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Lavrov, de Gobineau, Céline: basta con le teorie razziali!

L'ebraismo è una religione. Le teorie razziali non hanno alcun fondamento scientifico.

Di Alfredo Tocchi

07 Maggio 2022

Lavrov, de Gobineau, Céline: basta con le teorie razziali!

La polemica seguita all’intervista del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dell’incredibile. Tutti i commentatori, nessuno escluso, hanno stigmatizzato il fatto che Lavrov sia stato invitato alla televisione, perdendo completamente di vista la gravità dell’affermazione fatta. La frase incriminata è ormai nota a tutti: “Zelensky ebreo? Per me anche Hitler lo era”. Il senso era questo: avere origini ebree (come Hitler e Zelensky, che è ebreo e questo è un fatto incontrovertibile) non impedisce di essere nazisti.
Ora, i casi sono due. Il primo: esiste una razza ebraica e Hitler era per un quarto ebreo (inutile commentare se sia verosimile o meno, il punto è proprio questo!). Il secondo: non esiste una razza ebraica, l’ebraismo è una religione che i figli “ereditano” per parte di madre (liberi poi – ovviamente - di professarne un’altra o nessuna) e dunque Hitler che certamente non era figlio di una donna di religione ebraica non era ebreo.
Sposare il primo caso significa tornare indietro di centocinquant’anni, alle ignobili e antiscientifiche teorie razziali di Joseph Arthur de Gobineau (e in particolare al Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane).
Da cultore del mio quasi omonimo Louis-Ferdinand Destouches (Céline), speravo che il suo ignobile Bagatelle per un massacro avesse esaurito l’argomento.
Disquisire di razza nel Ventunesimo secolo è aberrante. La persecuzione della popolazione russofona perpetrata nel Donbass per otto lunghi anni è aberrante. La guerra d’invasione scatenata da Vladimir Putin è aberrante. La cancel culture è aberrante. L’ignoranza che dilaga è aberrante.
Basta, ho orrore di tutto. Tuttavia, a differenza di Céline (che amava i paradossi ed era sempre e comunque sarcastico), io non mi scateno, mi deprimo. Leggo Bagatelle per un massacro (sapendo che Céline pagò a caro prezzo il suo antisemitismo, giustamente) e spengo il computer.
“(Gli) stessi Ebrei sfrontati che tirano i fili. Tra Hollywood, Parigi, New York e Mosca un circuito di montatura continua. Charlie Chaplin lavora anche lui, splendidamente, per la causa, è un grande pioniere dell'Imperialismo ebreo. Fa parte del gran segreto. Viva la buona piagnisteria ebrea! Viva il compianto in trionfo! Viva l'immensa lamentazione! Intenerisce ogni buon cuore, fa cadere con l'oro tutti i muri che si presentano. Rende tutti questi coglioni di gentili ancor più frolli, pappemolli, malleabili, infinocchiabili, anti-pregiudizio questo, anti-pregiudizio quello, « umanitari » è tutto dire, internazionalisti... in attesa, li conosco bene! di sbatterli in divisa! alla giudea! equipaggiati a granate! Nel fondo sentimentoso l'Ebreo taglia, ritaglia, gratta, raspa, avvelena, prospera. Dei guai del povero sfruttato, del commesso dei magazzini Bader, del forzato della Citroën, come può fottersene Chaplin, pieno di miliardi, lui... Viva l'eccellente geremiade! Viva i tempi moderni! Viva i buoni Soviet, super-giudei! Niente resiste alla propaganda, l'importante è metterci abbastanza oro e gli Ebrei possiedono tutto l'oro del mondo... dai Monti Urali all'Alaska! dalla California fino alla Persia! dal Klondike alla City! « City »! « Lyonnais »! sportelli a cui si aggrappano, per gemere, quei gonzi patentati d'Ariani! Lo sportello delle Lamentazioni! L'esercito dei culi in ebollizione! La corsa verso l'oro dei prestiti molli! Piangere nutre! Piangere fa sciogliere! Piangere è il trionfo degli Ebrei! Riesce meravigliosamente! Il mondo è nostro grazie alle lacrime! Venti milioni di martiri ben addestrati sono una forza! I perseguitati sorgono, pallidi, sparuti, dalla notte dei tempi, dai secoli di tortura... Eccoli i fantasmi... rimorsi... sospesi ai nostri fianchi... Léon CÉLINE Bagatelle (ed. Guanda) — 29 — Blum... Hayes... Zuckor... Litvinov... Lévitan... Brunschwig... Bernstein... Bader... Kerenskij... centomila Lévy... Chaplin il crocifisso... I Marx Brothers tragici... Abbiamo fatto troppi martiri... Come riscattare tutti i nostri crimini?... Li abbiamo fatti soffrire troppo... Presto, bisogna che ci prendano tutto il nostro lavoro, tutti i nostri pochi quattrini... I nostri ultimi ghelli. Bisogna che ci facciano sanguinare ancora... a fondo... due... tre... dieci guerre sanguinosissime. Bisogna abbattere tutte le frontiere con le nostre carni di vacche ariane... Troppo giusti, ora, i pogrom... per noi, Cristo d'un Dio! Tutto per noi! Troppo giusto che li organizzino. È una benedizione del Cielo! Mi farei tatuare il Golgota, io, per farmi perdonare”.

di Alfredo Tocchi

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