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Pavia, il disagio del 28enne cieco Oleg Romaniuc che non trova casa: "Nessuno mi offre un affitto perché ho un cane guida, Rudolph"

Ad Oleg è anche capitato di essere rifiutato perché, per via della sua invalidità, avrebbe diritto a delle agevolazioni che renderebbero più difficile cacciarlo da casa

04 Febbraio 2026

Pavia, il disagio del 28enne cieco Oleg Romaniuc che non trova casa: "Nessuno mi offre un affitto perché ho un cane guida, Rudolph"

Oleg ed il suo cane Rudolph, fonte: X @laprovinciapavese

Oleg Romaniuc, ragazzo di 28 anni cieco, non riesce a trovare una casa in affitto a Pavia perché vive con il suo cane guida Rudolph, un Labrador nero ufficialmente addestrato. Nonostante un lavoro stabile e tutte le garanzie economiche, racconta di ricevere rifiuti sistematici da proprietari e agenzie, una situazione che evidenzia l’assenza di tutele concrete per le persone con disabilità che dipendono da animali di assistenza.

Pavia, il disagio del 28enne cieco Oleg Romaniuc che non trova casa: "Nessuno mi offre un affitto perché ho un cane guida, Rudolph"

Oleg Romaniuc ha perso la vista a 19 anni in seguito a una leucemia. Grazie a Rudolph, un labrador addestrato come cane guida, è riuscito a completare gli studi e a diventare fisioterapista. Oggi ha 28 anni, lavora come libero professionista e vorrebbe andare a vivere da solo, ma da oltre due anni cerca senza successo un appartamento a Pavia. "Quando i proprietari scoprono che con me verrebbe anche il mio cane guida fanno un passo indietro. Nonostante io dia tutte le garanzie economiche necessarie, trovare un appartamento sembra impossibile", racconta. Una frustrazione che si ripete a ogni telefonata e a ogni visita, con oltre cento tentativi andati a vuoto. Arrivato in Italia dall’Ucraina otto anni fa per curarsi, Romaniuc ha ricevuto un trapianto di midollo al Policlinico San Matteo che gli ha salvato la vita. Da allora vive a Pavia con la madre, si è laureato e ha costruito una propria indipendenza economica. Ma il passaggio verso l’autonomia abitativa resta bloccato.

"Ormai tutte le agenzie immobiliari della città mi conoscono. Gli agenti si affezionano alla mia storia e a Rudolph e sono i primi a dispiacersi quando i proprietari dicono di non accettare animali. Alcuni mi rispondono che l’abitazione è già occupata, poi faccio chiamare la mia fidanzata e a lei dicono che è libera", spiega. Secondo Oleg, dietro ai rifiuti c’è anche molta disinformazione. "Spesso mi dicono che l’appartamento è stato appena ristrutturato e hanno paura che il cane lo rovini. Ma Rudolph non è un animale come gli altri. È addestrato per stare in università, in ospedale, al lavoro. Se non glielo dico io, può restare fermo nello stesso punto per ore. In casa non potrebbe fare nulla di male".

Non è però solo la presenza del cane a creare ostacoli. "Quando ero studente mi dicevano che affittavano solo a lavoratori. Ora che lavoro mi rispondono che affittano solo a studenti. Mi è anche capitato di sentirmi dire di no perché, per via della mia invalidità, ho diritto a delle agevolazioni che renderebbero più difficile cacciarmi di casa", aggiunge. La sua storia mette in luce una linea dura contro l’assenza di tutele reali per le persone con disabilità che necessitano di cani guida, ancora troppo spesso escluse dal mercato degli affitti. "Da quando sono in Italia abbiamo sempre pagato l’affitto in tempo, ho tutte le garanzie necessarie. Posso permettermelo e ho il diritto di trovare un posto dove stare", conclude.

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