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Sindrome dell'Avana, cos'è, sintomi, origini della "neuro-arma" che colpisce gli Usa

La sindrome dell'Avana continua a colpire. Fra le vittime ci sono soprattutto diplomatici e scatta l'ipotesi di un’aggressione da parte di agenti nemici

14 Gennaio 2022

Mal di testa

Mal di testa (Pixabay)

La sindrome dell’Avana spaventa sempre di più gli Stati Uniti d'America: sintomi, cause e origini della misteriosa malattia. L’amministrazione Biden ha creato una apposita task force per comprendere le cause di quanto sta accadendo. Sono stati colpiti oltre 200 diplomatici.

Il governo americano non sembrerebbe però avere dubbi. C'è chi ritiene che possa trattarsi di un attacco mirato. Lo scenario ipotizzato in questi giorni è decisamente inquietante. Si tratterebbe di una "neuro-arma" in grado di pilotare "il cuore e la mente" delle persone. Se fosse così, chi ci sarebbe dietro? C'entrano qualcosa la Cina e la Russia?

Sintomi

La sindrome dell'Avana si presenterebbe in tutti i soggetti colpiti con la stessa sintomatologia. Fra i disturbi principali vi sono mal di testa, nausea, giramenti di testa, perdita di equilibrio, strani ronzii. Questo è quanto si rileva nelle testimonianze di oltre 200 funzionari "contagiati" a livello globale. Si tratta soprattutto di diplomatici e dipendenti delle ambasciate statunitensi in giro per il mondo.

Cos'è la sindrome dell’Avana: origini

Il nome di questa malattia deriva dalla località nella quale si sono scoperti i primi sintomi: Cuba. Era il 2016 quando, nell’ambasciata dell’Avana, alcuni dipendenti hanno segnalato diversi malesseri. Altri casi si sono verificati in Cina, Russia, Stati Uniti, Uzbekistan e Colombia. La maggior parte delle persone colpite è rappresentata da diplomatici statunitensi.

I nuovi casi si sono presentati all'inizio del 2022 e stanno facendo allarmare l'amministrazione americana. Hanno coinvolto diplomatici statunitensi basati a Ginevra e Parigi. A prima vista sembrerebbe una teoria del complotto o la trama di un film incentrato su un'arma fantascientifica. Tuttavia l'attuale governo Usa è davvero preoccupato. Prima ancora lo sono state l'amministrazione di Obama e Trump.

Il presidente Joe Biden ha subito formato una task force per capire il fenomeno e indagarne le cause.

La malattia delle spie

La sindrome dell’Avana è nota anche con il nome di malattia delle spie perché parte delle vittime era inizialmente composta da agenti della CIA.

La "neuro-arma" che pilota "cuore e mente": chi c'è dietro

La sindrome dell'Avana sarebbe secondo molti una "neuro-arma" usata da nemici Usa. Alla base dei particolari sintomi ci sarebbe dunque quella che alcuni sospettano possa essere una "neuroguerra". Inizialmente sono emerse ipotesi di autosuggestione e psicosi di massa. Sono tuttavia state rigettate.

L'amministrazione Biden sta indagando sulle cause che non sono ancora note. Lo ha fatto sapere il segretario di Stato Anthony Blinken. Dopo la partenza dello strano fenomeno a Cuba nel 2016 e la sua progressiva diffusione in Russia, Cina, Est Europa, Colombia e area di Washington, sono state fatte diverse ipotesi.

Le cause

Secondo la prima ipotesi la sindrome dell'Avana sarebbe un attacco con onde elettromagnetiche. Inizialmente si pensava ad una azione ostile messa in atto da un nemico degli Usa. La seconda ipotesi faceva riferimento ad una sorveglianza di tipo elettronico, sempre da parte di nemici. Secondo la terza la causa consisteva in potenti pesticidi. Ne è poi spuntata una quarta: il canto di insetti (relativo agli incidenti sull’isola castrista).

La quinta spostava l'attenzione sull'uso di apparati all’interno delle rappresentanze. Non è tutto. Un sesto scenario parlava di psicosi, stress da lavoro, che avrebbe coinvolto soprattutto chi lavorava all'estero.

Chi c'è dietro: Russia? Cina?

In base agli scenari di volta in volta pensati, si cercava anche un colpevole. Quando si parla di aggressione, il nemico potrebbe essere rappresentato dai russi, dai cubani, da cinesi. Da tutti coloro i quali sono rivali dell’America.

Per risalire alle vere origini della sindrome dell'Avana sono state formate due task force. Una è la stessa intelligence affidata all’uomo che ha diretto le ricerche di Osama bin Laden. L'obiettivo è quello di trovare una spiegazione plausibile a tutto ciò che sta accadendo.

Sono anche state rivolte domande a Mosca, rimaste però senza risposta. C'è anche un provvedimento adottato ad hoc, l’Havana Act, per offrire aiuti a chi ha sofferto della malattia.

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