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Fuorisalone 2021, la mostra Surprise alla Oblong Contemporary e la seduzione delle forme

Ettore Mocchetti, curatore della mostra 'Surprise" di Oblong Contemporary a SuperstudioPiù, al Giornale d'Italia: "l’Arte come interlocutrice privilegiata del décor"

Di Ettore Mocchetti

06 Settembre 2021

Quando Emanuela Venturini e Paola Marucci, vulcaniche titolari di Oblong Contemporary Art Gallery con sedi a Dubai e Forte dei Marmi, si sono rivolte a me chiedendomi di curare al SuperstudioPiù durante i giorni del prossimo Fuorisalone milanese – quello che, visti i tempi, mi verrebbe da chiamare della Ripartenza – una mostra di scultura e pittura contemporanee, mi sono subito domandato: ma perché proprio io?  Per l’amicizia che ci lega da tanti anni? O c’è dell’altro, magari certe mie concezioni dell’interior design pensato (anche) come “palcoscenico delle arti”?  E poi, perché una rassegna di artisti  del calibro di Stefano Bombardieri e Flavio Lucchini, per dirne solo due, quale prezioso corollario di una grande kermesse tutta incentrata  sul furniture design? Ci ho ragionato molto e alla fine credo di aver trovato una risposta convincente (almeno per me) in un pensiero di Gisella Borioli, fondatrice, con il marito, il geniale Flavio Lucchini, e deus ex-machina proprio di SuperstudioPiù. L’avevo letto in una sua intervista di qualche tempo fa. Diceva più o meno così: "Negli ultimi anni abbiamo assistito graduale cambio di paradigma nella comunicazione del design, nella quale i concetti di contaminazione, tra discipline e arti diverse, e di emozione, da procurare allo spettatore per farsi ricordare, sono diventati sempre più centrali". Ecco, la contaminazione. Una visione che mi è familiare, fortemente affine e che, applicata al mood che sovrintende l’Alta Decorazione degli ultimi lustri, ho  teorizzato in più occasioni. AD-Architectural Digest, di cui ero allora direttore, l'aveva addirittura preconizzata già nel 1999 annunciandola come un possibile futuro nei titoli di coda del suo numero speciale AD Millenium in cui si raccontava a 360 gradi  il secolo perento.

D’altronde, l'idea non era un'invenzione mia o nostra, si basava su una rilettura del grande passato dei palazzi aristocratici  italiani o dei gran borghesi, era, anzi è la manifestazione di un sentimento sincretico dell’abitare che ora riaffiora “carsicamente” a rammentarci le visioni e gli scritti del Gio Ponti di Stile, la rivista da lui fondata nel 1941, o i coevi  interni milanesi di Franco Albini e Guglielmo Ulrich. Così il senso dell’incarico affidatomi da Emanuela e Paola mi è finalmente diventato chiaro: l’Arte come interlocutrice privilegiata del décor. Esporre sotto il titolo “Surprise! L’Arte racconta”, in un irrituale modus antimuseale le tortuose, informali sovrapposizioni cromatiche di Manu Alguerò,  i muri grinzosi e colorati estratti da una periferia senza tempo di Mario Arlati, le astratte, vibranti tensioni e torsioni tridimensionali di Pablo Atchugarry, le accartocciate, allusive e illusive superfici metalliche di Tiziana Lorenzelli, i candidi, sensuali rilevi di Flavio Lucchini stilizzati nelle solide asperità della materia – a proposito, di Lucchini si apre in contemporanea al SuperstudioPiù, il FlavioLucchiniArt Museum –, la poltrona d’artista dei designer Paolo Nava e Luca Arosio, le plastiche figure ellenizzanti di Antonio Signorini, le morbide volumetrie di Gustavo Vélez, e, soprattutto, l’immaginifico, favolistico bestiario 3D di Stefano Bombardieri significa anche  immaginarli tutti come possibili, probabili protagonisti  di un paesaggio domestico ideale, vero e insieme visionario, vuol dire anche proiettarli mentalmente come punti di attenzione  per animare di continua sorpresa la quotidianità della casa, altrimenti destinata a spegnersi nella routine. In tale prospettiva la mostra che va in scena alla My Own Gallery di SuperstudioPiù  dal 4 al 14 di settembre non è semplice celebrazione di un’arte intelligente e sopraffina, di più, nella messa a confronto di artisti dalle diverse sensibilità uniti però da un sagacissimo saper fare, è la suggestiva rappresentazione del principale ingrediente della contaminazione decorativa, ovvero l’emozione artistica. Peraltro tutto ciò non deve stupire dal momento che il concetto di contaminazione è nella storia stessa e nei geni di SuperstudioPiù, nato come è per essere una frontiera estetica dove s’incontrano e si integrano arte, design, fotografia,  moda e tutto ciò che fa cultura. E lo stesso, in fondo, vale per me.

Supersalone 2021, Mocchetti a Il Giornale d'Italia: “Il futuro dell'arte, le contaminazioni, la centralità della casa”

VIDEO-Supersalone 2021, Mocchetti: “Il futuro dell'arte, le contaminazioni, la centralità della casa”

“Abbiamo inaugurato la mostra per la Galleria Oblong qui al Superstudio che è uno dei posti deputati al Salone del Mobile- dichiara a Il Giornale d’Italia Ettore Mocchetti, architetto e interior designer - quest’anno è un Salone in forma ridotta però il FuoriSalone è sempre ricchissimo e quindi al Superstudio dove ci sono sempre delle manifestazioni stupende abbiamo inaugurato questa mostra che conta soprattutto su una personale al piano terra di Bombardieri che  uno scultore visionario indubbiamente che non è così conosciuto come dovrebbe essere. Mentre al piano superiore una serie di artisti e scultori noti che significano la nuova pittura e scultura in Italia, non sono tutti italiani, c’è la scuola latino-americana però è un campo internazionale che sta avanzando con un astratto non astratto e quindi è molto interessante. Ci sono delle installazioni di art design all’ingresso con due poltrone di Nave Arosio interpretate da Bombardieri però è complicato dire dove sta andando il design, anche perché ci vorrebbe una definizione esatta di design che non ha ancora detto e fatto nessuno".

"A Milano e nell’hinterland sono le aziende che fanno il design, che hanno un savoir-faire incredibile-continua Mocchetti - siamo i più bravi del mondo e quindi il design è nato in questo modo con le aziende che hanno curato i progetti dei tanti designer e architetti e che sanno fare le cose e noi italiani le sappiamo fare bene. Penso che si dovrà vedere nel prossimo Salone di aprile per vedere cosa è cambiato nel design. Non è cambiato molto, c’è una rincorsa a fare delle cose sempre più interessanti e accattivanti però veri e propri exploit non ne ho visti, poi magari ci sono. Per cui l’importanza di fare una mostra d’arte e che oggi l’arte è entrata prepotentemente nelle case, si ama mettere i pezzi d’arte nelle case fanno parte dello scenario domestico, una casa senza un pezzo d’arte è una casa povera che non esiste. Quindi direi che il connubio giusto è arte e design, inteso come arredamento d’interni, ben diverso dal design, oggi la gente cerca il bel pezzo di scultura e di pittura e questa è una cosa magnifica, la tendenza è quella di mettere sempre più arte nelle case, quindi il connubio arte e design è lì da vedere.”

Salone del Mobile 2021, Venturini e Marucci: "Surprise, la mostra alla Oblong Contemporary Art Gallery"

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“E’ un’opportunità straordinaria essere a Milano durante l’evento del Salone del Mobile”, spiega la gallerista Emanuela Venturini , “Il file rouge della mostra Surprise di Oblong Contemporary Art Gallery è l’unicità delle opere: la ricerca del materiale, come nel caso della Lorenzelli. Per Gustavo Vèlez, scultore colombiano, è la ricerca della forma, la geometria è sovrana. Abbiamo incominciato a chiamare le mostre seduzioni. Riteniamo che Vèlez sia seduzione geometrica. L’artista spagnolo Manu Alguerò è seduzione esplosiva, infatti usa la polvere da sparo nella sua opera.  Abbiamo Lucchini, padrone di casa, che ha attraversato l’editoria, la moda e il design raccogliendo tutte queste esperienze per creare straordinarie opere d’arte. La nostra gallerie lo rappresenta. Non ultimo Stefano Bombardieri, un vero innovatore.  Voglio segnalare l’installazione Marta e l’elefante, eletta simbolo di tutto SuperstudioPiù. E’ la prima volta che un’opera d’arte si presta al dialogo. E’ una favola per grandi, basta utilizzare il QR code per ascoltare questo dialogo poetico. Se una bambina di nove anni solleva un’elefante, vuole dire che tutti ce la faremo a uscire dalla pandemia e tutto quello che ne è derivato".

Paola Marucci ha poi aggiunto: “Siamo entusiasti di essere presenti qui a Milano. Ora ci aspetta una stagione importante con l’Expo di Dubai che parte dal 1 ottobre. C’è quindi un collegamento importante Forte dei Marmi-Milano-Dubai che sicuramente crea delle sinergie interessanti. Essere a SuperstudioPiù è un importante orgoglio e quindi non possiamo che essere soddisfatte. La prossima sorpresa sarà quella di portare ‘Marta e l’elefante’ a Dubai".

Supersalone 2021, Lorenzelli: “Ho sempre realizzato delle sculture ispirandomi alla natura”

VIDEO-Supersalone 2021, Lorenzelli: “Ho sempre realizzato delle sculture ispirandomi alla natura”

“Questo materiale si chiama Aluflexia ed è un materiale che ho praticamente inventato- spiega a Il Giornale d’Italia Tiziana Lorenzelli, architetto, giornalista, designer e artista - è costituito da due sottilissime lamine di alluminio con all’interno del polietilene che vengono ovviamente accoppiate da un’azienda che sa fare questi lavori tecnologicamente sofisticati. Avendo studiato questo materiale circa dieci anni fa per un progetto che poi ha vinto la medaglia di bronzo di sustainable design a Los Angeles, ho pensato di utilizzarlo per realizzare delle sculture perché ha caratteristiche di flessibilità e malleabilità eccezionali e anche il modo in cui riesce a catturare la luce una volta che riesci a sviluppare dei volumi. Per cui viste le prestazioni ho immaginato di usare questo materiale per realizzare oggetti e sculture che in qualche modo si ispirassero alla natura, perché pur lavorando come architetto sono sempre stata appassionata all’arte e a quella antica ho sempre realizzato delle sculture ispirandomi alla natura anche con altri materiali, ma che erano sempre metalli".

"Queste sculture sono ispirate in realtà allo spazio cosmico- continua Lorenzelli- questa che vediamo che si chiama Blue Fractalis è come se fosse un’esplosione di meteoriti, una scultura modulare con questi moduli che sono composti che si possono allargare, separare, sono leggerissimi e sono fissati alle pareti da dei magneti. Sulle pareti ho messo del ferro adesivo e la scultura viene fissata in questo modo e quindi dà proprio l’idea dell’esplosione nello spazio. Poi le le atre opere che creo sono sempre legate ai pianeti per esempio, oppure al pianeta Terra e quindi i mari e i laghi, la Terra è chiamato il pianeta blu e quindi al colore blu, i materiali che utilizzo sono differenti di diverse colorazioni e l’ultimo questo blu cobalto è un blu che ancora viene creato con gli ossidi di alluminio quindi siamo sempre in tema”

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