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Bambino con il cuore "bruciato", per il medico legale "non può subire un nuovo trapianto", la famiglia: "Chiederemo un altro parere"

Il ministro della Salute Orazio Schillaci: "La Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli che risulta il primo nella lista d'attesa per il suo gruppo sanguigno"

13 Febbraio 2026

Bambino che ha ricevuto cuore "bruciato" è in fin di vita, la madre: "Nuovo trapianto entro 48 ore subito o morirà"; 6 sanitari indagati

La madre del bambino che ha ricevuto un cuore "bruciato" (fonte Instagram), chirurghi (fonte Pixabay)

Continuano a diventare sempre più brutte le notizie sulle condizioni di salute del bambino di 2 anni e tre mesi al quale è stato trapiantato un cuore "bruciato" che quindi non funziona. Il piccolo è attaccato all'Ecmo e necessiterebbe di un altro trapianto per sopravvivere, tuttavia, secondo il medico legale, "non può essere effettuato un altro intervento". Il legale della famiglia del bimbo aveva già sottolineato: "Se non gli viene trapiantato un nuovo cuore entro 24/48 ore, morirà". La madre non intende arrendersi: "Chiederemo un altro parere legale".  

Bambino con il cuore "bruciato", per il medico legale "non può subire un nuovo trapianto"

"Vogliamo chiedere alla Direzione sanitaria dell'ospedale Monaldi che venga fatta una valutazione terza, magari dai medici del Bambin Gesù, sull'effettiva trapiantabilità nel caso in cui arrivi un cuore nuovo", ha dichiarato l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino di poco più di due anni, al quale lo scorso 23 dicembre è stato trapiantato un cuore "bruciato", che si è danneggiato durante il trasporto dall'ospedale San Maurizio di Bolzano all'ospedale Monaldi di Napoli, a causa delle errate tecniche di conservazione. In attesa del bollettino medico di oggi "il nostro medico legale sostiene che le attuali condizioni di salute del piccolo non permetterebbero un nuovo trapianto, ma vogliamo che siano degli esperti terzi a valutarlo", ha aggiunto Petruzzi, perché "dopo quello che è successo si è andato a incrinare il rapporto di fiducia con la struttura ospedaliera partenopea".

"Ho sentito al telefono la mamma del bambino poco fa, non ci sono novità al momento, sono ore disperate. Sono ore di probabili risvolti, in un senso o nell'altro. I valori del fegato sono in peggioramento da ieri mattina: o arriva l'organo, oppure dovremo prepararci all'infausta notizia. Il bambino è in queste condizioni dal 23 dicembre - fa sapere ancora il legale -. La mamma è al capezzale del figlio, speriamo tutti arrivi l'organo al più presto".

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenendo a Storie Italiane su RaiUno, ha assicurato che "la Rete nazionale trapianti è impegnata nella ricerca di un potenziale donatore per il bambino in attesa a Napoli che risulta il primo nella lista d'attesa per il suo gruppo sanguigno. Qualsiasi segnalazione compatibile anche proveniente dall'estero sarà immediatamente valutata e proposta al centro trapianti. Tutti i centri di donazione nazionale sono sensibilizzati e sorveglieranno eventuali donatori potenziali. Seguiamo costantemente l'evoluzione".

Un trapianto con cuore bruciato, danneggiato durante il trasporto

Dopo l’operazione è emerso che l’organo presentava lesioni riconducibili a un congelamento da freddo, descritto nei primi rilievi come cuore “bruciato”, probabilmente compromesso durante il trasporto a causa dell’uso improprio di materiali o tecniche di conservazione dell’organo. Secondo quanto emerso, al posto del ghiaccio normalmente utilizzato per la conservazione degli organi sarebbe stato impiegato ghiaccio secco, anidride carbonica allo stato solido. Un errore fatale: a contatto con quel materiale, l’organo si sarebbe irrimediabilmente danneggiato.

Una volta impiantato, il cuore non è riuscito a pompare il sangue in modo efficace e il bambino non si è mai risvegliato dall’anestesia post-operatoria. Da allora è in coma farmacologico e la sua situazione clinica è in costante peggioramento, come confermano i medici e il legale della famiglia.

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