04 Febbraio 2026
Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE, in occasione della Presentazione del volume “Cy Twombly”, è stato intervistato da Il Giornale d'Italia.
Quali sono i vostri principali obiettivi di crescita e di sviluppo?
"I nostri principali obiettivi sono da una parte crescere nella transizione e nella consapevolezza che possiamo essere una parte della soluzione ad alcuni problemi, realizzare dunque opere nei nostri settori della chimica avanzata, dell'energia del terzo millennio: nuovi carburanti e biocarburanti sostenibili dal punto di vista ambientale e culturale. Dobbiamo lavorare in modo diverso rispetto a prima, facendo un'attenzione alle persone e ai luoghi con grande rispetto. Si tratta proprio di un approccio culturale del rispetto dei luoghi in cui vengono realizzate queste grandi opere, tanto necessarie in un mondo in continua crescita.
Il distretto green è un'iniziativa a cui teniamo molto. Tutto nasce a Roma oltre quaranta anni fa e, nello stesso luogo dove tutto è nato, abbiamo deciso di far rinascere la chimica del terzo millennio, cioè un'interpretazione pragmatica di laboratori e di impianti dimostrativi, non più piloti. Siamo passati dall'impianto pilota di laboratorio a un impianto semi-industriale che ci consente di far accogliere i nostri clienti al fine di validare, vedere cosa proponiamo loro in modo concreto, ma soprattutto le nuove generazioni che studiano (ci sarà infatti un polo culturale accademico): potranno vedere sul lato diretto applicato in loco, studiare partendo dalla storia dei nostri archivi, proiettati in una chiave attraverso i nostri experience center, che cosa ci aspettiamo, quale sarà la realizzazione del futuro. Ne siamo molto orgogliosi e crediamo che ci aiuterà ad attrarre giovani talenti".
Spostandoci su un altro tema, alla luce della situazione in Iran, a suo avviso, che impatto può derivare da un regime change?
"Negli ultimi anni abbiamo avuto tantissimi cambiamenti, penso che ognuno di noi debba continuare a fare ciò che sa fare, e avere un senso di responsabilità; ci sono dei Paesi che, per una serie di motivi, possono rallentare, altri invece crescere. Spero che per queste situazioni si trovino soluzioni, ma il sistema deve andare avanti, altrimenti implode; non dico che dobbiamo abituarci ma conviverci con questi movimenti che non dipendono da noi. Cerchiamo di fare il nostro e di continuare a farlo: servire l'energia a livello mondiale che è poi ciò che serve, perché senza si aggiungerebbe un ulteriore problema a quelli già esistenti arrivati da soli, non cercati".
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