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Test salivare Covid a scuola, quando servirà

Mancano pochi giorni al rientro in aula. Ecco le ipotesi al vaglio del Cts

30 Agosto 2021

Test salivare Covid a scuola, quando servirà

Scuola (fonte foto Lapresse)

Il test salivare per tracciare i contagi Covid sarà obbligatorio a scuola? Quando servirà lo sta ancora stabilendo il Comitato tecnico scientifico, che ha già approvato in coordinamento con il ministero della Salute le restrizioni intorno al Green pass obbligatorio per i docenti e personale Ata. Se dai 12 anni in su la vaccinazione con i vaccini anti Covid19 è possibile, e da molti consigliata, le misure per arginare i contagi tra i più piccoli sono ancora al vaglio degli esperti, che dovranno capire come gestire il rientro in aula in sicurezza. 

Nel frattempo le Regioni, come oramai si sono abituate a fare, stanno già organizzando il proprio piano per il tracciamento. Ecco cosa sappiamo per ora sulle proposte che dovranno essere applicate a livello nazionale.

Test salivare Covid a scuola, quando servirà

Anna Teresa Palamara, responsabile del Dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità, racconta nel dettaglio queste nuove proposte al vaglio del Comitato tecnico scientifico, che dovrà deliberare sulle misure per la scuola (o, meglio, quelle che ancora mancano) insieme al ministero della Sanità. Innanzitutto, si pensa di introdurre i test salivari da ripetere ogni 15 giorni su un campione di studenti a rotazione. "Il piano di monitoraggio, spiega, è basato su scuole sentinella primarie e secondarie individuate dalle Regioni. Un certo numero di studenti verrà sottoposto a test salivari periodici che poi verranno analizzati con la tecnica molecolare."

Ma come dovrebbe avvenire il tracciamento? "Stiamo lavorando insieme alle Regioni perché la raccolta della saliva possa avvenire a casa, puntualizza Palamara, con semplici dispositivi per il campionamento, e le provette vengano raccolte in centri sul territorio da dove verranno inviate ai laboratori di riferimento."

Test salivare Covid a scuola per i più piccoli, ma c'è chi insiste sui vaccini

C'è però anche chi si dice contro, come l’immunologo Sergio Abrignani del Cts, che insiste: " Il campione di saliva può essere utile occasionalmente, non si può sostituire al vaccino". "I test salivari, continua, hanno sicuramente una loro validità per situazioni nelle quali in poco tempo bisogna consentire a un numero elevato di persone di entrare in classe, in aereo o in treno. Hanno una sensibilità limitata ma basta saperlo, mitigano il rischio ma non c'è niente che lo azzera." "Il tampone salivare occasionalmente ha un suo senso per fare uno screening, ma non per il quotidiano. Dire che il tampone o il test salivare sostituisce il vaccino è sbagliato, non può essere un'alternativa."

Rossano Sasso, sottosegretario all'Istruzione, si dice dello stesso parere dell'immunologo. "Un anno scolastico in presenza senza interruzioni è la priorità del Governo", commenta. "Tanti giovani, accompagnati in questa decisione dalle loro famiglie, stanno scegliendo liberamente di immunizzarsi. Ho ribadito l'importanza dell'uso massiccio dei tamponi salivari per il monitoraggio, il tracciamento ed evitare quarantene di massa alla prima positività."

Test salivare Covid a scuola per i più piccoli, già pronti i piani delle Regioni 

Le Regioni intanto si sono già preparate sul tema dei test salivari, e c'è già chi ha iniziato a effettuare i tamponi sulle classi campione. In Veneto, per esempio, le scuole riapriranno il 13 settembre, e il presidente Luca Zaia ha già pronte le misure di screening. Il piano, che la sua Regione ha improntato insieme all'università di Padova, è stato chiamato "piano delle scuole sentinella" e prevede "una rete di decine di istituti in ogni provincia dove si monitora costantemente il livello di circolazione del Covid, facendo screening a tappeto". Prima "tamponi salivari per scovare gli asintomatici", spiega Zaia, e poi, in caso di positivi, "tamponi nasali semplici per tutta la scuola."
 
La Lombardia ha iniziato lo scorso maggio a monitorare le scuole attraverso un progetto pilota rivolto allo screening dei casi Covid tra gli studenti. La vicepresidente e assessore al welfare della Regione, Letizia Moratti, aveva già annunciato l'estensione dell'applicazione "di uno strumento diagnostico, già in uso in Europa e Stati Uniti" con la ripresa dell'attività scolastica a settembre

Anche il Lazio si prepara a iniziare le lezioni con una serie di controlli negli istituti scolastici. Anche qui, sono già pronti 18 mila test salivari che le Asl sul territorio hanno il compito di distribuire su campioni di classi per ogni istituto.

Infine, anche l’Abruzzo sta valutando uno screening di massa prima del suono della campanella. Come spiega l'assessore regionale all’istruzione Pietro Quaresimale: "Sui tamponi salivari abbiamo avviato un discorso con il settore Sanità. Abbiamo anche previsto fondi per i trasporti, e attueremo tutte le misure per scongiurare una impennata di contagi."

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