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Benedetto Croce

"C- VERSO: Redefining Space" a Lugano una mostra avveniristica

fino al 13 Maggio alla Cortesi Gallery Lugano, via Nassa 62 Curatore Lorenzo Cortesi

Di Tiziana Lorenzelli

08 Aprile 2022

“Se fate parte del mondo artistico avrete sentito parlare di NFT. Ma cosa sono esattamente? La foto in Jpeg della scimmia quotata 300.000$ che conferisce lo status symbol al pari di un Patek Philippe per cryptomilionari o una sorta di schema Ponzi della cryptocurrency? Un NFT può essere entrambe le cose, ma può anche rappresentare un’interessante e piacevole opera d’Arte.” Lorenzo Cortesi

C-VERSO, la nuova estensione della Cortesy Gallery ha inaugurato ieri Redefinig Space, la sua prima esibizione NFT anticipando la sezione dedicata alla prossima Biennale di Venezia.

Con una concezione propedeutica propone un’instantanea della situazione attuale che sta stravolgendo il mondo dell’arte, esponendo opere tangibili e reali e la loro trasposizione nella dimensione effimera e virtuale attraverso le sofisticate tecnologie a disposizione. Ma si tratta di uno scatto riferito all’attualità, perché il METAVERSO è in continua evoluzione e quindi nel momento in cui lo si racconta, migliaia di app si stanno sviluppando pronte ad essere colte e sfruttate dai più intraprendenti.

La storia ci insegna che sono stati sempre gli artisti ad individuare i punti cardine dell’innovazione tecnologica: dal colore a olio del quattocento, alla fotografia dell’ottocento, alle rayografie di Man Ray, ai neon di Lucio Fontana, al laser dei kinetics and chromasonics, di Josef Stanislaus in California negli anni sessanta.

Come scriveva il filosofo Marshall McLuhan già nel 1964 “l’artista serio è l’unica persona in grado di incontrare la tecnologia con impunità, e questo per il semplice fatto che è un esperto consapevole delle variazioni nella percezione sensoriale”.

Dopo un ventennio dal battesimo di Second Life, nel 2003, che introduceva al mondo reale il concetto dell’avatar e dell’universo parallelo virtuale, rimasto un’esperienza di nicchia, il successo straordinario a cui si assiste ora verso l’etereo digitale è probabilmente dovuto all’incastro di una serie di congiunture, trainate dalle nuove tecnologie e soprattutto dall’utilizzo globale degli smartphone e delle applicazioni dedicate che hanno aperto letteralmente nuove visioni, in un momento in cui la pandemia ha drammaticamente reso meno sicuro il quotidiano da cui desideriamo evadere.

Nella galleria Cortesi a Lugano il percorso espositivo intende portare il visitatore dalla realtà al METAVERSO e lo fa maniera accattivante e scientifica evocando la contrapposizione più evidente, quella tra NFT e arte classica, dando una prova tangibile e totalizzante del mondo virtuale e delle nuove tecnologie che con velocità sorprendente stanno rivoluzionando il mondo dell’arte, dell’etere, dei collezionisti e degli appassionati d’arte più sensibili.

“L’arte digitale sarà sempre più presente e verrà considerata arte contemporanea senza distinzioni, la nostra sfida è quella di concentrarci sul valore artistico di queste opere d’arte digitali; gli NFT sono l’innovazione tecnologica che ci aiuta a veicolare questo tipo di arte». L.C.

“NFT ha dato la possibilità a una moltitudine di artisti digitali di talento di mostrare i propri lavori al mondo. Molti artisti che non erano considerati tali nel mondo dell’Arte, che lavoravano per Disney o per Ubisoft, oppure mettevano in rete la propria arte gratuitamente su Instagram, oggi possono scegliere di dedicarsi alla propria arte e ciò è positivo da ogni punto di vista (magari non per Disney e Ubisoft che devono pagare meglio i propri talenti…)” Afferma il curatore Lorenzo Cortesi

Redefining Space riunisce il lavoro di tre poliedrici artisti contemporanei che si avvalgono di diversi media per esprimere la propria visione artistica. Scultura, fotografia, video, NFT e realtà virtuale: Leo Caillard, Emanuele Dascanio e Matteo Mauro.

Nella penombra dello spazio, tesa a mettere in risalto gli NFT proiettati sui monitor delimitati da blu fosforescente, emergono le due sculture di Leo Caillard (Parigi 1985) un riferimento al classico dell’antica Grecia, realizzate con prezioso marmo statuario di Carrara, la materia scultorea per antonomasia prima degli NFT.

Nell’opera di Caillard il classico viene defraudato della sua perennità e contestualizzato nell’immediatezza, viene volutamente datato attraverso degli elementi attuali messi in risalto, perché le vibrazioni riferite al segnale wifi del suo Hercules o la visiera per la Virtual Reality di Antinos tra poco tempo saranno obsolete come i primi processori IBM o il Sony Walkman.

Hercules di Leo Caillard

A fianco alle opere, un video proietta il museo virtuale NFT creato per esporre le sue sculture digitali, un’opera unica, che consente al fortunato possessore di visitare da solo o di mostrare agli amici il proprio tempio classico con la maschera VR. “Perché i social e le tecnologie attuali sono un mezzo narcisistico di rapportarsi con gli altri” rivela l’artista.

Emanuele Dascanio (Garbagnate Milanese. 1983) è un talentuoso artista iperrealista che si ispira ai filosofi della pittura di matrice italo-spagnola. L’artista, che sarà presente in Biennale nella sezione NFT, trasforma opere che gli hanno richiesto anche anni di lavoro meticoloso, opere d’arte fisiche a cui aggiunge un messaggio, attraverso elementi simbolici che rinnovano, innovano, danno un significato e trasportano verso il presente: “dei layer digitali che cambiano di volta in volta modificando l’opera originaria, sono pagine modificabili all’infinito, con un’ossatura fisica e elementi virtuali che cambiano finché decido di interrompere.” 

In mostra la riproduzione fotografica in gelatina d’argento raffigurante un vecchio il cui disegno originale a carboncino ha richiesto più di trecento ore di lavoro. Inquadrando la fotografia con il cellulare, dopo aver scaricato sullo smart phone l’app ARTIVIVE, la fotografia si anima con l’apparizione di farfalle in movimento ovvero l’animazione digitale dell’NFT creato dall’artista. Questa è solo una delle infinite potenzialità offerte dalla tecnologia digitale ai bene informati. Lo stesso NFT è esposto anche su monitor dedicato in mostra. Sempre di Dascanio possiamo ammirare una trilogia di opere che seguono diversi passaggi dal materico al virtuale. Si inizia con un quadro a pastello dipinto in maniera dettagliata e iperrealista e incorniciato alla maniera ottocentesca, poi riprodotto con stampa in gelatina d’argento, una classica stampa in bianco e nero che in realtà è un NFT, la cui elaborazione digitale appare magicamente inquadrando l’opera in vetrina con ARTIVIVE.

Matteo Mauro (Catania 1992), presenta delle sculture fisiche ispirate all’arte classica, evidenziando lo spazio in senso negativo, cioè sottraendo la materia come in un calco.

La sua grande opera digitale, nel fulcro della galleria, rappresenta un dipinto barocco che si smaterializza e si trasforma con la digitalizzazione, diventando una ripetizione ossessiva di un dettaglio, resa ancora più coinvolgente dall’immersione in 3D attraverso la maschera VR, un’esperienza che ti cattura e ti coinvolge come in un utero artificiale.

Crypto Art non è una corrente artistica, perché non condivide un unico linguaggio, nella Crypto Art convivono generi differenti: Cyberpunk, Pixel Art, Generative Art, Digital Painting, etc…Crypto Art è un Fenomeno Culturale.”

“L’arte contemporanea è sempre stata un rischio a livello di investimento e la Crypto Art non è differente, rischiosa perché caotica per un outsider, probabilmente perché stiamo vivendo un momento di euforia causato da molti fattori che hanno fatto lievitare i prezzi a livelli irrealistici.”

“Si può immaginare NFT come un certificato di Autenticità (CoA) dell’opera. Non compreresti mai un Picasso senza il CoA rilasciato dalla Fondazione Picasso. Nel caso di artisti contemporanei si chiede il certificato firmato dall’artista stesso, o dal suo archivio o fondazione. NFT rappresenta un nuovo metodo per gli artisti digitali per autenticare il loro lavoro. Insieme con il file (JPEG, PNG, MP4, GIF, etc,) tu compri un NFT che certifica che il file è autenticato dall’artista e che tu sei il proprietario. Possiamo parlare della facilità con cui possiamo copiare questi file in paragone con un acrilico su tela, ma questa è una discussione ad altri livelli, ma sicuramente un NFT di per sé è impossibile da duplicare, l’acquirente è il solo e unico proprietario.” Lorenzo Cortesi

Attraverso questa nuova realtà, Cortesi Gallery offre un’assistenza capillare per aprire Crypto Wallet, comprare e vendere NFT oltre a offrire, attraverso C-VERSO servizio gratuito di custodia per gli NFT acquisiti. Tra le iniziative in divenire di C-Verso segnaliamo la collaborazione con artisti rappresentati dalla galleria per creare pezzi unici NFT. Tra di loro Edo Bertoglio, fotografo e regista svizzero noto per la sua compartecipazione alla scena artistica newyorkese degli 80s tra i personaggi più influenti del periodo.

Highlights

The Cryptonomist

The Nemesis, una piattaforma online di intrattenimento in 3D che combina la tecnologia dei mondi virtuali a quello del gaming e della gamification.

Twitter  per aggiornamenti su Crypto Fine Art.

https://superrare.com/market. la maggiore piattaforma di Crypto Fine Art

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