13 Febbraio 2026
Più il mondo invoca verità e giustizia e più le rimuove. La verità e la giustizia non le porto io, ma mi provo almeno a parlare di certi orrori globali: niente da fare, se propongo un monologo dove racconto di come pandemia e pedofilia globali fossero intrecciate, nella rete del finanziere orco Epstein, mi sento invariabilmente rispondere che “son cose delicate, meglio non approfondire”. Cose delicate? Certo, come l'attività di un mostro circondato da mostri che si faceva spedire bambini dall'Africa, dagli abissi più oscuri del mondo, e poi ordinava quintali di acido, chissà per farci cosa. Quello appena ha cominciato a spifferare lo hanno eliminato in carcere, la sua vice non spiffera e vive un ergastolo dorato dove può fare tutto ciò che vuole: “Parlerò solo dopo la grazia totale” dice questa Ghislaine Maxwell, ereditiera convertita all'abominio. A rimuovere sono gli stessi che non credono, ancora oggi, persino oggi, agli effetti avversi dei vaccini, certificati da una letteratura scientifica mondiale, ma al riscaldamento globale sì e si affidano a Greta. Tra gli effetti certi di quei vaccini che entravano nell'encefalo, nel cervello, la sorprendente esplosione dei delitti cruenti, particolarmente nei più giovani. Un teatro degli orrori: sbudellamenti, squartamenti, torture che finiscono col getto di un corpo ancora vivo da una rupe, in un fiume, in un pozzo. Madri che infieriscono sui figli di pochi mesi, balordi che segregano incaute compagne e le seviziano nei modi più malati e più folli. Tutti invocano verità e giustizia e poi si chiedono: ma come è possibile, come si spiega un tale imbarbarimento, una simile crudeltà disumana? E trovano le spiegazioni più improbabili e più esoteriche, più vaghe: “è lo stile di vita”, “sono i cambiamenti climatici”, “è l'effetto domino che parte da Trump”.
Tutto pur di non vedere la verità e la giustizia che ne dovrebbe conseguire. Non vedere neppure le pratiche del demone Epstein, che sono insostenibili: facciamogli pure la tara, ma non sembrano così inverosimili e comunque le mail tra l'Orco e i suoi ospiti su “come eliminare i poveracci dalla faccia della terra sono reali, poi si potrà dire che scherzavano, che simulavano, ma nessuno osa smentirli. Ed era il meglio della élite globale che insegna a 8 miliardi di schiavi come stare al mondo: la Ghislaine, fra un orrore e l'altro, andava all'ONU a perorare la causa degli oceani, dei ghiacciai. Poi quelli come Gates, o lo Schwab del World Economic Forum, approntavano progetti, strumenti, prodotti per combattere l'inquinamento e le pandemie da loro stessi organizzate, sviluppate in laboratorio. Un mondo di farisei! Non importano gli abominii ma a chi poterli attribuire; non contano le vittime ma come usarle. Alla plebe che assiste golosa preme solo scoprire chi stava negli elenchi per riderne sui social. Come a un'Isola dei Famosi, ma demoni.
Non è diversa, non è altro la paranoia di chi pensa di cambiare il corso degli eventi esprimendo un No o un Sì a un referendum cervellotico, usato in funzione sondaggistica ma destinato a restare lettera morta nel gioco opportunistico dei poteri contrapposti o composti, non è altra cosa ed ha la meglio su qualsiasi istanza morale. E che esigenze morali, etiche dovrebbero restarci, del resto? A chi le affidiamo, ad uno come Corona che scoperchia la fogna in cui ha sguazzato per trent'anni, coperto da moralisti di carta? Siamo assuefatti a tutto e incapaci di sentirci coinvolti per qualsiasi assurdità o miseria. A Torino, Italia, si può assistere allo spettacolo di una banda di balordi di buona famiglia che cerca di finire a martellate un poliziotto e la gente scuote la testa e ride, l'informazione e la politica di sinistra esaltano gli aspiranti assassini, quegli altri no ma per puro istinto di sopravvivenza nel potere. Il ministro di polizia si precipita in televisione e dice: non facciamo allarmismi, prevenire invece di punire. Ed è il ministro della sicurezza. Lo stesso dice il collega alla Scuola dopo che un maranza ha squartato un compagno di classe egiziano, un cristiano copto: sul cadavere ancora caldo si mette a recitare versi del Corano e tutti sanno, ma fanno finta di non sapere, che è un canto di trionfo del tutto coerente con la politica di conquista dell'Europa.
“Non facciamo allarmismi” è la formula di Ponzio Pilato per dire se la vedessero tra di loro. Anche “vogliamo verità e giustizia” va letta in senso inverso, non vogliamo sapere niente, dateci più chiappe sfondate dei tenutari di bordelli televisivi. Ma non è la solita storia trita e ritrita del “non ce lo dicono”, delle “distrazioni di massa”, è che se uno le cose le dice trova solo chi non le vuole sentire o vuole sentirsele raccontare come pare a chi lo chiama, come ha già deciso. Adesso tutti sanno chi era Epstein e cosa faceva, tutti a sbraitare “io ve l'avevo detto”, ma non sapevano niente, non sapevano chi era questo qui e nessuno poteva arrivare a immaginare una cricca di pedofili potenzialmente cannibali nel segno della finanza globale. A meno di non avere una mente malata. Nessuno poteva fantasticare, non senza un discreto bagaglio di memoria storica, che in mezzo ci fosse gente come Chomsky, il filosofo marxista che ai tempi elogiava gli khmer rossi, o il notorio ma sempre taciuto pedofilo Woody Allen che aveva sposato una figliastra con cui generare nuova prole, chissà se offerta all'amico finanziere. Non facciamo i furbi! Affiorano cose al di là di ogni mostruosità possibile e nessuno sano di mente poteva sospettarle. A maggior ragione nel mondo che si definisce civile, provvido di sensibilità ambientale, sociale, generoso di parole buone ed inclusive. Parole, formule che servono a mascherare la mediocrità e la miseria dei pavidi e degli opportunisti.
Scrivo che a sei anni dalla pandemia organizzata dagli orchi e dai filantropi, dai vaccini che hanno fatto milioni di vittime, certificati, dimostrati, non c'è una sola serie televisiva di medici che si permetta almeno un accenno, una allusione alla strage più colossale dei nostri tempi: subito piovono provocatori a darmi del matto, del malato e se rispondo che probabilmente toccherà a loro, secondo la medesima scienza che essi invocano, mi dicono che sono crudele, che mi segnaleranno. A chi? Dateci la verità, ma solo quella che vogliamo noi, che abbiamo già deciso noi. E non parlateci del Pandemonium, non veniteci a dire che dopo un preparato misterioso che si infilava nel cervello la propensione alla crudeltà assassina è divampata. Eppure qualcuno lo aveva detto, lo aveva previsto a termini scientifici: farmaci dagli effetti sconosciuti, uniti a cattività e prigionie di massa, finiranno per crescere zombie oltre ogni disumanità. E adesso pretendono di risolvere tutto con le parole incusive, coi corsi di educazione sentimentale. Ha detto un maranza dalla lama facile: se pensano di calmarmi rendendomi frocio, saranno i primi a venire sgozzati. Ma che fa? Basta definirli, con lirismo patetico, “con l'abisso dentro” e tutto va a posto. Ce l'aveva anche quello che ha scaraventato la “fidanzatina” minorenne in un fiume ancora viva dopo averle spaccato a pugni tutte le ossa della faccia, dando poi la colpa a un extracomunitario quasi linciato dalla folla. Hanno subito fatto una fiaccolata, non si è capito bene in onore di chi.
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