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Dal Sudafrica arrivano le accuse di "panico" e "reazione esagerata" sulla variante

Omicron, scatterà il reato di procurato allarme?

L'articolo 658 del codice penale e l'impatto sociale delle notizie che provocano panico

Di Gianfranco Ferroni

29 Novembre 2021

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Fonte: lapresse.it

In attesa di una commissione parlamentare d'inchiesta sul Coronavirus, dopo il caso della "variante Omicron" nel mondo del diritto c'è chi chiede di dare una svolta contro le notizie catastrofiste ridando vita all'articolo 658 del codice penale, quello dedicato al procurato allarme. Non è difficile capire questo reato: "Per procurato allarme si intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo, da casi di piccola rilevanza (come ad esempio l'utilizzo di un segnalatore di incendio in una scuola, senza la presenza di un incendio) a fatti di maggiore impatto sociale", sintetizzano gli esperti di diritto.

Su Omicron, con Alberto Zangrillo che ha parlato di eccesso di panico e di terrore, con notizie dove protagonista era solo la negatività che ha anche causato un calo delle borse mondiali (un caso?), viene finalmente data voce a Angelique Coetzee, presidente della Associazione dei medici del Sudafrica, la scienziata che ha scoperto la variante.

Repubblica fa parlare Coetzee: "Sintomi come 'stanchezza, mal di testa, prurito in gola, leggero raffreddore' riscontrati nel paziente e nei suoi familiari 'non coincidevano con quelli della Delta che avevamo visto fino a dieci settimane prima', spiega Coetzee, che rassicura però sul fatto che 'finora nessun paziente affetto da Omicron è stato ricoverato. Non abbiamo mai riscontrato effetti gravi. La cosa interessante è che i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi'. Non solo, ma 'i sintomi sono molto lievi e sono uguali per entrambi, vaccinati e non'. E anche il grado di contagiosità 'è più o meno simile a quello della variante Delta. Non di più e non troppo severo'".

E ancora: "La reazione internazionale, secondo Coetzee, è stata 'esagerata”, perché 'avrei capito la chiusura e la paura se avessimo assistito all’esplosione di effetti gravi. Ma non li abbiamo visti. Nessuno di loro è stato mai ricoverato'. Per questo, conclude, 'non dovete farvi prendere dal panico. Se avvertite questo tipo di sintomi, come quelli descritti, per più di due giorni, fate il test'". Spesso la paura fa più danni delle malattie: ma il reato per combattere questa guerra della negatività nella comunicazione esiste, basta solo applicarlo. 

 

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