11 Marzo 2026
Sabato sera a Roma… del passato 7 di Marzo, ecco che le luci del crepuscolo trasformano la Città Eterna in un teatro di riflessi dorati e sagome monumentali che si stagliano contro il cielo: è il momento in cui le opere dell’uomo si illuminano e le inquietudini della settimana lasciano spazio ad atmosfere più intime e poetiche. « 7’antarte » prende quindi il sopravvento al Circolo Canottieri Roma grazie ad una personale iniziativa del prestigiuoso Avvocato Romolo Reboa. Ne scaturisce un meraviglioso spettacolo multisensoriale… pieno di emozioni che originano da creazioni della grandiosa arte dell’uomo: sculture, dipinti, musiche, danze, cibo e vini.
Di qui trapela l’originale idea del famoso Art Manager della capitale, Michele Crocitto.
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Lui, questa, la ha battezzata « Violin diVINO ». E’ un format che rappresenta perfettamente il Made in Italy a misura mondiale (presto sarà anche a Miami e New York!) dove nostri piatti di alta gastronomia si accompagnano ad eccellenti vini da tutta la penisola, mentre un gruppo di violinisti ne sposano la musica d’opera con la degustazione. Quattro dei cinque sensi sfuggono alla realtà e si immergono in un limbo per raggiungere il quinto. E si sprigiona amore: un amore che “mentre la vita ci incalza..” — come scrisse Neruda, Ndr — “..è semplicemente un'onda alta sopra le onde”.
Tra gli ospiti attoniti di «7’antarte», si muovono sinuose le figure di danzatori classici che esibiscono pitture corporali nelle loro forme (lo chiamano body painting). Le melodie dei diversi archi (i violini di «Violin diVINO») inneggiano alla vita tra passaggi da Beethoven (“Sonata per violino n.5”) a Respighi (“Pini di Roma”) fino a Vivaldi (“Le quattro stagioni”), e di altri incredibili autori che si sono ispirati alla Primavera. Interviene anche una cantante lirica: e scoppia l’incanto con l’incedere dei suoi acuti. Apoteosi!
Poi la scena cambia, si interrompe con i versi che scorrono di un giovane poeta. E’ solitamente il celebre critico Francesco Gallo Mazzeo ad accompagnare Michele in queste esperienze.
Il primo evento embrionale, in fatti, fu lo scorso dicembre nella splendida cornice del Palazzo dei Principi Colonna… dove il visionario Art Manager è di casa. Nell’occasione la direzione fu affidata alla esperta di storia dell’arte, Elena Parmigiani.
Ma ritorniamo a «Violin diVINO» ed alla sua unione con «7’antarte». La struttura del format ha preso corpo e si è integrata pienamente nell’evento: il live & body painting di Anfissa Vassé, le esecuzioni musicali del quartetto d’archi, i gorgheggi della cantante lirica, le performance dei ballerini, gli interventi poetici dei narratori e una degustazione guidata di selezionatissimi vini ad accompagnare il racconto artistico.
Il vino, quindi, elemento narrativo portante. Così ogni bacca in purezza, come ogni provato uvaggio diventano protagonisti silenziosi di ogni singolo atto di questo spettacolo, che ha un ritmo e una sinossi. Risulta tutto una fusione di arte, perché pure l’epico succo è una creazione di Dio atta alle mani dell’uomo e l’enologo ne è il profeta. Ma tra i profeti di sabato sera c’erano Luca Poles, già trentennale pioniere internazionale del Prosecco, in rappresentanza dell’omonimo produttore veneto Casa Poles®,Gaetano di Arrigo Wines® direttamente dall’Etna e Roberto Ferrari della omonima azienda agricola del Sud Tirol. Personalità del mondo enoico che non vedono la leggendaria bevanda solo come business, bensì come espressione umana. Ed è per questo che si affiancano all’ambizioso progetto.
La conclusione la lasciamo alle parole dell’infaticabile Michele Crocitto: “L’esperienza diretta è il vero valore che le persone vivono. Anche chi, dall’estero viene qui, cerca esperienze capaci di immergerlo nel vissuto del nostro paese. Ecco perché ho concepito «Violin diVINO» come progetto immersivo, difficilmente replicabile. Un’opera creata e vissuta in tempo reale in cui ogni presenza diventa performance, anche il pubblico”. In pratica: puro Made in Italy !
Di Pollicino
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