalità previste per il pagamento delle remunerazioni variabili, e dunque parzialmente alla cessazione del rapporto (40%) e il resto in rate annuali differite in un arco quinquennale (60%), in parte in denaro (45%) e in parte in azioni (55%), con assoggettamento a c.d. entry gate, clausole di malus e clawback previste dalla politica di remunerazione della Banca;

b. la stipulazione di un patto di non concorrenza e non sollecitazione di 12 mesi, riferito ai principali competitor della Banca, a fronte di un corrispettivo pari ad Euro 600.000 (da corrispondersi in 3 rate durante il periodo di vigenza del patto);

c. il mantenimento, da parte di Alessandro Vandelli, dei diritti connessi al piano LTI 2019-2021, in misura riproporzionata pro rata temporis, subordinatamente al raggiungimento delle condizioni di performance e ai termini e condizioni di cui al piano;

d. il mantenimento di alcuni benefici (autovettura, copertura sanitaria) per un breve periodo di tempo successivo alla cessazione del rapporto.

Il Consiglio esprime ad Alessandro Vandelli un sincero ringraziamento per l'impegno, la dedizione e il contributo, in termini di creazione di valore, resi durante gli anni alla guida della Banca e del Gruppo, formulando i migliori auguri per le sue future attività professionali.

Allo stesso tempo, il Consiglio di Amministrazione, ai fini della nomina del nuovo Direttore Generale, ha ritenuto di non attivare il processo di selezione di possibili candidati nell’articolazione prevista dal Piano di Successione adottato da BPER, ritenendo opportuno attribuire la carica a Piero Luigi Montani, Amministratore Delegato della Banca, dopo aver positivamente verificato, previo coinvolgimento ed espressione di parere favorevole del Comitato per le Nomine e sentito il Collegio Sindacale, la rispondenza dei suoi requisiti al profilo ideale di Direttore Generale, quale previsto nel Piano di Successione.

L’accordo che disciplina tale specifica nomina, rientrante nei casi di esenzione ai sensi della Policy interna in materia di operazioni con parti correlate in quanto operazione di importo esiguo nonché relativa alla remunerazione di dirigenti con responsabilità strategiche assunta in conformità alla politica di remunerazione vigente, è stato sottoposto, per gli aspetti di competenza, al Comitato per le Remunerazioni, che ha rilasciato, al riguardo, parere favorevole.

Pertanto, a far data dal 5 agosto 2021, Piero Luigi Montani ricoprirà, oltre alla carica di Amministratore Delegato, anche quella di Direttore Generale.

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