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Museo del Design della Triennale, ' Una storia italiana' dal 9 Luglio 2021

Un legame sempre più sinergico tra l’ente Triennale e il Salone del Mobile, due istituzioni create per diffondere la cultura dell’abitare e del design italiano

Di Tiziana Lorenzelli

10 Luglio 2021

Un legame sempre più sinergico tra l’ente Triennale e il Salone del Mobile, due istituzioni create per diffondere la cultura dell’abitare e del design italiano e che hanno avuto un ruolo determinante nel portare Milano e l’Italia come leader di un settore che ante pandemia contava 30.000 aziende e oltre 27 miliardi di euro di fatturato.

Il lungo periodo di sospensione ha reso fondamentali il potenziamento e l’innovazione delle piattaforme digitali che devono competere a livello globale per non disperdere i compratori ma il prodotto di altissima qualità Made in Italy resta un bene che va visto e provato e che quindi necessiterà sempre di vetrine importanti come questi due enti.

Dopo un periodo di indecisione che rischiava di creare un grosso danno al settore, ci si è stretti con forza per unire tutte le competenze e rimarcare la potenza del Brand Italia che con il Salone del Mobile ha una risonanza mondiale non solo economica ma di invidiato lifestyle.

L’architetto Stefano Boeri, nel doppio ruolo di presidente della Triennale di Milano e di curatore del Supersalone 2021 con il suo team ha rinnovato la mostra in maniera che sia più chiara la lettura dei progetti iconici esposti. Ci dice: “Il Museo del Design Italiano rappresenta un esempio unico di collezione pubblica che permette di veicolare il valore e l’importanza del design italiano a un pubblico molto ampio, non solo di addetti ai lavori. Indissolubile poi il legame tra la disciplina del design e la storia di Triennale, che fin dalla sua istituzione, è stata un centro nevralgico per il dibattito e la definizione della disciplina stessa.”

L'intervista di Stefano Boeri al Giornale d'Italia

VIDEO-Boeri, Triennale di Milano: "Rinnoviamo il Museo del Design italiano"

A ribadire il concetto di design per tutti anche Marco Sammicheli, Direttore del Museo, che sottolinea come tutti gli oggetti che vediamo esposti in mostra ci appartengano, facciano parte della nostra quotidianità, e questo è avvenuto anche attraverso la comunicazione.

Marco Tortoioli Ricci, Presidente Aiap ci racconta degli accordi bilaterali tra Triennale con AIAP Associazione italiana design della comunicazione visiva, AIAP e CDPG - Centro di Documentazione sul Progetto Grafico e anticipa l’uscita del catalogo della mostra a cura di Electa con in copertina il calendario perpetuo sferico di Pino Tovaglia, un progetto anche concettuale che si muove nello spazio e nel tempo.

Dice Boeri: “Oltre alla collezione sono state integrate delle informazioni e dei documenti che forniscono delle spiegazioni aggiuntive, uno scrigno di memorie, di ricordi, di connessioni che dimostrano il modo in cui l’archivio della Triennale ha lavorato in questi decenni anche attraverso nuove donazioni e comodati.”

 In questa direzione va la riedizione della mostra del Museo, il cui concetto è evidenziare non solo l’oggetto, ma anche la condizione politica e socio economica che ha portato a concepirlo e a renderlo un successo, sottolineando il ruolo rivestito dalla Triennale di Milano sin dalla sua creazione, un punto cruciale nel dibattito domestico e internazionale riguardo al design e all’architettura.

Attraverso le esposizioni le Triennali non hanno rappresentato solo una vetrina di oggetti e di produzioni, ma sono state il mezzo di eccellenza per esprimere le tendenze di gusto e i risvolti socio-culturali legati ad ogni determinato periodo. In un’Italia fino a cinquant’anni fa priva di scuole di design, insieme alle riviste l’ente ha costituito un ruolo fondamentale nella diffusione delle idee e degli eventi che hanno ruotato intorno a queste discipline, facendo appunto del design italiano un fenomeno rilevante non solo per la sua encomiabile produzione ma anche proprio per i suoi aspetti socio-culturali e politici. Nella configurazione del design italiano gioca un ruolo fondamentale il fatto che nasca dalla formazione di architetti, ricca di tradizione storica e umanistica, che ha spinto ad andare oltre la mera forma dell’oggetto per elevarlo ad un mezzo di comunicazione concettuale, superando la superficialità di una ricerca stilistica basata esclusivamente sulle richieste commerciali.

 Il nuovo percorso espositivo sfrutta le altezze generose delle pareti e si apre con la sequenza dei primi manifesti in stile Art Nouveau dal 1923, quando la Triennale di Milano vede le sue origini con il nome di Biennale Internazionale delle Arti Decorative nel Palazzo Reale di Monza. Edita dal consorzio Milano-Monza, intendeva promuovere l’artigianato italiano, in particolare della produttiva Brianza, specializzata in produzione di mobili in legno ma anche acciaio e vetro, contro la concorrenza internazionale. La nuova industria italiana, in fase di nascita, doveva essere lanciata e significativo è che non ci si fosse basati su una fiera, ma su una mostra progettata e governata da architetti ed artisti di fama tra cui Gio Ponti.

Nel 1933, con il trasferimento a Milano e l’inaugurazione del Palazzo attuale progettato da Giovanni Muzio viene battezzata la Triennale. L’evento è grandioso, 5000 operai vengono impiegati per realizzare in soli due mesi 33 case unifamiliari per le vacanze nel parco, progettate da giovani architetti che in seguito segneranno la storia dell’architettura moderna come Pagano, Albini, Vietti, Terragni. Ma non mancano le presenze internazionali con opere di Gropius e di Le Corbusier.

Percorrendo l’esedra progettata da Muzio la mostra affianca agli oggetti una sequenza di documenti: fotografie, campagne pubblicitarie, packaging originali, materiali grafici e soprattutto i famosi manifesti di ogni Triennale, con le grafiche ispirate allo stile del periodo, esattamente come i titoli delle mostre, sempre pertinenti e emblematici.

Non mancano i modelli in legno del rinomato Giovanni Sacchi, Compasso d'Oro alla carriera del 1998, insostituibile artigiano caro ai più noti designer da Zanuso a Bellini, che hanno ribadito l’importanza del modello e del materiale utilizzato per realizzarlo nello sviluppo dell’estetica di un prodotto.

 Ci si immerge in diversi periodi storici tra cui il dopoguerra, con i disegni del progetto di Bottoni per il quartiere operaio QT8 bandito dalla VIII Triennale del 1947, in cui la ricostruzione rappresentava il problema sociale e politico rilevante. Un modello abitativo reale comprensivo di mobilia, oggetti d’uso e anche opere d’arte che ha assunto il proprio ruolo di mostra permanente dell’architettura moderna essendo tuttora esistente.

La X Triennale del 1954, con la celebre mostra La Forma dell’Utile, ideata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni, segna un momento straordinario per il design Italiano, come ci ricorda Marco Sammicheli. Nasce il Premio Compasso d’Oro, fondato dai grandi magazzini La Rinascente come riconoscimento a progettisti, produttori e artigiani che si distinguevano per la ricerca formale nella produzione industriale. Si tiene il primo Congresso Internazionale di Industrial Design (ICSID) dal tema “Quantità e  Qualità”, Giò Ponti fonda la rivista “Stile Industria”, che fino al 1963 avrà un ruolo fondamentale nella divulgazione del design, in Italia entra il più grande mezzo di comunicazione di massa: la televisione.

Di quegli anni è esposta anche una preziosa serie di bozzetti per tessuti realizzati per la X e XI Triennale da maestri quali Ponti, Sottsass, Mari, Crippa, Scanavino, Dorazio, Sambonet, Munari, Melotti, Colombo (esposti a rotazione), e provenienti dalla Fondazione Sonia e Massimo Cirulli.

A rappresentare gli anni del boom demografico ed economico campeggia un esemplare della super utilitaria simbolo del Made in Italy nel mondo: la Nuova 500 D del 1960 di Dante Giacosa per FIAT, una delle recenti acquisizioni. La ricordiamo in una simulazione con un portapacchi stracolmo e in coda sull’autostrada tra i simboli della Triennale del 1964 intitolata al Tempo Libero.

Nel 1968 La Triennale rappresenta il primo istituto culturale ad essere stato influenzato dalla contestazione giovanile. In questi anni la comunicazione assume nuovo valore e in alcuni casi contribuisce al successo di un prodotto, pensiamo al catino in Moplen e successivamente a Fantozzi e alla divulgazione della poltrona Sacco di Zanotta.

 Sulla parete troviamo un elemento pubblicitario che diventa esso stesso un oggetto, si tratta della stampa sottovuoto pensata per l’uscita della rossa macchina da scrivere Valentina progettata da Ettore Sottsass per Olivetti del 1968. Un progetto straordinario in cui il colore, elemento distintivo di Sottsass irrompe nel grigio mercato dell’ufficio.

Proprio il lavoro di Ettore Sottsass e del suo studio sarà parte di un progetto di ricerca a lungo termine finalizzato alla realizzazione di mostre e pubblicazioni e accennato in conferenza da Giulia Cervo. Tra l’altro quest’anno si celebra il quarantennio di Memphis, da lui fondata nel 1981.

 Da tempo la Triennale è diventata un’esposizione permanente che in questo momento  ci regala mostre di straordinario valore, tra cui Les Citoyens, prodotta in collaborazione con Fondation Cartier, le mostre di Enzo Mari, Vico Magistretti  e Carlo Aymonino, a cui si aggiungerà il 3 settembre, in occasione del Supersalone, quella su Carlo Mollino e sugli arredi provenienti da Casa Albonico, che grazie a una straordinaria operazione di preservazione del patrimonio pubblico sono stati dati in comodato a Triennale dalla Direzione Regionale Musei della Lombardia nel 2020, nell’ambito di un programma che ci spiega Emanuela Daffra direttore del polo museale della regione.

Sempre durante le giornate del design di settembre si terrà una mostra ideata dal Museo del Design Italiano di Triennale e curata da Mario Piazza inerente le produzioni culturali del Salone del Mobile che nel corso degli anni hanno comunicato il design al pubblico degli appassionati come ci anticipa Marco Sabetta, Direttore Generale del Salone del Mobile.

L'intervista di Marco Sabetta al Giornale d'Italia

VIDEO-Sabetta (Salone del Mobile): "Il design non si è mai fermato"

Un grande lavoro di cui si ha la percezione e che genera soddisfazione non nascondono il Presidente Boeri e il Direttore Operativo Carla Morogallo.

Una squadra ben assortita che si rivolge anche a chi si avvicina per la prima volta al design, dai bambini ai pubblici più trasversali che attraverso parole chiave, racconterà alcuni aspetti della progettazione.

Sicuramente la Triennale merita una visita e questo messaggio si rivolge soprattutto ai Millenial cresciuti con una cultura più eterea, che rende impossibile distinguere un velluto da un fustagno, uno specchio in vetro da un metacrilato. La potenza collaterale di un edificio imponente e suggestivo, con le sue terrazze, il giardino con le sculture tra cui la fontana I Bagni Misteriosi di Giorgio de Chirico, può servire da catalizzatore in grado di attrarre e di contribuire a diffondere il lifestyle italiano anche attraverso cibo e ospitalità.

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