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Anguillara, Claudio Carlomagno scrive lettera al figlio di 10 anni, avvocato Miroli: "Servizi sociali decideranno se potrà leggerla"

Dal carcere di Civitavecchia l’uomo che ha ucciso Federica Torzullo scrive al figlio di dieci anni per spiegare l'omicidio della madre

28 Gennaio 2026

Federica Torzullo e Claudio Carlomagno

Federica Torzullo e Claudio Carlomagno, fonte: Facebook, Federica Torzullo e Claudio Carlomagno

Claudio Carlomagno, il reo confesso killer della moglie Federica Torzullo, ha scritto dal carcere di Civitavecchia una lettera al figlio di 10 anni, in cui prova a spiegare la situazione che stanno attraverso: l'uccisione della donna, il periodo in carcere, l'affidamento del minorenne ai nonni e la separazione. L'avvocato Andrea Miroli, legale dell'uomo, ha dichiarato che per ora la lettera non è stata spedita e che a decidere se il piccolo potrà leggerla saranno solo i servizi sociali.

Anguillara, Claudio Carlomagno scrive lettera al figlio di 10 anni, avvocato Miroli: "Servizi sociali decideranno se potrà leggerla"

Dal carcere di Civitavecchia, dove è detenuto da quasi due settimane, Claudio Carlomagno ha scritto una lettera al figlio di dieci anni. Il contenuto resta riservato, filtrato soltanto nei suoi tratti essenziali: parole di un padre che cerca perdono, tenta una spiegazione e prova a preparare il bambino a una vita che, inevitabilmente, non sarà più quella di prima. Un gesto che si colloca dentro una vicenda giudiziaria e umana di estrema gravità, segnata dall'omicidio di Federica Torzullo e da una scia di conseguenze che continuano ad allargarsi.

Secondo quanto emerso, Carlomagno avrebbe voluto chiarire al figlio le ragioni per cui oggi vive con i nonni materni ed è affidato a un tutore nominato dal Tribunale per i minorenni di Roma, il sindaco di Anguillara Sabazia. La lettera, scritta nei giorni della detenzione, rappresenta l’unico canale di contatto scelto dall’uomo, che avrebbe manifestato anche il desiderio di incontrare il bambino. Un’ipotesi, però, esclusa dal suo legale Andrea Miroli: "Un incontro in carcere sarebbe impensabile, ben al di là di ogni aspettativa", ha spiegato.

Il bambino è stato informato della morte della madre, dell’arresto del padre e del suicidio dei nonni paterni. Una verità trasmessa con cautela, ma pur sempre una verità. Proprio il peso di questi eventi rende delicata la gestione della lettera, su cui la famiglia materna chiede filtri e tutele prima che il minore possa leggerla.

Nel frattempo, la posizione giudiziaria di Carlomagno resta complessa. L’uomo ha confessato l’omicidio, ma gli inquirenti contestano incongruenze nel suo racconto. L’autopsia ha rilevato 23 coltellate e segni di colpi inferti anche dopo la morte, elementi che potrebbero aggravare l’accusa fino alla premeditazione. In carcere Carlomagno è sorvegliato speciale, inserito tra i detenuti a rischio suicidio.

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