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Geografia e lingua in America: ecco il ‘Napoleone e il Federal Bureau of Investigation’

Ecco dimostrato un davvero particolare rapporto tra Napoleone Bonaparte e l’FB

Di Mauro della Porta Raffo

20 Gennaio 2022

Geografia e lingua in America: ecco il ‘Napoleone e il Federal Bureau of Investigation’

Fonte: wikipedia

Detto che a fine Settecento (e anche dopo), negli Stati Uniti il tedesco era talmente diffuso che si pensò di renderlo ufficiale al pari dell’inglese nella stesura dei documenti (se non addirittura quale idioma alternativo), iniziativa non approvata dalla Camera per lo scarto di un solo voto, per di più, leggenda vuole, espresso proprio da un germanico altresì germanofono d’origine familiare.
Imperdonabile che milioni e milioni di persone, guardando al Messico, ad andar bene, geograficamente, lo collochino in America Centrale.
Non concepiscano appartenga invece pressoché totalmente alla parte settentrionale del Nuovo Mondo.
Li confonda in questo la loquela colà parlata e la sovrapposizione alla realtà della collocazione del concetto storico linguistico da quella derivante di ‘America Latina’.
(A ben guardare, oltre allo spagnolo e al portoghese, non poche - anche se non identificate in cotal modo - le aree geografiche, principalmente nel Nord Continente - Quebec canadese e oramai in quasi insignificante parte in Louisiana - nelle quali si usava ed usa il francese, ovviamente lingua latina anch’esso).
Storicamente, la loquela solo con molta attenzione definibile in questo ambito ‘iberica’ era parlata nel Continente Meridionale (isola olandese, il Suriname, esclusa; isola ufficialmente francofona, la Guyana della Caienna, altrettanto).
In quello Centrale (Belize formalmente non compreso essendo l’inglese l’idioma indicato).
Per una grande estensione di terre - Florida a questo tema eccependo perché comprata dall’Unione nel 1819 trattando direttamente con Madrid - prima facenti luogo come colonie alla Spagna e poi al decolonizzato Messico.
Cui appartenevano il Texas (capace di liberarsi autonomamente nel 1836) e le vastissime estensioni che, diventate secondo le prescritte procedure Territori dell’Unione a seguito della vittoriosa Guerra Stati Uniti Messico (scoppiata nel 1846 e conclusa con il Trattato di Guadalupe Hidalgo firmato il 2 febbraio 1848), successivamente - mano mano anche perdendo l’ispanico a favore della lingua d’Albione - divennero Stati USA quali Colorado, New Mexico, Arizona (ultimo tra questi nel 1912), Wyoming, Utah, Nevada e, ovviamente, California.
Andando indietro nel tempo, per anni, nelle attuali Isole Vergini Americane, si parlò anche danese essendo quelle, con la Groenlandia, parte dell’impero coloniale di Copenhagen nel Nuovo Mondo.

Che il continente americano, in particolare nella parte settentrionale e nei Caraibi (non dimenticando peraltro la meridionale Guyana Francese che, conseguenza della sconfitta navale della flotta napoleonica di Trafalgar, passerà fuggevolmente al Brasile), fu in buona misura colonizzato dai Francesi.
Non solo, come tutti ricordano, in Canada, infine ceduto ai Britannici dopo la Guerra dei Sette Anni.
Quanto in un vastissimo territorio (addirittura due milioni e centoquarantamila chilometri quadrati!) steso sostanzialmente lungo le rive del Mississippi partendo dal Golfo del Messico per arrivare ai Grandi Laghi e alle Montagne Rocciose.
Denominata tale Regione Louisiana (come poi il molto più territorialmente limitato Stato USA) in onore del re Luigi XIV, era nel 1803 teorica (in verità, le molte tribù pellerossa che l’abitavano nulla sapevano in proposito ritenendosi ed essendo del tutto autonome) proprietà di Parigi, laddove governava Napoleone.
Avevano i non da molto nati Stati Uniti a quei tempi particolare interesse al porto di Nouvelle Orleans, loro assai utile commercialmente parlando.
Intenzionato ad acquistare appunto quella che sarebbe poi diventata New Orleans, il Presidente Thomas Jefferson (che in Francia era in precedenti momenti stato quale Ambasciatore) inviò a Parigi, perché si dedicasse all’impresa insieme al già colà operante in merito Robert Livingston, il futuro Capo dello Stato James Monroe.
Non facile la conclusione della trattativa che era avversata per varie ragioni sia da una fazione degli Statunitensi che dei Francesi.
Determinante, infine ed ovviamente, il volere di Napoleone Bonaparte, al momento in altre faccende, europee, affaccendato e bisognoso di rimpinguare le casse statali.
Fu così che agli Americani (come si diceva, interessati esclusivamente al porto di Nouvelle Orleans e intenzionati a spendere fino a dieci milioni di dollari per averlo), fu offerta la possibilità di acquistare il pre indicato immenso territorio a pochi centesimi l’acro, per quindici milioni in totale.
Il conseguente Trattato (‘Louisiana Purchase’ in inglese e ‘Vente de la Louisiane’ in francese) fu firmato il 30 aprile 1803 nella capitale sulla Senna.
Per rendere l’idea, il territorio darà successivamente origine in toto o parzialmente a un davvero notevole numero di Stati USA: Louisiana, ovviamente, Arkansas, Oklahoma, Missouri, Kansas, Iowa, Nebraska, South Dakota, Colorado, North Dakota, Wyoming, Montana e Minnesota.

Aggiunto quanto agli Stati Uniti, guardando all’America nel complesso, che non va trascurato poi il travagliato rapporto tra il Corso e Haiti.
Era difatti nell’isola - terra di colonia - scoppiata nel declinare del Settecento una rivolta armata guidata da François Dominique Toussaint Louverture.
Tra alti e bassi, affermazioni e sconfitte, tradimenti (Toussaint fu imprigionato con un inganno e morì nelle prigioni francesi) e malattie (il laggiù inviato Generale Charles Leclerc, cognato di Napoleone avendone sposato la sorella Paolina, andò all’altro mondo con non pochi dei suoi uomini per una epidemia di febbre gialla), l’isola segnerà infine una dura sconfitta per Napoleone visto che arriverà - secondo Paese del Nuovo Mondo dopo gli Stati Uniti - all’indipendenza, ufficialmente riconosciuta dall’ex madre patria dall’1 gennaio 1804.

Resta, quanto al rapporto Napoleone/Nuovo Mondo e particolarmente agli USA, una vera ‘chicca’.
Uno dei suoi fratelli minori, Girolamo, aveva sposato in prime nozze (fatte poi annullare dall’Imperatore) Elisabetta Patterson, figlia di un commerciante di Baltimora, Maryland.
I due avevano avuto un figlio, il cui nipote, Carlo Giuseppe Bonaparte (ovviamente, Charles Joseph), sarà uomo politico di peso negli USA fino ad occupare tra il 1906 e il 1909 il ruolo di Ministro della Giustizia nel secondo Governo di ‘Teddy’ Roosevelt.
Va questo personaggio ricordato in quanto nel 1908 ebbe ad istituire il BOI (‘Bureau of Investigation’) che diventerà il celeberrimo FBI (‘Federal Bureau of Investigation’).
Ecco dimostrato pertanto un davvero particolare rapporto tra Napoleone Bonaparte e l’FBI!

Di Mauro della Porta Raffo 

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