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Carnevale Ivrea 2026, il 15 febbraio la "Battaglia delle Arance" tra 9 squadre a piedi e oltre 50 carri della rivolta

L'evento prevede una "battaglia" che ha l'obiettivo primario di rievocare la leggenda di Violetta e la storica ribellione popolare contro la tirannia del barone, con la conseguente liberazione della città

27 Gennaio 2026

Carnevale Ivrea 2026, il 15 febbraio la "Battaglia delle Arance" tra 9 squadre a piedi e oltre 50 carri della rivolta

Domenica 15 febbraio si terrà l'evento centrale del Carnevale di Ivrea, la Battaglia delle Arance. La manifestazione, che comprende 9 squadre di aranceri a piedi e oltre 50 carri da getto, rievoca la liberazione della città e ripercorre le tradizioni cittadine.

La Battaglia delle Arance

La battaglia comprende 9 squadre di aranceri a piedi e oltre 50 carri da getto, i quali si sfideranno in un combattimento all’ultimo frutto, rievocando la storica ribellione popolare contro la tirannia. La giornata sarà un susseguirsi di eventi: piazze colorate di arance e bandiere, il Corteo Storico con la Vezzosa Mugnaia e il Generale, il coinvolgimento attivo di migliaia di spettatori. Un evento dove storia, spettacolo e partecipazione si fondono in un’esperienza unica. Il Carnevale entra nel vivo già domenica 8 febbraio, con la Penultima: la mattinata è dedicata ai cavalli e ai Carri da Getto, sfilati lungo corso Massimo D’Azeglio con cavalli bardati, finimenti curati e sponde dipinte, seguiti dalla valutazione delle giurie. La giornata include anche fagiolate rionali, riti storici come la Riappacificazione, l’Alzata degli Abbà, la sfilata del Corteo Storico e il mercatino degli aranceri, offrendo un assaggio completo della tradizione eporediese e preparando il terreno alla Battaglia delle Arance. 

Il significato del Carnevale di Ivrea

Il Carnevale affonda le radici nella leggenda di Violetta, figlia di un mugnaio, che liberò la città dalla tirannia del barone ribellandosi allo ius primae noctis. La Battaglia delle Arance rievoca questa rivolta: le squadre di aranceri a piedi combattono senza protezioni, mentre gli aranceri sui carri, trainati da cavalli, indossano maschere e protezioni che richiamano le armature antiche. Oltre al divertimento, la manifestazione è un esempio di partecipazione civile e lealtà: dopo ogni “testa a testa”, una stretta di mano sancisce il rispetto reciproco. L'osservanza delle tradizioni e la cura nei dettagli storici testimoniano la volontà di preservare un patrimonio culturale unico al mondo, basato sulla rievocazione della giustizia sociale e dell'autonomia cittadina contro l'oppressione medievale.

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