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Chi è l'uomo che si è presentato con un braccio in silicone al centro vaccinale: lavorava in un ospedale

Dopo la denuncia di ieri sono emerse altre informazioni sull'uomo che si è presentato al centro vaccinale con un braccio in silicone

03 Dicembre 2021

Centro vaccinale a Roma, 2021

Centro vaccinale a Roma, 2021 (fonte: lapresse.it)

Ha destato scalpore la vicenda dell'uomo che a Biella si è presentato con un braccio in silicone al centro vaccinale: adesso si sa qualcosa in più su chi è l'individuo in questione. Si tratterebbe di un lavoratore della sanità, già sospeso per non essersi vaccinato. Si potrebbe intuire dunque che il cinquantenne stava cercando, furbescamente, di riottenere il suo lavoro ottenendo una certificazione di vaccinazione originale. Il suo piano è però fallito grazie all'attenzione dell'infermiera di turno in quel momento.

Le parole di Filippa Bua, l'infermiera che ha notato il braccio in silicone

"Sono passata in pochi istanti da una situazione di normalità, a una d’imbarazzo e poi, ancora, a una di stupore e incredulità", sono le parole di Filippa Bua, l'infermiera che ha per prima notato il braccio in silicone dell'uomo. "Quando ho scoperto il braccio dell’utente, al tatto ho percepito una “pelle” gommosa e fredda; non solo, l’incarnato era troppo chiaro." L'intervistatore le chiede cosa ha pensato in quel momento: "Che il signore avesse subito l’amputazione di un arto e avesse prestato per l’iniezione il braccio sbagliato. Ero dispiaciuta, pensavo di averlo messo involontariamente in una situazione imbarazzante e così, immediatamente, gli ho chiesto di darmi l’altro braccio." Anche all'altro braccio l'uomo indossava comunque una protesi, così l'infermiera Bua ha capito che si trattava di una truffa. Di concerto con il suo superiore hanno redatto una relazione, mentre l'uomo ha abbandonato l'hub ridacchiando.

Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, sulla vicenda

Si è espressa anche Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte: "Il caso di Biella farebbe sorridere, se non fosse che non c'è niente da sorridere. Anzi la situazione è molto grave perché questo gesto offende la serietà del sistema sanitario piemontese, che è tra i primi in Italia per capacità vaccinale e per terze dosi fatte ai cittadini piemontesi"

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